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TRANI - Proprio nei giorni scorsi la «Gazzetta» dava notizia dell’imbarazzante esito dell’avviso pubblico che avrebbe consentito ai privati di ottenere un contributo regionale e comunale per la rimozione dell’eternit dalle loro proprietà. A tale manifestazione di interesse avevano risposto soltanto quattro cittadini. Adesso il Comune di Trani ha chiesto che soldi siano impiegati per la bonifica di un sito fortemente degradato
ARCHIVIO - Via amianto dalle case coi contributi comunali
Trani, Boccadoro assediata dall’eternit
di NICO AURORA

TRANI - Proprio nei giorni scorsi la «Gazzetta» dava notizia dell’imbarazzante esito dell’avviso pubblico che avrebbe consentito ai privati di ottenere un contributo regionale e comunale per la rimozione dell’eternit dalle loro proprietà. A tale manifestazione di interesse avevano risposto soltanto quattro cittadini, facendo sì che, di complessivi 84mila euro a disposizione, ben 80mila rimanessero inutilizzati. Adesso, però, il Comune di Trani ha chiesto che soldi siano impiegati per la bonifica di un sito fortemente degradato e la Regione Puglia potrebbe, di buon grado, accordare il permesso.

Magari quei fondi tornerebbero utili proprio per il caso che l’associazione ambientalista Folgore torna con insistenza a segnalare: la permanenza, ormai da tempo, e con progressiva intensificazione, di rifiuti speciali, particolarmente amianto, nella zona dello svincolo di Trani Boccadoro. La prima segnalazione risale a quattro anni fa, all’ago - sto 2010, quando si evidenziava lo stato di degrado in cui versava l’area situata a ridosso della strada comunale posta sotto l’uscita della statale 16bis. Le lettere sono poi proseguite nel luglio 2011, agosto 2012 e luglio 2013: in quest’ultimo caso, vi fece seguito un sopralluogo congiunto di volontari della Folgore ed agenti della Polizia locale, con relazione e foto eseguite da questi ultimi. A distanza di un anno, però, nulla è cambiato:

«Quali azioni concrete sono state eseguite – chiede Nunzio Di Lauro, responsabile dell’associazione -? L’area è stata posta sotto sequestro? Perché non sono stati portati via i rifiuti? Non è possibile lasciare questi rifiuti speciali e pericolosi esposti lì a cielo aperto per anni ed anni a discapito della nostra salute, ma occorre bonificare immediatamente l’area, provvedendo urgentemente alla loro rimozione».
Il sito del Ministero della salute informa che la pericolosità dei manufatti contenenti amianto dipende dal grado di libertà delle fibre, ossia dalla capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. Diventa pericoloso, in particolare, qualora le fibre vengano sprigionate nell’aria, per effetto di qualsiasi sollecitazione: manipolazione, lavorazione, vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni di umidità, persino lo spostamento d’aria provocato dalle auto in transito.

Purtroppo, l’area di Boccadoro non è l’unico luogo in cui si accumulano rifiuti speciali e pericolosi. Folgore cita anche altri manufatti in eternit rinvenuti in una complanare nei pressi dello svincolo Sant’Angelo, in via Puccini e via Alberolongo (a pochi passi da Villa Dragonetti). «Infine – segnala Di Lauro -, un bancale con tantissime lastre di eternit è presente da tanto tempo vicino ad un cancello a ridosso della strada vicinale Monachelle».
Secondo l’associazione, «per contrastare questo diffusissimo fenomeno di abbandono rifiuti, sarebbe necessario intensificare i controlli da parte delle forze dell’ordine tutte nelle zone rurali, anche perché, ad un singolo abbandono di rifiuti, spesso seguono tanti altri individui che si sentono legittimati a scaricare nello stesso luogo e, quindi, a dare vita ad una vera e propria discarica abusiva» .

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