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Turismo nella Bat crescita col freno

di EMMANUELE DALUISO *
L’Istat ha pubblicato la scorsa settimana i dati sulle presenze turistiche relativi al 2013, disaggregati a livello regionale e provinciale, da cui emerge un quadro in chiaroscuro del turismo della provincia Barletta-Andria-Trani. Il 2013 è stato per la Bat un anno di recupero rispetto al 2012, che aveva fatto registrare una flessione rispetto al 2011, ma si è trattato solo di un parziale recupero rispetto al dato complessivo del 2011, che è stato l’anno con il più alto valore dell’ultimo quinquenni
Turismo nella Bat crescita col freno
di EMMANUELE DALUISO *

L’Istat ha pubblicato la scorsa settimana i dati sulle presenze turistiche relativi al 2013, disaggregati a livello regionale e provinciale, da cui emerge un quadro in chiaroscuro del turismo della provincia Barletta-Andria-Trani. Il 2013 è stato per la Bat un anno di recupero rispetto al 2012, che aveva fatto registrare una flessione rispetto al 2011, ma si è trattato solo di un parziale recupero rispetto al dato complessivo del 2011, che è stato l’anno con il più alto valore dell’ultimo quinquennio. Il turismo torna dunque a crescere nella Bat, ma rimane ben sotto le sue potenzialità, come dimostra il valore del suo tasso di turisticità (rapporto fra presenze turistiche e popolazione residente), che è molto al di sotto della media nazionale. Per altro, scomponendo la crescita delle presenze turistiche, fra crescita imputabile alle tendenze nazionale e regionale e crescita autonoma locale, si nota che quest’ultima ha avuto un impatto negativo. Vediamo i dati nel dettaglio.

TORNA A CRESCERE IL TURISMO - Nel 2013 le presenze turistiche nella Bat sono state pari a oltre 285 mila, in crescita di oltre 4 mila unità rispetto al 2012. Si tratta di un parziale recupero rispetto al valore del 2011, l’anno che, con circa 294 mila unità, rappresenta l’anno migliore per il turismo della Bat. Il buon risultato del 2013 per il turismo della Bat, pari a +1,5%, è sottolineato dal fatto che nello stesso anno la crescita di presenze turistiche in Puglia è stato di minore intensità (+0,5%), e a livello nazionale è stato negativo (-1%). Il risultato della crescita turistica della Bat nel 2013 è attribuibile maggiormente ai flussi nazionali, cresciuti del +1,6%, contro il +1,1% dei flussi esteri.

UNA CRESCITA FRENATA - L’analisi dei flussi turistici dal 2010 ci fa però parlare di una crescita turistica frenata per la Bat, una crescita che non riesce ad essere all’alte zza del suo potenziale turistico, legato soprattutto ai beni storico-culturali e agli affari, ma anche al mare, alle terme e al paesaggio rurale. Fra il 2010 e il 2013 la crescita turistica della Bat è stata infatti poco meno del 2%, contro il 3% circa della media regionale. Molto meglio hanno fatto le province di Bari (+10,3%), Brindisi (+10,7%) e Taranto (+9,3%). La frenata della crescita turistica della Bat è meglio apprezzabile valutando l’impatto della componente di crescita regionale e quello della componente di crescita locale sulla crescita complessivamente registrata, sia dopo il 2010 che prima del 2010.

LA SCOMPOSIZIONE - Questa scomposizione dell’i m p at t o delle due componenti è possibile attraverso la tecnica statistica shift- share analysis, e possiamo vedere che la debole crescita della Bat fra il 2010 e il 2013 (+5.545 unità di presenze turistiche) è tutta dovuta alla componente regionale, il cui impatto positivo (+8.099) è riuscito ad assorbire l’impatto negativo registrato dalla capacità di crescita locale (-2.554). Quest’ultimo dato negativo inverte la tendenza del decennio precedente al 2010, quando la crescita attribuibile alla componente locale è stata valutata in +13.102 unità di presenze turistiche. Dobbiamo, pur tuttavia, sottolineare che anche nel decennio precedente la componente di crescita regionale è stata quella di gran lunga prevalente, pari a +88.850. La Bat, in sintesi, dal 2000 è cresciuta turisticamente grazie all’impatto positivo del trend regionale, mostrando una sua capacità di crescita autonoma molto debole, che negli anni più recenti è diventata addirittura negativa. Il tasso di turisticità, che mette a confronto le presenze turistiche con la popolazione residente, rimane per la Bat sotto il 12% del valore medio nazionale, contro il 53% circa della Puglia.

