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di Nico Aurora

TRANI - Una giornata da incubo, trascorsa da una parte a guardare e fotografare gli angoli delle strade che, di ora in ora, traboccavano progressivamente di rifiuti ai margini di cassonetti stracolmi. Dall’altra parte, a Palazzo di città, un sindaco, Amedeo Bottaro, che, appena messo piede per la prima volta nella sua stanza, ha dovuto subito dare corso a riunioni fiume, in particolare, con l’amministratore unico dell’Amiu, Alessandro Guadagnuolo. Fra un aggiornamento e l’altro, telefoni roventi con i vertici di Regione, Provincia, Autorità di bacino ed Organismo di gestione associata.Tutto questo nel’attesa di un semaforo verde da Foggia, per tornare a conferire all’impianto di biostabilizzazione del capoluogo dauno, con annessa discarica di soccorso, i rifiuti fermi da tre giorni nei camion. Infatti, in Capitanata, da altrettanto tempo, non si sono accolti i compattatori dall’intera provincia di Barletta-Andria-Trani, pur in presenza di un’apposita ordinanza firmata dal governatore uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola. A pagare il dazio più pesante è stata Trani, comune con la minore percentuale di raccolta differenziata, e che limita il porta a porta ad un’area di 5mila utenti, a fronte dei 55mila complessivi del territorio abitato.

Alla base del blocco ci sarebbe una presunta incongruenza, sanata nella giornata di ieri, dell’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal governatore tuttora in carica della Puglia, Nichi Vendola, nell’attesa di risolvere la quale Foggia ha puntato i piedi, chiudendo le porte del suo impianto e mettendo a nudo la grave carenza strutturale in corso nella Bat, dopo la recente chiusura della discarica di Andria e quella, ormai di lungo corso, di Trani.

Ieri pomeriggio, in ogni caso, i camion dell’Amiu si sono nuovamente recati a Foggia, attendendo l’annunciata riapertura dell’impianto. In questo modo, avrebbero guadagnato tempo per ritornare a Trani e lavorare a tamburo battente durante la notte. Peraltro, come se piovesse sul bagnato, la domenica l’impianto di Foggia è chiuso e, come da ordinanza recentemente emanata dal commissario uscente, Maria Rita Iaculli, dalle 18 di oggi (sabato) alle 5 di domani (domenica), c’è il divieto di conferire ai cassonetti perché, in ogni caso, gli operatori non raccoglierebbero i rifiuti.

«Situazione drammatica», dunque, parafrasando lo stesso sindaco Bottaro, che ha impiegato tale espressione «poiché la quota di rifiuti di Trani che va in discarica – scrive in una nota - è di gran lunga superiore a quella delle altre città, avendo noi una piccolissima quota di raccolta differenziata. Così stanno le cose e ritengo doveroso informare i cittadini della situazione, ma voglio tranquillizzarli sul fatto che, personalmente, mi sto occupando della vicenda e, nelle prossime ore, arriveremo ad una soluzione dell’emergenza».

Ciononostante, ed inevitabile, ecco l’appello del sindaco all’utenza: «Ho bisogno dell’aiuto della città – prosegue Bottaro - per non fare aggravare la situazione. Rivolgo un invito ai cittadini a non conferire rifiuti nei cassonetti nelle prossime ore, fino a quando non sarà predisposta la raccolta dei rifiuti. Non appena la situazione sarà tornata alla normalità, il conferimento dei rifiuti dovrà avvenire esclusivamente dalle 18 alle 5 del mattino. La situazione è molto grave e c'è bisogno della collaborazione di tutti».

Una misura, in ogni caso, è stata decisa: raccolta differenziata con le modalità del porta a porta, da subito, nell’area portuale e nel centro storico. L’operazione, peraltro in via sperimentale avverrà nelle seguenti fasce orarie: oggi, sabato20, alle 15.30 e 20.30; domani, domenica 21, alle 1.30, 15.30 e 20.30; lunedì 22 alle 1.30.

Intanto ieri sera si sono fatti salti mortali con gli automezzi della raccolta differenziata, almeno per ridurre il pesante impatto dell’immondizia per strada. Ma la vera partita s’è giocata altrove e, oggi, se ne conoscerà il risultato: se Foggia non avrà ancora riaperto, sarà emergenza rifiuti certificata. E da tempo annunciata.

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