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TRANI – Il più grande ha 19 anni ed è stato arrestato, gli altri hanno 15 e 17 anni e sono stati affidati  ad una comunità, e forse altri coetanei sono coinvolti: è composto di giovanissimi il branco sanguinario che nella notte tra il 19 e il 20 settembre scorso a Trani ha picchiato, accoltellato e ucciso durante una rissa Biagio Zanni (in foto), l’uomo di 34 anni che mentre trascorreva una serata in compagnia, era intervenuto in difesa di un amico che era stato il primo obiettivo dei bulli.

Il ragazzo, arrestato dai carabinieri su disposizione del gip presso il Tribunale di Trani, si chiama Gianluca Napoletano: è accusato di rissa e omicidio volontario in concorso con i due minori. Per i più giovani procede il Tribunale per i minorenni di Bari. Altre due persone, un minorenne e l’amico di Zanni sono indagati per concorso in rissa aggravata con morte di uno dei partecipanti.
Alla identificazione dei presunti responsabili e alla ricostruzione di quanto accaduto, si è giunti anche grazie alle immagini delle diverse telecamere di sicurezza che si trovano nella zona dell’omicidio, un’area centrale vicina al porto, piena di bar e ristoranti e molto frequentata di sera.

A fare scattare l’aggressione all’amico di Zanni, Gabriele, che si trovava al di fuori di un bar-pizzeria sarebbe stato un saluto sgradito, forse una parola di troppo. Dalle parole si è passati alle mani e alle botte. Zanni, che era nel bar, è uscito per difendere l’amico e tentare di calmare gli animi. La furia del branco si è concentrata allora su di lui con calci pugni e le coltellate. Napoletano avrebbe infierito insieme agli altri, quando l’uomo era già ferito, colpendolo ulteriormente con il braccio ingessato. Quando è riuscito ad allontanarsi, Zanni ha cercato di raggiungere il vicino bar del fratello per farsi aiutare. Le immagini mostrano che aveva la maglietta insanguinata all’altezza dell’addome ma riusciva ancora camminare. Un passante lo ha aiutato mentre i tre aggressori lo inseguivano, forse per infierire ancora. Poi è stato il fratello ad accompagnarlo in ospedale dove l’uomo è morto il mattino dopo, a poche ore dal ricovero.

Il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, ha parlato di "un branco assetato di violenza e di sangue" le cui azioni provocano "grande indignazione, amarezza e sconcerto, ma non rassegnazione". E ha rivolto un appello a tutti e in particolare alle famiglie perchè "i giovani vivono un momento, evidentemente, di grande disagio, hanno perso il valore della vita e bisogna che lo recuperino".
Il comandate della Legione carabinieri Puglia, gen. Giovanni Cataldo, ha precisato che anche se le indagini hanno chiarito tutta la dinamica dell’accaduto, non si escludono ulteriori sviluppi con altre persone coinvolte.
(di Paola Laforgia)

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