IL RUOLO DEGLI STRANIERI - La Bat registra, dopo Bari, la più alta quota di presenze turistiche straniere, pari al 23,4%, ben superiore alla media regionale, pari al 18,3%. Resta tuttavia largamente sotto la media nazionale, pari al 49%. La crescita complessiva di presenze turistiche registrata nella Bat fra il 2010 e il 2013, pari a +5.545 unità, è tutta attribuibile alle presenze straniere (+5.904), che ha assorbito la perdita registrata dalle presenze italiane (-359). Tra il 2010 e il 2013 la presenza di stranieri è aumentata di oltre 6 mila unità (da 60.710 a 66.614), ma rispetto al 2011, l’anno di maggiore affluenza con 68.886 unità, si è registrato un decremento di oltre 2 mila presenze, in controtendenza regionale, dove la presenza di stranieri ha continuato a crescere anche dopo il 2011, raggiungendo nel 2013 il suo nuovo record con 2.446.689 unità.

IL CALO - Questo calo di presenze straniere nella Bat nell’ultimo biennio deve far riflettere, perché anche per questo territorio, come per l’intera Puglia, il futuro si gioca sulla componente di turisti stranieri, come dimostrano i dati appena citati. Il calo delle presenze turistiche straniere fra il 2011 e il 2013 ha riguardato principalmente i flussi provenienti dalla Germania (-3.632), il Paese estero che più di altri contribuisce alle presenze turistiche straniere nella Bat. Altro calo importante è stato quello austriaco con -507 presenze. Si tratta dei due Paesi forse più maggiormente interessati ai beni culturali federiciani presenti nella Bat, il che rende tale calo particolarmente significativo. Rimarcabile è anche il decremento dei flussi provenienti dalla Spagna (-707). Fra i Paesi in crescita registriamo la Svizzera (+1.304), il Regno Unito (+889), il Belgio (+661), la Francia (+536), gli Sati Uniti (+533), l’Ungheria (+512). In termini di rilevanza per la Bat nel 2013, in ordine decrescente, abbiamo i flussi provenienti da Germania (20,7%), Francia (17,8%), Stati Uniti (7,1%), Svizzera (6,3%), Regno Unito (5,9%), Belgio (5,5%), Russia (4,5%), Paesi Bassi (3,2%), Austria (2,9%), Spagna (2%), Ungheria (1,9%).

NEI MESI NON ESTIVI - La Bat sui mercati internazionali del turismo attira soprattutto nei mesi non estivi. Considerando l’intera stagione estiva, comprendente i mesi da giugno a settembre, la Bat registra una concentrazione in questo periodo del 54,5% dei flussi dell’intero 2013, un valore elevato ma comunque più basso rispetto ai corrispondenti valori della Puglia (78,8%) e dell’Italia (61,3%). Se poi consideriamo come periodo estivo i soli mesi di luglio e agosto, la concentrazione dei flussi diretti verso la Bat si riducono al 33,3%, contro il 55,1% della Puglia e il 39,3% dell’Italia. La Bat, dunque, soprattutto nel contesto pugliese è fra le aree che attirano maggiormente nei mesi non strettamente legati alla stagione balneare.

UNA STRATEGIA PER IL FUTURO - A conclusione dell’analisi dei dati qui ripresi, emerge con forza che la Bat è ancora ai suoi primi gemiti della sua possibile vita turistica, una vita attualmente dipendente soprattutto dal trend turistico regionale. Considerando che in Italia il turismo è fortemente legato alle peculiarità territoriali, la prospettiva di un futuro turistico della Bat è sempre più legato alla capacità del territorio di saper elaborare una sua propria strategia turistica. In passato questa strada è stata tentata, soprattutto con lo sforzo prodotto dal Patto Territoriale con il marchio Puglia Imperiale, che, per quanto abbiamo in questa sede detto, pare abbia prodotto alcuni risultati, per quanto modesti.

I TREND DEGLI ULTIMI ANNI - Ma i trend degli ultimissimi anni sembrano aver annullato una parte di questi risultati, il che significa che il percorso avviato con il marchio Puglia Imperiale si è basato su elementi dimostratisi realmente fragili e poco sostenibili nel lungo periodo. Si impone, pertanto, una riflessione approfondita su questo percorso che non ha sicuramente perso la sua potenziale forza, ma è una forza che negli ultimi anni si è indebolita e che va riscoperta, con uno sforzo congiunto fra le istituzioni locali e gli operatori dell’intera filiera turistica allargata.
* vice presidente Euro*IDEES-Bruxelles

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