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ANDRIA – Pregiudicato dichiarava un reddito mensile di 658 euro, comprensivo dell’indennità di disoccupazione e degli assegni familiari, ma negli ultimi anni aveva acquistato e rivenduto 29 auto e 13 moto e vantava la disponibilità di un appartamento di lusso, un negozio, 2 auto, 4 moto, 2 conti correnti e quote societarie. Decimo sequestro di patrimoni dal 2011
Andria, sequestro beni a disoccupato «ricco» Aveva l'assegno Inps
ANDRIA – Il reddito del 47enne, Emanuele Melillo, pari a 658 euro mensili, calcolati sull'ultimo decennio, comprensivo di indennità di disoccupazione agricola e assegni familiari, non spiegava come fosse stato possibile avere un tenore di vita che gli inquirenti hanno giudicato "sproporzionato", oltre all’accumulo di beni, mobili e immobili, oltre che conti correnti, di ingente valore e alla compravendita, in pochi anni, di auto e motocicli.

Melillo era stato arrestato un anno fa con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento, previsto dalla legislazione antimafia, hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa, alla procura di Trani, consente di "sequestrare i beni dei soggetti socialmente pericolosi, di cui non sia possibile dimostrare la legittima provenienza e prevede anche l’aggravamento della sorveglianza speciale", con l’obbligo di soggiorno per cinque anni. Per i beni sequestrati non è prevista la facoltà d’uso, neppure da parte dei familiari. Sono stati affidati a un custode giudiziario nominato dal tribunale.

Oltre a Melillo, a gennaio 2014 furono arrestati anche due coniugi e quattro presunti spacciatori, suoi complici, e furono sequestrate 170 dosi fra cocaina, hashish e marijuana, materiale per il confezionamento, 870 euro in contanti e un impianto di videosorveglianza utilizzato per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Prima del sequestro di oggi, già a luglio scorso, in seguito ad accertamenti patrimoniali sull'indagato, la procura aveva disposto un sequestro preventivo "per equivalente".

Il provvedimento eseguito oggi riguarda, invece, un appartamento di lusso, al cui interno vi erano quadri, arazzi, strumentazioni tecnologiche, gioielli e denaro; un posto auto, due auto e cinque motocicli; una attività commerciale, chiamata  "Idea per la Casa", ma chiusa; una quota societaria pari a 5.000 euro nella G.M. Cars s.r.l.; due conti correnti bancari. L'intero patrimonio è ancora in corso di quantificazione. 

DECIMO SEQUESTRO DAL 2011
Il provvedimento di sequestro eseguito oggi dai carabinieri ad Andria, nell’ambito della normativa antimafia, è il decimo eseguito dai militari in città, a partire dal 2011. Il 9 dicembre di quell'anno, i carabinieri confiscarono dieci auto, dieci moto e un autocarro a un sorvegliato speciale del posto, Miche Sibio. Il 5 luglio 2012, la famiglia Pilato fu destinataria di un provvedimento di confisca di una villa di lusso, otto auto, due motociclette, due terreni in zona a vocazione turistica ed edificabile, una agenzia immobiliare, un complesso edilizio in corso di edificazione con 20 appartamenti, altrettanti box auto e cantinole; ai fratelli Emanuele e Giuseppe Lapenna, i carabinieri hanno confiscato, in due distinti momenti, a novembre 2013 e a ottobre 2014, in secondo grado di giudizio, una masseria e una villa di lusso, con tutti gli arredi, gli impianti tecnologici, la piscina e suppellettili di pregio, oltre a tre appartamenti, due terreni, un fabbricato rurale, quattro autovetture e due motocicli. Un anno fa, il 28 gennaio 2014, è toccato al sorvegliato speciale Riccardo Sgaramella.

Durante il primo grado di giudizio per lui è stata disposta la confisca di una masseria con maneggio, di un agriturismo, due appartamenti, una casa rurale, quattro terreni, due ditte individuali, due posti auto, due autovetture, sei conti correnti e tre depositi al risparmio; a un suo prestanome, pochi giorni prima, i carabinieri avevano confiscato, in secondo grado di giudizio, due stazioni di servizio per la distribuzione di carburante e le annesse attività di bar, tabaccheria e gelateria, un ristorante – pizzeria, quattro appartamenti, una sala giochi, un’autorimessa, un’impresa individuale, 17 conti correnti, quote societarie e due moto veicoli; a luglio del 2014, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo di un appartamento di lusso, un posto auto, due autovetture, quattro motocicli, un’attività commerciale, una quota societaria e due conti correnti bancari di proprietà di un altro sorvegliato speciale, Emanuele Melillo, colui al quale oggi è stato notificato il nuovo provvedimento; il 23 ottobre 2014 è stata la volta di Antonio Agresti, destinatario del sequestro di una villa di lusso, un appartamento, tre terreni, un’impresa individuale, otto fra conti correnti e depositi bancari e tre moto-veicoli, beni pari a 1.500.000 euro.
Infine il provvedimento di sequestro eseguito oggi dai carabinieri nei confronti di Melillo.

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