Martedì 23 Aprile 2019 | 22:49

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Trani, Lido Marechiaro abbandonato e premiato

di LUCIA DE MARI
TRANI - Estate 2014. Dopo sei anni dalla realizzazione dell’opera, il progetto di riqualificazione di quel tratto costiero vince un prestigioso premio nazionale. Ma la situazione attuale racconta altro su quel “laboratorio di idee innovative e buone pratiche, frutto di un dinamismo del tessuto economico ed imprenditoriale, e di una classe dirigente attenta ai temi della sostenibilità ambientale, della qualità architettonica e del paesaggio”. Un premio alla memoria, al «de cuius»
Trani, Lido Marechiaro abbandonato e premiato
di LUCIA DE MARI
TRANI. “Un sistema di terrazzamenti che digradano verso il mare, a quote diverse, e che sembrano aprirsi, orientandosi verso alcuni dei più spettacolari traguardi visivi che il panorama tranese offre: verso nord, infatti si staglia il profilo della cattedrale, e dal lato opposto, si innalza il promontorio dell’antico monastero di Colonna”: così viene descritto il progetto architettonico che, sostenuto dalla giunta Tarantini, portò nel 2008 alla riqualificazione del tratto costiero denominato Marechiaro, che poi divenne sede di un Lido ribattezzato “Cocomèro” dai gestori privati, sul tratto di costa centrale del lungomare Cristoforo Colombo a Trani.
Dopo sei anni, nei giorni scorsi quel progetto redatto dall’arch. Esther Tattoli di Corato è risultato fra i vincitori dello storico Premio nazionale Inarch-Ance. Di cosa si tratta: gli organizzatori del prestigioso avvenimento “hanno selezionato – come si legge in una nota diffusa da palazzo di Città - le migliori architetture realizzate nella nostra regione”. Il premio, con il coinvolgimento attivo dell'Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance), “intende portare una rinnovata attenzione verso i temi dell'architettura – si legge ancora nella nota - quale laboratorio di idee innovative e buone pratiche, frutto di un dinamismo del tessuto economico ed imprenditoriale, e di una classe dirigente attenta ai temi della sostenibilità ambientale, della qualità architettonica e del paesa g gio”.

Al Premio hanno partecipato più di 150 professionisti, anche di fama nazionale ed internazionale, “e solocinque sono stati i progetti premiati per ogni categoria, selezionati da una commissione scientifica altamente qualificata”: tra questi vi è stato, appunto, anche quellodenominato“ Riqualificazione del lido Marechiaro a Trani”, commissionato dal Comune di Trani eprogettato dal architetto Esther Tattoli di Corato. La motivazione del premio, consegnato nel corso di una cerimonia ufficiale a Bari nei giorni scorsi, è stata la seguente: “La giuria ha sottolineato la capacità di leggere nella sua originaria struttura, ripristinare e rifunzionalizzare un tratto di cosdraio innovativi e confortevoli "sit on it", raffinati gazebo e ombrelloni. "Marechiaro" per cinque anni sarà l'approdo naturale per chi ama divertirsi e godersi mare e sole, grazie alla scatenata organizzazione targata "Cocomèro", nome frizzante e divertente, del tutto appropriato per un posto in cui farsi coccolare dimenticandosi completamente l'orologio e tutelare il bene. Le attrezzature distrutte sono di proprietà della società, ma i danni riguardano anche strutture comunali, la cui riparazione adesso potrebbe gravare sulle tasche dei cittadini”.

Nel successivo mese di maggio, su input dell’allora neo eletto indaco Riserbato, e con relativo provvedimento congiuntamente firmato dai dirigenti della terza e sesta ripartizione (all’epoca rispettivamente Domenico Guidotti e Antonio Modugno), cominciò la bonifica del lido Marechiaro-Cocomèro, oggetto di un autentico saccheggio da parte dei teppisti che lo avevano ridotto in rovina. Nel dicembre 2013 l’allora assessore alle Finanze, Michele D’Amore, diceva in un’intervista a proposito della situazione del decreto ingiuntivo nei confronti dei gestori: “E’ un immobile sul quale la controparte non si è opposta al decreto ingiuntivo. Di quanto siamo ancora creditori? Al momento circa 400mila euro – diceva l’assessore - per recuperare i quali servono i tempi tecnici e, soprattutto, legali. Sicuramente non rischiamo alcuna prescrizione, perché il Comune è sempre stato puntuale e diligente con gli atti utili al recupero di tali somme”. I tempi tecnici.

Estate 2014. Dopo sei anni dalla realizzazione dell’opera, il progetto di riqualificazione di quel tratto costiero vince un prestigioso premio nazionale. Ma la situazione attuale racconta altro su quel “laboratorio di idee innovative e buone pratiche, frutto di un dinamismo del tessuto economico ed imprenditoriale, e di una classe dirigente attenta ai temi della sostenibilità ambientale, della qualità architettonica e del paesaggio”. Un premio alla memoria, al «de cuius», dunque, che potrebbe però essere rimesso in vita da amministratori di buona volontà, a beneficio dell’ambiente, del turismo e della collettività.

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