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Castel del Monte i «nodi» irrisolti

di MICHELE PALUMBO
ANDRIA - «È veramente inconcepibile, data la rilevanza del monumento, che ancora oggi manchi una struttura pubblica di accoglienza degna dell’importanza del castello e con adeguate professionalità in grado di dare risposte alle esigenze dei turisti, che quasi sempre non parlano italiano, e che invece oggi la stessa accoglienza sia lasciata alla buona volontà di soggetti privati che non hanno però alcuna convenzione con il Comune o con l’Ente gestore del Monumento»
Castel del Monte i «nodi» irrisolti
di MICHELE PALUMBO

ANDRIA - Il Club Unesco Andria ha presentato un’analisi sulla situazione di Castel del Monte. In una nota del Club, infatti, si legge che «Al termine di un'altra stagione estiva, quando il Castel del Monte raggiunge grande visibilità anche grazie al festival internazionale “Castel dei Mondi”, il club Unesco di Andria vuole sviluppare alcune considerazioni sulla valorizzazione e tutela del monumento dichiarato patrimonio dell’Unesco, grazie anche al prezioso lavoro dello storico presidente e attuale presidente onorario del club prof. Francesco Suriano, nonché fornire il proprio contributo per migliorare le condizioni di fruibilità dello stesso da parte di turisti e visitatori». A tal proposito, infatti, il presidente del Club Unesco Andria, Giovanni Di Bari, ha spiegato che «Accanto alle lodevoli iniziative che hanno come sede di svolgimento lo stesso castello o che comunque allo stesso si ricollegano, fondamentale per l’immagine del Castello soprattutto all’estero è l’impatto che quotidianamente i tanti turisti che per fortuna lo visitano hanno con il monumento ed il suo territorio.

È veramente inconcepibile, data la rilevanza del monumento, che ancora oggi manchi una struttura pubblica di accoglienza degna dell’importanza del castello e con adeguate professionalità in grado di dare risposte alle esigenze dei turisti, che quasi sempre non parlano italiano, e che invece oggi la stessa accoglienza sia lasciata alla buona volontà di soggetti privati che non hanno però alcuna convenzione con il Comune o con l’Ente gestore del Monumento».
Il presidente del Club Unesco Andria ha ricordato che «Una struttura pubblica di accoglienza potrebbe tra l’altro promuovere il territorio nei confronti di quei turisti che giungono spesso a visitare solo il castello, cercando in tal modo di intercettare almeno parzialmente tale flusso ed indirizzarlo verso le altre ricchezze del territorio, comprese quelle enogastronomiche con degustazione e vendita di prodotti tipici». Rimane cioè ancora irrisolta la contraddizione che vede tutti coloro che giungono ad Andria visitare Castel del Monte e solo pochi che vanno direttamente a Castel del Monte poi andare ad Andria. «Altra opera auspicabile e qualificante – ha aggiunto Giovanni Di Bari - è quella di un percorso pedonale protetto che consenta di raggiungere il castello ai pedoni. anche con disabilità, in assoluta sicurezza, almeno nel tratto tra le aree di parcheggio oggi esistenti ed il Castello. Addirittura nelle ore serali chi vuole raggiungere a piedi il castello deve farlo assolutamente al buio nel tratto finale».

Si tratta di questioni più volte sottolineate, ma minimizzate dai salmodianti del “tutto va bene”, che quindi vengono rilanciate dal Club Unesco Andria. E il presidente del Club ha pure sottolineato che «Sono state raccolte lamentele tra i visitatori del Castello riguardano anche il costo non proprio economico dell’ingresso in questo periodo. Secondo il nostro modesto parere è giusto che il Castello diventi sempre più frequentemente sede di mostre ed eventi culturali, preferibilmente attinenti al Castello, che rendano ancor più interessante e completa la sua visita, ma questo non deve avvenire a scapito di un aumento dei costi che potrebbe sortire l’effetto contrario di disincentivare il turista». La conclusione di Di Bari: «Queste sono solo poche riflessioni su alcune delle tante problematiche che andrebbero affrontate dai vari Enti interessati e cioè Comune. Provincia, Regione, ciascuno per le proprie competenze, nell’ottica di un’effettiva valorizzazione di Castel del Monte quale opportunità per tutto il suo territorio, di cui ne rappresenta il simbolo. Il Club Unesco di Andria, dal canto suo, sarà sempre a fianco di chi intende operare in tale direzione e pronto a dare il suo contributo, impegnandosi comunque a tenere sempre alta l’attenzione sulla tutela e valorizzazione di Castel del Monte, sito patrimonio dell’umanità».

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