Mercoledì 24 Aprile 2019 | 14:27

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Trani «Terra dei fuochi» i roghi infiniti nella cava che avvelenano l'aria

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LUCIA DE MARI
TRANI - Non c’è bisogno di Roberto Saviano per capire che anche qui esiste una piccola “terra dei fuochi”: una volta tanto sono stati i cittadini a denunciare, a voler capire, ad andare di persona in giro per le campagne per tentare di scoprire e chiedere di eliminare le cause di quel forte odore di fumo acre che da una decina di giorni diffonde i suoi evidenti veleni su diverse zone della città, a seconda del vento e dell’umidità. Le prime sere si era pensato alle conseguenze dell’incendio delle giostrine, poi alle conseguenze dell’incendio della Capannina. Altrocchè. Quelli erano altri incendi, altri fumi. Altri veleni.

La puzza di gomma bruciata, mista senza dubbio a qualche altro materiale per adesso ignoto, continua a pervadere la città soprattutto nelle ore serali. E la gola brucia al mattino, i colpi di tosse continuano, e non certo per il raffreddore. Se fosse solo quello.Così la gente ha cominciato a chiederselo su facebook, prima in sordina poi i maniera più insistente, fino a quando sono state fatte vere e proprie “ronde”: armati di mascherina protettiva, in parecchi hanno voluto andare di persona ad inseguire..il fumo per capirne la fonte, e fra questi anche gli attivisti del Movimento 5 Stelle (ne abbiamo parlato nei giorni scorsi) che hanno segnalato anche una cava come probabile sito.

Ma non solo loro: anche l’altra sera, nel week end delle Coppe e dei comizi, intorno alla mezzanotte pare sia stato effettuato un altro sopralluogo con le forze dell’ordine e alcuni volontari, nella parte superiore della cava nei pressi della discarica dell’Amiu (zona intorno alla strada provinciale Barletta-Corato), quella dalla quale da giorni si leva il fumo grigiastro che nelle ore serali raggiunge diverse zone di Trani.  Insomma, una serie di sopralluoghi che sembra stiano confermando che lungo la scarpata sono presenti rifiuti di natura ignota, tra cui non mancano numerose carcasse di auto presumibilmente rubate, rifiuti che ricoprono un'ampia area dall'alto fino giù alla cava, la cui combustione produce una puzza nauseabonda simile alla plastica o gomma bruciata, della stessa tipologia avvertita nella città. Quali misure siano state adottate per porre fine a questo fenomeno per molti aspetti simile alla "terra dei fuochi" non ci è dato a saperlo, però ad oggi prosegue l'incessante inquinamento ambientale. Buona parte dei cittadini tranesi vittime di questa puzza tossica è esasperata e chiede a gran voce che le istituzioni si mobilitino urgentemente per far cessare questi misfatti ambientali che minacciano la salute pubblica e l'ambiente. 

Pare che ieri mattina da palazzo di Città (del fatto è stata allertata anche la dott.ssa Iaculli, ancora oggi commissario straordinario del Comune) sia partito l’ordine di “mettere in campo” una cosiddetta “pala gommata” per tentare almeno di coprire ciò che brucia all’interno della cava. Ma il mezzo meccanico non sembrerebbe ancora entrato in funzione. Certo che questa città sembra una miniera inesauribile di problemi, dai buchi di bilancio alle voragini nelle campagne, dove rifiuti di origine sconosciuta bruciano da tempo e diffondono veleni nell’aria. Senza dimenticare quelli della falda acquifera eventualmente causati dalla discarica, che solo qualche settimana fa sembravano essere di grande attualità. O quelli del depuratore che per anni ha funzionato a modo suo, o meglio loro, immettendo in mare quel che le dermatiti facevano trasformavano sulla pelle dei cittadini. Combattenti, anzi sconfitti, di terra, di mare e dell’aria. 

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