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di GIUSEPPE CANTATORE
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di GIUSEPPE CANTATORE

CORATO - «Salviamo il gigante buono». Un nutrito gruppo di cittadini si mobilita per chiedere all’amministrazione comunale di non coprire, nell’ambito dei lavori di riqualificazione appena iniziati nel centro storico, il gigantesco «murale» che ritrae Giuseppe Di Vagno nella piazza a lui dedicata. In meno di 24 ore sono state oltre 1.700 le persone che hanno firmato l’apposita petizione on line sul sito «www.change.org», finalizzata a salvaguardare l’opera intitolata «Oltre il velo» e realizzata venti giorni fa dal famoso artista Luis Gomez De Teran durante il festival culturale «Verso Sud». Il gigantesco affresco, che domina la facciata di una palazzina alta oltre dieci metri e larga cinque, ricorda la figura e il sacrificio del parlamentare di Conversano ucciso nel 1921 a soli 32 anni da un gruppo di squadristi fascisti. Ma resterà lì solo per pochi mesi.

Tre giorni fa sono infatti partiti i lavori di riqualificazione di piazza Di Vagno, e proprio dov'è stata realizzata l’opera d’arte, molto apprezzata da più parti, dovrebbe essere costruita una struttura che riprodurrà fedelmente la facciata del palazzo ducale crollato nel 1922. «Per la sua valenza storica e artistica, perché è subito entrato nel cuore della gente, per l’occasione che ha dato a tanti di conoscere più da vicino la storia di Di Vagno - recita la petizione - chiediamo al sindaco Mazzilli di intervenire per fare in modo che il murale non venga coperto ma valorizzato e integrato nel progetto della nuova piazza».

Ma la risposta del primo cittadino è secca: «Abbiamo con piacere sposato il programma del festival, permettendo la collocazione temporanea del murale di Gomez in un sito prossimo al recupero - spiega Mazzilli - ma abbiamo chiarito sin da subito con gli organizzatori e con lo stesso artista che l’opera sarebbe stata coperta entro pochi mesi proprio per lasciare spazio al progetto di riqualificazione della piazza. Vorrei quindi che non ci fosse polemica - sottolinea il sindaco - ma che venisse sottolineata la nostra apertura nel far realizzare un’opera bella, così come altri murales più piccoli sparsi nel centro storico, che però ora deve lasciare spazio ad altro».

Le difficoltà relative ad eventuali variazioni in corsa sono anche di natura burocratica. «Il progetto è andato in gara dopo aver ricevuto una lunga serie di pareri - afferma Mazzilli -, poi è stato appaltato e ora è già stato avviato. Sarebbe impossibile effettuare ulteriori modifiche in questa fase».
Afferma Giuliano Maroccini, dell’associazione «Lavorare stanca», che ha organizzato il festival: «L'opera è stata realizzata su un muro privato con fondi privati. Eravamo al corrente del progetto di riqualificazione - rimarca - ma abbiamo scelto di procedere comunque, accettando la copertura del murale di lì a poco, perché convinti che in quel punto, al di là della sua durata, avrebbe potuto avere un impatto estetico e sociale molto più forte rispetto a qualsiasi altro luogo della città».

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