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«Manipolarono mercato» Pm chiede processo per Standard & Poor's Adusbef: spuntano 'pistole fumanti' La società: «Accuse infondate»

TRANI – Il pm del Tribunale di Trani, Michele Ruggiero, ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei imputati, manager ed analisti di Standard & Poor's, accusati di manipolazione del mercato. La richiesta è stata ribadita al termine della discussione all’udienza preliminare in corso dinanzi al gup del Tribunale di Trani Angela Schiralli. Il pm Ruggiero, non ha dubbi: il contenuto delle intercettazioni compiute durante le indagini e la mail interna sequestrata (nella quale è contenuta l’affermazione di presunti errori nei report sulle banche italiane), confermano l’inattendibilità dei giudizi di rating espressi da S&P sull'Italia
«Manipolarono mercato» Pm chiede processo per Standard & Poor's Adusbef: spuntano 'pistole fumanti' La società: «Accuse infondate»
TRANI – Una mail e alcune intercettazioni telefoniche incastrerebbero Standard & Poor's. Ne è convinto il pm di Trani, Michele Ruggiero, che all’udienza preliminare di oggi ha chiesto il rinvio a giudizio di sei tra analisti e manager della società di rating, accusati di manipolazione del mercato. La società, invece, continua a ribadire la trasparenza del proprio operato e a respingere le accuse. "Come abbiamo detto in molte occasioni, – afferma standard & Poor's in una nota – riteniamo che le accuse riportate siano prive di ogni fondamento e non supportate da alcuna prova. Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone".

La mail, ritenuta dall’accusa la 'prova reginà del processo, riguarda i rating dell’agenzia ritenuti “inattendibili”, sia sul debito sovrano italiano sia sullo stato di salute del nostro sistema bancario. E’ del 13 gennaio 2012, lo stesso giorno in cui S&P declassò l’Italia di due gradini: da A a BBB+ con outlook negativo, sollevando aspre proteste nel mondo politico ed economico europeo. L’allora premier Mario Monti – ha ricordato in aula il pm – parlò di “un attacco all’euro e all’Europa”. La missiva è agli atti del processo a carico dell’ex presidente mondiale di Standard & Poor's, l’indiano Deven Sharma, del responsabile per l’Europa dell’agenzia, Yann Le Pallec, e di tre analisti senior del debito sovrano che firmarono i report sull'Italia, Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. A David Pearce, legale rappresentante di S&P-Londra, viene contestata la responsabilità amministrativa della società.

In due ore di discussione il pm ha spiegato che il contenuto della mail sequestrata conferma l’inattendibilità dei giudizi di rating espressi da S&P sull'Italia, fa emergere i contrasti tra analisti al vertice della società di rating e la deliberata volontà di declassare l’Italia pur in assenza dei presupposti. E ha aggiunto che già nell’agosto del 2011, tre mesi prima delle dimissioni del premier Berlusconi, in una mail interna analisti della società parlavano del probabile ricorso ad un governo tecnico, in questo modo alterando le successive valutazioni sul rating. Sembra chiaro che l’eventuale processo – nel quale sono parti civili Adusbef e una decina di risparmiatori – si giocherà quasi tutto su questi elementi e sulla mail scritta in inglese il 13 gennaio 2012 dal responsabile per le banche di S&P, Renato Panichi, agli analisti Zhang e Kraemer. Scrive Panichi: “Ho il RU dell’Italia e vedo una frase proprio all’inizio dove menzionate 'La vulnerabilità crescente dell’Italia ai rischi di finanziamenti esterni, considerato l’elevato livello di presenza esterna nel settore finanziario e in quello del debito pubblicò. Eileen, non mi hai detto questa frase ieri, e non è giusto che tu dica che c'è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ingrosso. Per favore rimuovi il riferimento alle banche!”.

A S&P viene contestato di aver emesso dal maggio 2011 a gennaio 2012 quattro report sull'Italia al fine di provocare 'una destabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali”, un deprezzamento dei titoli di Stato e un indebolimento dell’euro. Per capire se queste accuse sfoceranno in un processo bisognerà aspettare il 28 ottobre quando il gup Angela Schiralli concluderà anche l’udienza preliminare a carico di Fitch nella quale sono imputati per manipolazione del mercato David Michael Willmoth Riley, capo rating sovrano della sede di Londra, e il responsabile legale Trevor Pitman, per la responsabilità della società. Sono accusati di aver rilanciato - dal 10 al 18 gennaio 2012 – "indebiti annunci preventivi di imminente declassamento" dell’Italia, mai decretato ufficialmente da Fitch fino al 27 gennaio 2012. Se ci saranno i rinvii a giudizio, a Trani sarà celebrato il primo processo in Italia ai due colossi del rating mondiale.

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