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BARLETTA - Non sappiamo se l’aggiornamento dell’ tra il sindaco Cascella e i dirigenti della Timac, lo stabilimento che produce fertilizzanti in via Trani, si terrà domani, dopo il primo approccio di venerdì 8 maggio, all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta di una foto choc sull’ing ente emissione di fumi dalla fabbrica nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio. Certo è che il dirigente regionale dell’Ufficio Bonifica e pianificazione, ing. Giovanni Scannicchio, ha convocato per martedì 19 maggio, alle 10, in via delle Magnolie, nella zona industriale, a Bari, la conferenza di servizi a proposito della «messa in sicurezza » dell’opificio barlettano.

Nessun collegamento tra le emissioni segnalate tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, che hanno dato vita ad una protesta diffusa, di cui si è fatto portavoce l’av vo c at o Michele Cianci, con successiva creazione di una pagina Facebook «Operazione aria pulita Bat» e annesso boom di contatti (1.453 alle 22 di ieri sera). La convocazione porta la data di lunedì 27 aprile, l’ultima seduta della conferenza di servizi sul tema si è svolta il 16 dicembre 2014. Invitati alla riunione sono i dirgenti della Timac del Gruppo Roullier, Agenzia regionale per l’ambiente, Azienda sanitaria locale di Barletta, Andria, Trani, Comune di Barletta, Provincia di Barletta, Andria, Trani e Regione Puglia. Sarà probabilmente l’occasione per prendere in esame alcuni dati tratti dalla «Relazione annuale sulla qualità dell’aria in Puglia, anno 2014» redatta da Lorenzo Angiuli, Livia Trizio e Fiorella Mazzone, del Centro Regionale Aria – Ufficio Qualità dell’Aria di Bari, e revisionata da Roberto Giua, direttore del Centro Regionale Aria di ARPA Puglia.

Si legge al capitolo dedicato al PM2.5: «Il PM2.5 è l’insieme di particelle con diametro aerodinamico inferiore a 2,5 millesimi di millimetro. Analogamente al PM10, il PM2.5 può penetrare nell’ap p a r at o respiratorio raggiungendone il tratto inferiore (trachea e polmoni)». Ancora: «Il decreto legislativo 155/10 fissava per tale inquinante un valore obiettivo di 25 μg/m3 da raggiungere entro il 1° gennaio 2010 e un obbligo di concentrazione dell’esposizione di 20 μg/m3 da rispettare entro il 2015. Come si evince dal grafico, nel 2014 i limiti su indicati non sono stati superati in nessuna stazione di monitoraggio».

Certo, il limite non è stato superato «in nessuna stazione di monitoraggio», ma quel limite (20 millesimi di grammo ogni metro cubo) è pericolosamente avvicinato (si veda la tabella in questa pagina) proprio dall’unica centralina Arpa superstite a Barletta, quella di via Casardi, nel recinto dello stadio-velodromo «Lello Simeone», non distante da Timac e Cementeria Buzzi Unicem). La media annua è la più alta di Puglia, un «primato» di cui i barlettani farebbero molto volentieri a meno. Allora, che fare? Lo scopriremo (si spera) nei prossimi giorni. [rino daloiso]

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