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Donna morì in ospedale I medici: non ce l'ha fatta La perizia: fu un errore

DI GIANPAOLO BALSAMO
BARLETTA - Notificato avviso di conclusione delle indagini nei confronti di due medici dell’ospedale «Mons. Dimiccoli» di Barletta. Dissero ai parenti: non ce l'ha fatta. I consulenti del pm: hanno rotto una vena
Donna morì in ospedale I medici: non ce l'ha fatta La perizia: fu un errore
GIANPAOLO BALSAMO
BARLETTA - «Non ce l’ha fatta, non è riuscita a resistere». Così, lo scorso il 7 aprile dello scorso anno, i camici bianchi dell’ospedale «Mons.Dimiccoli» di Barletta giustificavano il decesso della signora Loreta Lionetti, avvenuta dopo essere stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per splenectomia. Ma questa risposta così generica non ha soddisfatto, evidentemente, due figli della donna che hanno preteso di conoscere tutta la verità.  Da una parte il dolore, insomma, dall’altra la «sete» di verità e di giustizia.  

«Sì è vero, solo grazie al lavoro svolto dal Pubblico ministero e dai suoi consulenti - conferma l’avv. Giacomo Lattanzio, legale della famiglia Lionetti -,  i parenti hanno potuto comprendere la causa del decesso della loro congiunta. Si attende ora la fissazione dell'udienza preliminare al fine di costituirsi parte civile nel relativo procedimento penale». 

La vicenda in questione, come detto, è quella relativa alla morte di una donna barlettana avvenuta  in circostanze che non apparivano chiare ai familiari.

A seguito di una denuncia querela presentata dai figli della signora Lionetti, il pm inquirente Raffaella De Luca del Tribunale di Trani disponeva l’autopsia sul cadavere (effettuata medico legale Biagio Solarino del Dipartimento di Medicina legale Bari con la consulenza del prof. Antonio Giovanni Margari, ordinario di Chirurgia) che accertava le cause del decesso.

«Secondo i consulenti del Pubblico ministero - spiega l’avv. Lattanzio - il decesso sarebbe avvenuto per la lesione della vena splenica, tale da causare un enorme perdita di sangue, determinando la morte della signora.

Inoltre si accertava che la quella lesione non veniva suturata adeguatamente e tale circostanza, inspiegabilmente, non veniva annotata nel verbale operatorio». In altre parole, secondo quanto accertato dagli stessi consulenti nominati dal pubblico ministero inquirente, l’imponnte sanguinamento avvenuto sia durante l’intervento che subito dopo avrebbe causato un vero e proprio shock emorragico che, purtroppo, avrebbe poi causato il decesso della paziente.

«Perchè non è stato scritto nulla nel verbale operatorio? Perchè ci è stato semplicemente risposto "non è riuscita a resistere"?». Se lo chiedono i figli della signora Lionetti  che intendono ora denunciare l’assenza di collaborazione dei medici rispetto a quanto accaduto.

Nei giorni scorsi, pertanto, è stato notificato avviso di conclusione delle indagini nei confronti di due medici dell’ospedale «Mons. Dimiccoli» di Barletta. 

I due camici bianchi, ora, avranno  venti giorni per depositare nella segreteria del pm De Luca memorie difensive e documenti e formulare istanza d’interrogatorio nonchè di supplemento indagini.
 Solo dopo queste facoltà degli indagati  il magistrato inquirente, che ha contestato ai due medici l’ipotesi dell’omicidio colposo in concorso, deciderà se formulare richiesta di rinvio a giudizio.

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