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di GIUSEPPE DIMICCOLI

BARLETTA - Più di qualcuno, ieri mattina, quando ha visto che la «gabbia» di Eraclio iniziava ad essere smantellata ha tirato un sospiro di sollievo. E di gratitudine se si considera che il restauro di «Arè», caparbiamente voluto dalla amministrazione del sindaco dimissionario Pasquale Cascella, segue quello realizzato tra il 1979 e 1981. E anche Dio sapeva quanto fosse necessario anche alla luce, brutta, di troppi maltrattamenti che la statua aveva subito (scritte con penne e bombolette, incisioni, scale appoggiate per sistemare cartelloni e tanto altro). Su twitter i cinguettii con #Arèlibero impazzavano. A salutare il «nuovo Eraclio», per il versante comunale, il sindaco Pasquale Cascella con gli assessori Azzurra Pelle e Giusy Caroppo, il dirigente comunale Gianrodolfo Di Bari e il responsabile unico del procedimento l’archietto Mario Pagniello. Mentre, per quello operativo, il progettista professor ingegner Giambattista De Tommasi, il direttore dei lavori l’architetto Fabio Mastrofilippo, i consulenti dell’Iscr (Istituto centrale del restauro di Roma) professor Maurizio Marabelli e l’ingegner Giorgio D’Ercoli e il direttore tecnico di cantiere il restauratore geometra Cesare De Gregori dell’impresa «Gruppo Gedi» di Altamura.

La particolarità di questo lavoro di restauro è insito nella circostanza che di fatto Eraclio potrà avere la sua carta di identità infatti quanto realizzato nei 300 e passa giorni di lavoro «hanno consentito di accertare la presenza e di prelevare dall’interno della statua campioni delle terre di fusione che permetteranno di effettuare ulteriori indagini finalizzate a stabilire la datazione e la provenienza del manufatto bronzeo». Negli anni 1979-81, il Colosso fu oggetto di un intervento di consolidamento statico «consistente nella realizzazione di una struttura portante interna in acciaio inox finalizzata a liberare le gambe della statua dal peso della parte superiore con un intervento di pulitura e protezione della superficie bronzea». Cascella, De Tomasi e Marabelli hanno insistito sul fatto la statua vada rispettata in virtù della sua unicità e di ciò che rappresenta non solo per la città.

COSA È STATO FATTO - «A distanza di oltre trent’anni si è proceduto a un intervento di manutenzione, verifica e controllo della statua e della sua struttura interna, da considerare come parte di un controllo sistematico da effettuare nel tempo con una operazione di manutenzione “prog ramm at a ” finalizzata a monitorare lo statua nel tempo ad evitare l’at - tivarsi di processi degenerativi pericolosi per la vita della statua. In altre parole le operazioni eseguite nel corso dell’ultimo anno si configurano principalmente come il punto di riferimento per successive operazioni di controllo e verifiche nell’ambito di un programma più ampio di manutenzione controllata e programmata che dovrà prevedere in futuro ciclici di interventi di semplice controllo (manutenzione ordinaria) e verifiche più sofisticate e più complesse – con i conseguenti interventi necessari (manutenzione ordinaria e straordinaria). Tutti i rilievi, le diagnosi e le prove svolte costituiscono infatti un primo tassello di un database che verrà implementato di volta in volta in futuro e che permetterà la verifica scientifica dell’efficienza dei prodotti e metodi di conservazione nel tempo», è scritto in una nota inviata da Palazzo di Città.

RILEVI LASER - «È stato preliminarmente eseguito il rilievo laser scanner all’interno ed all’esterno della statua stessa, per poi procedere alla realizzazione di una campagna diagnostica al fine di verificare lo stato di conservazione e di efficienza materico/ funzionale dell’ap p a r at o strutturale della statua stessa. Contestualmente sono state effettuate indagini e prove non distruttive e microdistruttive capaci di definire i caratteri e lo stato di conservazione delle superfici per poi svolgere infine le operazioni di pulitura e protezione delle stesse».

SUPERFICI ESTERNE - «Le indagini che sono state svolte sulla superficie esterna della statua hanno avuto i seguenti obiettivi: identificare le caratteristiche e lo stato di conservazione delle patine superficiali, tipo e natura dei pigmenti, individuazione del materiale di deposito, i prodotti della corrosione presenti e valutare l’al - terazione chimica del film protettivo derivante da precedenti interventi; determinazione della composizione elementare del bronzo, definizione puntuale della lega impiegata e delle terre di fusione presenti; monitorare l'andamento del flusso di calore attraverso le superfici».

MANUTENZIONE INTERNA - «Gli interventi hanno riguardato: la revisione dello stato di conservazione e manutenzione delle due grate metalliche di ispezione presenti sul busto della statua; la revisione degli “appo ggi” struttu - ra/statua consistente nell’ispe zione visiva del loro stato di conservazione, nella rimozione del vecchio strato di grasso, verifica dello stato ed ingrassaggio delle molle a tazza. Inoltre, tra le altre cose, è stata realizzata la manutenzione della struttura in acciaio inox».

STRUTTURA PORTANTE INTERNA - «Le operazioni di manutenzione e conservazione eseguite sulle superfici bronzee della statua sono consistite nella pulitura con trattamento chimico-meccanico, previa realizzazione di tasselli di pulitura su cui "calibrare" l'intervento; la preparazione della superficie bronzea e protezione finale della stessa mediante trattamento del tutto simile a quello impiegato nell'intervento degli anni '80 del secolo scorso previa campionatura e le esecuzioni di localizzate risarciture di lacune ed equilibrature cromatiche».

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