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Emiliano: «Errore su Azzollini Il Pd doveva pronunciarsi»

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di Amerigo De Peppo

BARI - «Non giudico il diritto dei singoli senatori di votare no alla richiesta di arresto del senatore Azzollini, ma il Pd ha sbagliato a non prendere posizione».Sul caso Azzolini, che ha riproposto il dibattito sui rapporti tra magistratura e politica, Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e segretario regionale del Pd, ma anche magistrato in aspettativa, non ha dubbi.

«Innanzittutto c’è da premettere che non possono fare valutazioni probatorie sulla vicenda del senatore Azzollini che, come tutti i cittadini, fino a sentenza definitiva è da considerare innocente. Quello che giudico sbagliato è l’atteggiamento del Pd: se avesse avuto qualche elemento per pensare che i magistrati tranesi, anche involontariamente, avessero perseguitato Azzollini, avrebbe dovuto esplicitarlo in aula negli interventi dei suoi senatori. Invece, in commissione hanno dato indicazione di voto favorevole alla richiesta di arresto e in aula, con il voto segreto, hanno dato vita a un voto di coscienza che un partito non si può permettere. Secondo me, il presidente del gruppo Zanda ha sbagliato a non dare un’indicazione».

Ci sono analogie con il voto con cui Palazzo Madama negò l’arresto di Alberto Tedesco?

«Credo proprio di no, nel senso che Tedesco, che di recente è stato assolto, era un soggetto la cui importanza per la sopravvivenza del Governo era inesistente. Quindi non sussisteva una ragione di Stato alla base del no al suo arresto. Nel caso di Azzollini, invece, non aver dato indicazioni fa sorgere il sospetto, vista la sua importanza nello scenario politico, che ci fosse la volontà di salvare il Governo. Con tutto il rispetto per il senatore Azzollini, che mi auguro riesca a dimostrare la sua innocanza, ritengo che sia stato commesso un errore».

Renzi è intervenuto nella polemica dicendo che i senatori non sono i passacarte della Procura di Trani. A parte il fatto che la richiesta di arresto è stata avanzata dal gip, cosa ne pensa?

«Temo che la frase sia stata enfatizzata. Secondo me, Renzo voleva dire che il Senato ha un ruolo, valutare se nella richiesta di arresto c’è persecuzione nei confronti del parlamentare e se questo è il senso della sua frase è stato corretto, anche se lascia spazio al malinteso. La gente può pensare che il Parlamento rivendichi per i suoi rappresentanti un privilegio, in materia di arresto, perquisizioni e intercettazioni, che ai comuni cittadini non viene riconosciuto».

I parlamentari pugliesi del Pd hanno chiesto l’immediata convocazione di una Direzione nazionale del partito interamente dedicata ai problemi del Sud, dopo la divulgazione del rapporto Svimez. Cosa ne pensa?

«Certamente non fa male una discussione nel Pd sui problemi del Mezzogiorno, ma non basta e mi auguro che il partito non se la cavi con un dibattito in Direzione. Il mio auspicio è invece che il Governo dia al più presto impulsi a politiche per il Sud. In questi ultimi giorni, in diverse interviste, ho dato indicazioni concrete su cosa va fatto nell’immediato e le ripeterò certamente in Direzione».

Il consigliere regionale del Pd Sergio Abaterusso ha annunciato la presentazione di una proposta di riforma della legge elettorale, che introduca la doppia preferenza con partità di genere e ha auspicato che venga approvata a settembre...

«Mi sembra una buona prospettiva, che condivido e fa parte del programma della maggioranza, che prevede il superamento dell’attuale legge elettorale. Esaminerò al più presto il suo disegno di legge e valuteremo insieme il da farsi».

Il segretario regionale di Forza Italia, Luigi Vitali, l’ha attaccata perché, a suo dire, nel completare la Giunta non avrebe tenuto in dovuto conto le donne. Come gli risponde?

«È il gioco delle parti. La situazione era impossibile e in aula il consigliere di Forza Italia Caroppo mi aveva chiesto di completare la Giunta. Ora, approfittando del week end, Vitali e Caroppo si incontrino e mettano a posto la linea di Forza Italia».

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