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TRANI - C’era “parecchia” gente in piazza Plebiscito davanti alla villa comunale ieri mattina a manifestare contro la chiusura dell’ospedale (avvenuta ormai da anni) e per avere almeno un pronto soccorso che prenda in carico le emergenze. Le virgolette servono a indicare il metro locale delle presenze: un paio di centinaia di cittadini sono pochi in senso assoluto o in proporzione alla popolazione di questa città e all’importanza della materia trattata, ma sono assolutamente molti se parametrati al più classico degli snobbismi tranesi, quello della non-partecipazione e del non-applauso (difetto che Renzo Arbore riporta a livello planetario in uno dei suoi dischi più venduti).

Dunque, dobbiamo parlare di successo per la manifestazione di ieri mattina, nata sul web e finita nella piazza assolata, assonnata ma comunque festaiola, della domenica mattina: qualcuno sbandiera le pagine dalla Gazzetta, gridando quel titolo strepitoso del “vogliamo un pronto soccorso degno di questo nome”, qualcuno fa capannello con consiglieri comunali di diversa appartenenza arrivati in ordine sparso.

Pochi i consiglieri comunali della maggioranza presenti, mentre il sindaco Amedeo Bottaro, che i manifestanti li aveva incontrati giovedì scorso e aveva promesso loro di manifestare insieme, parla con gli organizzatori e con tutti gli altri che gli si stringono intorno, telecamere e microfoni compresi: così com’è adesso, quell’ex pronto soccorso, o punto di primo intervento che dir si voglia, non è proprio ciò che una città di 60 mila abitanti può desiderare. Ne’ quell’ex pronto soccorso o punto di primo intervento che dir si voglia, in questo momento è ciò che era stato promesso nel famoso protocollo firmato con la Asl Bt: inutile parlare di carte firmate, di articoli e commi, la realtà è nei fatti, e negli ultimi giorni la realtà (si parla di un servizio sanitario non adeguato, evidentemente, e di episodi di cronaca che sembrano confermarlo) ha portato alla esasperazione e alla protesta.

“La gente è arrabbiata – dice il sindaco – ma sembra anche disinformata: nel senso che sembra che si siano accorti solo adesso di cò che è acceduto ormai da anni, e cioè che l’ospedale è chiuso, e che per questo anche il pronto soccorso è stato declassato e non prende più codici rossi. Ma adesso dobbiamo fare in modo che quella struttura si occupi anche dell’emergenza-urgenza. E’ su questo piano che dobbiamo tirare fuori la voce, e non sulla riapertura dell’ospedale, che non potrà più avvenire. Una città come Trani ha bisogno di una struttura di soccorso che funzioni e che si prenda carico del paziente, affinchè questi non vada a finire in liste di attesa di un pronto soccorso di un’altra città; o addirittura, se non si tratta di casi gravi, i pazienti devono essere presi in carico dalla struttura presente a Trani stesso. Il protocollo sottoscritto da me – sottolinea Bottaro – e dal presidente Emiliano deve essere rispettato e garantito: parliamo di due equipe presenti contemporaneamente, non faremo sconti a nessuno se qualcuno non intende rispettarlo. Ci hanno detto che è un piano che stanno elaborando e che presto avremo quello che avevano promesso: noi oggi chiediamo rispetto dei tempi e saremo i primi a monitorarlo”.

Critiche le opposizioni: il consigliere comunale Emanuele Tomasicchio preannuncia un ricorso al tar per chiedere l’annullamento della delibera della Asl Bt che ha disposto la chiusura del pronto soccorso; il consigliere comunale Maria Grazia Cinquepalmi parla di “gravi inadempienza da parte della regione, che non rispetta gli accordi presi”, e parole di protesta vengono anche da Pasquale de Toma di Forza Italia e Raimondo Lima di Fratelli d’Italia.
Tonino Mondelli, uno degli organizzatori della manifestazione, chiude: “Abbiamo chiesto al sindaco, a brevissimo, un incontro con Emiliano. Incontreremo ancora la cittadinanza, perché questa questione la dobbiamo risolvere. Trani merita molto di più in materia sanitaria”.

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