Martedì 23 Aprile 2019 | 21:52

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Sequestri di beni per oltre 3 milioni di proprietà e gestione di un sorvegliato speciale di Andria

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TRANI - E' in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bari che stanno eseguendo, ai sensi del “Codice Antimafia”, un decreto di sequestro beni per un valore di oltre 3 milioni di euro emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della locale Procura della Repubblica.
Si tratta di sei immobili dislocati ad Andria e due a Casamassima, quattro società tra cui un Autoparco ubicato ad Andria, terreni e 5 conti correnti presso 3 Istituti di Credito. I beni sono tutti riconducibili ad un 52enne andriese, in atto agli arresti domiciliari e già sorvegliato speciale di P.S., con numerosi precedenti penali e condanne per rapina, associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione, truffa, falsità materiale, estorsione e riciclaggio (reati commessi principalmente nel nord barese).

Il provvedimento scaturisce da una attività, avviata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, che ha permesso di appurare come l’uomo, a fronte di modesti redditi dichiarati, abbia realizzato un rilevante patrimonio grazie ai guadagni conseguiti dalle attività illecite, intestando i beni a familiari e “prestanome”.
Le indagini patrimoniali condotte dai Carabinieri hanno consentito di appurare come l’uomo ed il suo nucleo familiare dal 1997 al 2013 non abbiano mai avuto redditi tali da garantire il loro alto tenore di vita.

Nell’ambito dell’operazione gli stessi Carabinieri hanno anche dato esecuzione ad un altro decreto di sequestro beni per un valore di 300mila euro emesso dal Tribunale di Trani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta della locale Procura della Repubblica. Si tratta di 15 terreni coltivati ad uliveto e vigneto nel comune di Andria, disponibilità finanziarie ed un’autovettura riconducibili ad un 66enne andriese ed ai suoi familiari, già sottoposto all’avviso orale, condannato per diversi reati quali ricettazione, furto e riciclaggio e arrestato nel 2014 per rapina, sequestro di persona, ricettazione e violazione della legge sulle armi. Anche sul suo conto i militari hanno appurato una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati, neppure sufficienti a coprire i consumi familiari, e il patrimonio da lui accumulato.

Il contrasto ai patrimoni illeciti diventa così uno dei mezzi, forse il più importante, per un decisivo contrasto all’attività delinquenziale e alle imprese illegali.

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