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Trani, per l'Amiu è profondo rosso ma con tanti crediti

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di NICO AURORA

TRANI - Una perdita consistente e neanche consolidata, in questo momento persino superiore al capitale sociale stesso dell’ex municipalizzata dei rifiuti urbani. Amiu chiude l’esercizio del 2014 lasciando sul terreno 1.113.896 euro, un passivo che, come dicevamo è superiore all’intero capitale sociale della società, pari ad 1.000.000. Tali dati, peraltro, come precisa l’Amministratore unico, Alessandro Guadagnuolo, «sono da intendersi provvisori ed in fase di aggiornamento».

Ma come si è giunti a tale disavanzo? Guadagnuolo chiarisce che «dai dati di esercizio 2014 emerge chiaramente la sottostima del contratto di servizio 2014 con il Comune di Trani (già evidenziata dall’azienda al Comune), in quanto, a fronte dell’importo contrattuale pari a quasi 5 milioni (Iva esclusa), risultano costi aziendali complessivi, per la gestione dei servizi previsti in contratto, pari a circa 8 milioni (Iva esclusa). I ricavi derivanti dalla gestione della discarica nell’anno 2014 ammontano a circa 6.780.000 euro, a fronte di costi sostenuti pari a circa 5 milioni». In altre parole, il Comune paga meno dei servizi che Amiu rende e, intanto, per il 2015 il contratto di servizio ancora non c’è. Per quanto riguarda la situazione finanziaria, ecco qual è il prospetto di crediti e debiti.

Sul fronte dei crediti, «la disponibilità di cassa ad oggi ammonta a circa 180mila euro, ad esclusione della preannunciata erogazione da parte del Comune di Trani, relativa al mese di luglio 2014, per il relativo contratto di servizio. di 300mila euro al netto dell’I va » . Per quanto riguarda la situazione finanziaria, «l'ammontare dei crediti esigibili al 26 marzo scorso, diversi dal Comune di Trani, ammonta a 475mila euro. Questa società – fa sapere l’Austa procedendo al recupero di tali somme, derivanti dai conferimenti in discarica per l’anno 2014. Ulteriori crediti vantati dall’azienda riguardano il saldo del contratto di servizio 2014 da parte del Comune di Trani, pari a circa 2 milioni, fermo nei pagamenti al mese di giugno 2014, nonché le somme dovute da Daneco impianti, per circa 3.800.000 euro, oggetto di una transazione attualmente al vaglio del socio unico».

Tra i crediti vantati dall’Amiu nei confronti del Comune di Trani sono presenti, tra gli altri, gli importi relativi ai costi di biostabilizzazione e smaltimento dei rifiuti, sino ad oggi in capo all’Amiu, dal 5 settembre 2014 ad oggi, «che devono essere ribaltati al Comune di Trani – chiarisce Guadagnuolo - in quanto non ricompresi nel contratto di servizio 2014 e da ricomprendersi nei prossimi contratti di servizio». Infine, ulteriori crediti dell’Amiu, nei confronti del Comune, attengono i primi tremesi di servizi resi nel 2015, pure nell’assenza del contratto di servizio per l’anno in corso, «e che aggravano i costi ad oggi sostenuti dall’Amiu».

Per quanto riguarda i debiti, «lo scaduto verso fornitori ammonta ad oggi a circa 3.300.000 euro – scrive l’Au -, e tale prospetto è da intendersi indicativo, in quanto alcuni fornitori non hanno ancora fatturato le prestazioni eseguite. Il fabbisogno finanziario per il mese di aprile 2015 è ammontato a circa 1.800.000 euro, a copertura dell’impegno di spesa per i lavori di messa in sicurezza della discarica, pari a 800mila euro, del pagamento degli stipendi per i dipendenti, pari a circa 300mila euro, del pagamento dei fornitori, anch’essi pari a 300mila euro, oltre che per l’eventuale anticipazione da parte dell’Amiu del tributo speciale, pari a circa 400mila euro».

Il ritardo del pagamento di tale tributo comporta l’applicazione di sanzioni a carico dell’Amiu, come già avvenuto nel passato, da ribaltare successivamente ai Comuni debitori. «Da tale situazione finanziaria - conclude Guadagnolo - emerge l’insufficienza delle risorse che dovranno essere erogate dal Comune di Trani, relativamente alla mensilità di luglio 2014, per fare fronte agli interventi di messa in sicurezza della discarica e l’acquisto delle attrezzature necessarie per l’ampliamento della raccolta differenziata ». Da qui si evince perché la stessa non si sia ancora estesa a tutta la città, facendo venire meno la seconda data che il commissario aveva fissato, vale a dire quella del 27 aprile.

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