Mercoledì 24 Aprile 2019 | 14:25

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ANDRIA – La chiusura della discarica di Andria, in contrada San Nicola La Guardia, gestita dalla Ge.ri.co srl del gruppo Daneco impianti srl, è stata disposta dal dirigente dell’ufficio regionale della Puglia per l'autorizzazione integrata ambientale. Il provvedimento è stato notificato al gestore dell’impianto e all’Ato, l’Autorità di bacino, al cui vertice, fra l’altro, c'è proprio il sindaco di Andria, Nicola Giorgino.

La decisione – si è appreso – è arrivata in seguito a controlli effettuati dai tecnici dell’Arpa Puglia e della relazione degli stessi, che fa riferimento al mancato completamento delle strutture per la raccolta del percolato, a livelli di ferro rilevati all’interno della discarica, superiori a quelli consentiti, il raggiungimento della quota massima dei rifiuti solidi urbani, quelli derivanti dal secco residuo nella differenziata che finiscono in discarica.

Con la chiusura della discarica di Andria, dopo quella di Trani, non vi sono altri siti nel territorio provinciale ove conferire i rifiuti che, per il momento saranno conferiti in quella di Giovinazzo, in provincia di Bari, almeno in attesa che il gestore non provveda a rimuovere gli elementi che hanno determinato la chiusura dell’impianto.

 "Siamo al totale collasso. La provincia fra le più virtuose per la raccolta differenziata resta ora senza impianti. Il nuovo governatore affronti subito la questione rifiuti".Lo afferma in una nota il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini commentando la notizia della chiusura della discarica di Andria.

"Dopo Conversano, Giovinazzo, Trani, Autigno e Foggia, - afferma Tarantini – assistiamo inermi alla chiusura dell’ennesima discarica in Puglia, questa volta ad Andria, in una provincia virtuosa come la Bat dove le percentuali di raccolta differenziata sono fra le migliori della regione. E' assurdo pensare di poter continuare a far leva su un ciclo dei rifiuti fondato prevalentemente sull'uso delle discariche, oggi totalmente al collasso". "Purtroppo – aggiunge – i continui rinvii dell’ecotassa, la mancata realizzazione dell’impiantistica, il ritardo dei Comuni sull'avvio della raccolta differenziata porta a porta stanno portando all’emergenza rifiuti, penalizzando ancora una volta i già vessati cittadini. Auspichiamo che il nuovo governatore di Puglia – conclude il presidente di Legambiente Puglia - inserisca fra le priorità della sua agenda il tema dei rifiuti adottando subito politiche sostenibili che diano risultati concreti".

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