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ANDRIA – Il Comune di Andria "si farà carico delle spese necessarie" per acquistare un loculo in cui depositare i resti della piccola Graziella Mansi, la bimba di otto anni violentata e bruciata viva il 19 agosto 2000 in un bosco nei pressi di Castel del Monte, località alla periferia di Andria. Lo afferma il sindaco della città pugliese, Nicola Giorgino, che spiega di aver "incontrato personalmente e rassicurato i genitori della piccola Graziella" i cui resti, conservati sotto terra, saranno presto estumulati.

Il timore dei genitori di Graziella era che i resti, vista la loro situazione economica, potessero finire in un ossario comune. Gina, la mamma, aveva per questo rivolto un invito al Comune affinchè si adoperasse per acquistare un loculo e la cassetta in cui deporre le ossa. Per l’omicidio di Graziella Mansi sono state condannate 5 imputati con sentenza divenuta definitiva nel 2004.

A Pasquale Tortora, di 35 anni, giudicato con rito abbreviato, furono inflitti 30 anni di reclusione. Quattro gli ergastoli, inflitti a Giuseppe Di Bari, di 34, Vincenzo Coratella, suicidatosi in carcere nel 2008 dopo essersi sempre proclamato innocente, Domenico Margiotta, di 32, e Michele Zagaria, di 36 anni.

Graziella, figlia di un venditore ambulante di frutta secca e di una casalinga, fu sequestrata ai piedi di Castel del Monte mentre riempiva un secchio d’acqua a una fontanella pubblica. Ad adescarla fu Tortora, che condusse la piccola nel bosco vicino col pretesto di farle vedere una cucciolata. Qui, secondo quanto fu accertato, la bimba fu presa in consegna dagli altri imputati che tentarono prima di violentarla e poi la bruciarono viva su un tappeto di foglie secche.

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