Domenica 21 Aprile 2019 | 18:06

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ANDRIA - Aggressione a un ragazzo omosessuale la sera del 25 dicembre. «Il comitato territoriale Arcigay Bat “Le mine vaganti” - scrivono   Marcello Filograsso (Ufficio stampa Arcigay Bat) e Vincenzo Antonio Gallo (presidente Arcigay Bat) - intende condannare fermamente il grave episodio di omofobia che ha avuto luogo ad Andria  la sera del 25 dicembre e solidarietà al ragazzo vittima dell'incresciosa vicenda, che ha riportato escoriazioni e tumefazioni».

E poi: «Arcigay Bat invita il primo cittadino di Andria, Nicola Giorgino, a prendere una posizione sull'accaduto e a riflettere seriamente sull'opportunità di istituire politiche di prevenzione dell'omotransfobia, dal momento che da troppo tempo si parla di questa piaga sociale paventando vergognosamente scenari fantascientifici, soprattutto nel contesto andriese. E a farne le spese sono i cittadini andriesi, che dovrebbero sentirsi sicuri di passeggiare in città a prescindere dall'orientamento sessuale, così come i familiari delle vittime e non da ultimi quelli degli aggressori, che scoprono di trovarsi un “mostro” in casa. Ci chiediamo fino a che punto il sindaco Giorgino rimarrà in silenzio davanti ad una vera e propria emergenza, costituita non da numeri ma da un comportamento patologico ancora in ottima salute nella sua Andria».

«È inaudito - interviene l’avv. Luca Volpe, responsabile provinciale del dipartimento cultura Forza Italia Bat - che nel 2015 si debba ancora essere costretti ad assistere ad incresciosi episodi come quelli verificatisi, oggi, ad Andria ai danni di un giovane omosessuale. Le convenzioni sui Diritti Umani dell’Onu, dell’Europa e la nostra Carta Costituzionale sanciscono, senza se e senza ma, la priorità della dignità umana che non può e non deve essere intaccata da nessuna distinzione e nello specifico da nessuna valutazione sull’orientamento sessuale». 

Ancora: «L’esercizio della violenza, poi, abbinata ad un atteggiamento fortemente discriminatorio acuisce la tragicità di quanto accaduto, sia sotto il profilo della violazione della legge penale che sotto quello più squisitamente culturale. Le istituzioni devono porre in campo tutto quanto è necessario per arginare, senza indugio, questi fenomeni che sono il chiaro sintomo di una lacuna culturale che rischia di relegare il nostro territorio al medioevo».

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