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TRANI – "Incombente e concreto il pericolo di esplosione della discarica, a causa della mancata realizzazione di impianto di captazione del biogas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti" stoccati: nessun problema igienico sanitari, rifiuti erano stati già dirottati altrove. Sedici in tutto gli indagati
Trani, «La discarica rischia di esplodere» Indagato ex sindaco
TRANI – Ritenendo "incombente e concreto il pericolo di esplosione della discarica, a causa della mancata realizzazione di impianto di captazione del biogas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti" stoccati, i carabinieri del Noe di Bari e della compagnia di Trani, hanno sequestrato la discarica Amiu, di proprietà del Comune di Trani. Il sequestro è stato eseguito su disposizione della procura e – a quanto viene riferito dal Noe – non comporterà problemi di natura igienico-sanitario perchè la Regione, già il 3 settembre 2014, aveva sospeso l’attività di conferimento rifiuti nella discarica di Trani dirottandola presso impianti del tarantino.

Le analisi compiute, riferisce il Noe, hanno evidenziato un "esito allarmante ed inquietante", in riferimento alla "contaminazione del suolo, sottosuolo e delle acque di falda per la presenza di metalli pesanti (cromo, nitriti, ferro, arsenico, nichel)". Inoltre – secondo il Noe – l'assenza dell’impianto di captazione, ha fatto sì che tale biogas esercitasse fortissime pressioni sotterranee contro le pareti della discarica provocando l’eruzione di migliaia di litri di percolato e determinando ulteriore inquinamento dell’ambiente.

Nella discarica – che si estende per circa 100.000 metri quadrati ed ha un valore di 10 milioni di euro – confluiscono rifiuti non pericolosi provenienti dai comuni del bacino Ato Ba/1.

16 GLI INDAGATI, ANCHE EX SINDACO - Oltre al sindaco dimissionario di Trani, Luigi Riserbato, nell’elenco dei 16 indagati per la gestione della discarica di Trani vi sono l’ex sindaco, Giuseppe Tarantini, e gli ex assessori comunali all’Ambiente Giuseppina Chiarello e Giuseppe De Simone. Sotto indagine sono anche l’ex amministratore unico di Amiu Francesco Sotero, e quello dimissionario, Antonello Ruggiero, ai domiciliari per essere stato coinvolto nell’inchiesta della Procura di Trani su presunte irregolarità in appalti pubblici.
 Tra gli indagati anche il direttore della discarica, Michele Zecchillo, e il dirigente del settore rifiuti della Regione Puglia, Antonello Antonicelli. L’Amiu è indagata come persona giuridica.

L'accusa di disastro ambientale, spiegano i militari del Noe in una nota, dipende da fatto che chi gestiva la discarica non poteva ignorare il pericolo concreto per la pubblica incolumità, in particolare in merito al rischio di esplosione, alla immissione in atmosfera di "ingenti quantitativi di metano e anidride carbonica, prodotti dalla decomposizione anaerobica dei rifiuti smaltiti in discarica", e alla contaminazione di suolo e falda. L’omissione di atti d’ufficio, si riferisce, invece, a quei pubblici ufficiali che, ciascuno nel proprio ruolo, dopo avere accertato irregolarità nella gestione e criticità della struttura, non avrebbero attivato le conseguenti e "opportune azioni al fine di scongiurare l’aggravarsi della situazione".

All’inizio di settembre 2014, infatti, la Regione Puglia aveva disposto la chiusura della discarica di Trani, dopo che l'Arpa Puglia aveva verificato il superamento di alcuni parametri di legge, in riferimento ai pozzi per la raccolta del percolato. Ma questo, evidentemente, non era sufficiente a tutelare la pubblica incolumità e a preservare il sito, le falde e l’atmosfera dalla contaminazione. La discarica, inoltre, fino a quando è stata operativa, avrebbe operato in mancanza della necessaria autorizzazione. "Quella originaria – si legge nella nota del Noe – era decaduta a causa della mancata realizzazione ed entrata in esercizio dell’impianto di recupero del biogas. 

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