Giovedì 18 Aprile 2019 | 18:52

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La tragedia nel 2016
Scontro treni Ferrotramviaria, oggi via al processo a Trani: 18 imputati

Scontro treni Andria, via al processo a Trani: 19 imputati
«Regione sia responsabile civile»

 
Il punto
«Ambiente, educare alla legalità»: la conferenza a Barletta

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Il Biancorosso

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Andria, la masseria del clan va allo Stato

ANDRIA - La Corte di appelloha confermnato la confisca dei beni dei fratelli andriesi Lapenna, ritenuti vicili all'associazione Camapnale. Nel mirino una una masseria di lusso in una tenuta di 76 ettari di bosco (comprensiva degli arredi, elettrodomestici, impianti tecnologici in genere, suppellettili di pregio, monili in oro, gioielli, orologi e beni di altre utilità), tre appartamenti ad Andria, due terreni, un fabbricato rurale, due auto ed un motociclo
Andria, la masseria del clan va allo Stato
ANDRIA - Beni per 1,5 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri di Andria a Emanuele Lapenna, 39 anni, pregiudicato, ritenuto insieme al fratello Giuseppe, 38, vicino al clan Campanale. Il 3 marzo del 2011 i militari eseguirono il sequestro anticipato di beni mobili e immobili, per un valore di 2 milioni di euro, eseguendo un decreto del Tribunale di Trani (Sezione per le Misure di Prevenzione) al quale seguì nell’agosto del 2012 una confisca di primo grado sull’intero patrimonio riconducibile ai due fratelli.

Il provvedimento venne adottato al termine di una indagine patrimoniale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che dimostrò che i Lapenna avevano intestato ai familiari più stretti e a prestanome di fiducia le proprietà. Queste ultime sarebbero state acquistate, secondo le indagini, con i proventi del traffico delle sostanze stupefacenti.

Ora la Corte d’Appello di Bari, pronunciandosi sul ricorso proposto da Emanuele Lapenna, con un provvedimento analogo già eseguito nel 2013 a carico del fratello Giuseppe, ha in gran parte confermato, anche nei confronti del primo, il dispositivo di primo grado ed ha emesso sui
beni un provvedimento di confisca di secondo grado eseguito oggi che ha riguardato una masseria di lusso in una tenuta di 76 ettari di bosco, in contrada Bosco di Spirito (comprensiva degli arredi, elettrodomestici, impianti tecnologici in genere, suppellettili di pregio, monili in oro, gioielli, orologi e beni di altre utilità), tre appartamenti ad Andria, due terreni, un fabbricato rurale, due auto ed un motociclo.

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