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di GIANPAOLO BALSAMO
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GIANPAOLO BALSAMO
TRANI - Tragedia dietro le sbarre nel giorno di Natale.Tra meno di due mesi avrebbe finito di scontare la pena e avrebbe lasciato la sua cella nella casa circondariale di Trani. Chissà, forse era consapevole di aver pagato fin troppo il conto con la giustizia. Forse non non ce l’ha fatta più a sopportare il trauma della privazione della libertà, della mutilazione del suo spazio di vita, del distacco dai suoi affetti e dal suo modo di vivere nella società.

Certo è Cataldo B., 31enne di Corato, ha scelto proprio il giorno di Natale per arrendersi e suicidarsi nel carcere di Trani dove rea stato rinchiuso dallo scorso mese di giugno per scontare un residuo pena per reati connessi allo spaccio di stupefacenti e per evasione dagli arresti domiciliari.

L’uomo, pare, si sarebbe impiccato ma dal carcere di via Andria nessuno ha confermato o smentito la modalità del tragico gesto messo in pratica dal giovane di Corato. L’unica certezza è che Cataldo B. si è tolto la vita all’interno della sua cella intorno alle 7 di giovedì 25 dicembre. Dall’inizio dell’anno, pare, questo è il primo suicidio che su consumatma nel carcere di Trani.

Quando il poliziotto penitenziario, addetto alla sezione, si è accorto dell’insano gesto, ha subito cercato di soccorrere il detenuto. I soccorsi sono stati prestati anche dal personale medico presente all’interno della casa circondariale e dal 118 ma è stato tutto inutile. Per il 31enne non c’è stato nulla da fare.

Della tragedia consumata proprio il giorno di Natale dietro le sbarre, è stata immediatamente informata non soltanto la direzione del casa circondariale di Trani ma anche la Procura della Repubblica. Sarà da accertare soprattutto come il detenuto sia riuscito procurarsi quella corda che ha utilizzato per impiccarsi eludendo i controlli degli agenti della polizia penitenziaria.

Ignoto, per il momento, il motivo che ha indotto il detenuto a farla finita. Eppure, secondo alcune informazioni raccolte, Cataldo era seguito dai familiari e mai aveva fatto presagire di voler mettere in atto l’insano gesto. Aveva anche meritato la fiducia della direzione carceraria tanto da lavorare all’interno della stessa casa circondariale.

Ma, è solo una ipotesi, la privazione della libertà anche il giorno di Natale, potrebbe aver influito sulla sua psiche fino a indurlo ad un gesto tanto disperato.

La notizia della tragedia, ovviamente, ha scosso i familiari del 31enne coratino ma, anche, tutta la popolazione carceraria (sono presenti attualmente nella casa circondariale di Trani all’incirca 270 detenuti) che proprio ieri avrebbe festeggiato il Santo Natale dietro le sbarre con una santa messa celebrata dall’Arcivescovo mons. Giovan Battista Pichierri.

«La notizia della morte così violenta del detenuto ha scosso me, i poliziotti in servizio nel carcere e tutti i detenuti. Per questo motivo - ha spiegato don Raffaele Sarno, cappellano degli Istituti penali di Trani - si è deciso di non celebrare la funzione religiosa. Proprio gli altri detenuti, però, dopo averli incontrati, mi hanno chiesto di celebrare la santa messa di domenica prossima in suffragio di Cataldo che conoscevo bene e con il quale mi ero fermato a parlare proprio la vigilia di Natale. Era un giovane tranquillo che stava espiando la pena con rassegnazione e mai nessun problema aveva dato».

Oggi lo stesso cappellano don Raffaele Sarno, su espressa richiesta dei parenti, celebrerà i funerali del detenuto nella parrocchia di San Francesco a Corato.

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