Giovedì 18 Aprile 2019 | 18:36

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Bisceglie, preso albanese era latitante da 4 anni in casa aveva due pistole

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GIANPAOLO BALSAMO
BISCEGLIE - Da circa quattro anni era considerato latitante. Un’autentica «primula rossa» su cui pendeva un ordine di cattura emesso nel 2011 dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce per traffico di sostanze stupefacenti. Un «trafficante» di marjuana che, nel corso degli anni era riscito a sfuggire alla cattura eludendo i controlli con un falso nome.
 L’altro giorno, però, i carabinieri della Compagnia di trani (ai comandi del capitano Giovanni Alfieri), proprio durante un controllo sono riusciti a scovare la vera identità del «latitante», ponendo fine alla sua irreperibilità.
Infatti, nel corso di mirati servizi finalizzati a reprimere il traffico di sostanze stupefacenti nelle aree urbane biscegliesi, i militari sono venuti a conoscenza della presenza di un cittadino albanese avente falsa identità greca e dedito allo spaccio. Così, dopo una serie di servizi di appostamento, avendo individuato i luoghi frequentati dal malvivente e la macchina con cui effettuava gli spostamenti, è stato deciso l’intervento immediato all’interno di una sala giochi di Bisceglie.
L’uomo, un albanese di 31 anni, una volta bloccato, è stato condotto in caserma, a Trani, per gli accertamenti di rito, da cui sono emersi una pluralità di falsi nomi,  riconducibili alla persona fermata.
Riscontrata l’effettiva identità dell’uomo, i militari hanno perquisito anche casa sua dove hanno scoperto un vero e proprio arsenale e trovato della droga. Sono, infatti, saltate fuori due pistole clandestine (un revolver nascosto nel vano del contatore Enel ed una semiautomatica, entrambe non denunciate), 445 grammi di cocaina pura (per un valore approssimativo di circa 60mila euro), materiali per confezionare la sostanza stupefacente, piccole quantità di hashish e marijuana, palmari, telefoni cellulari, apparati radiotrasmittenti di vario genere e una somma di denaro contante vicina ai 1500 euro.
Per questo motivo, quindi, al termine della formalità di rito, l’appartamento è stato sequestrato, mentre il 31enne albanese, su disposizione del sostituto procuratore Mirella Conticelli del Tribunale di Trani, è stato trasferito in carcere dovendo rispondere anche di detenzione di armi clandestine, per aver fornito false generalità e per detenzione finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Proseguono invece gli accertamenti volti ad individuare eventuali complici.

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