Sabato 25 Maggio 2019 | 16:52

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Nel consiglio comunale convocato per oggi 22 gennaio l’assise si sarebbe dovuta occupare della discussione, approvazione e adozione del regolamento dei dehors relativi alle attività commerciali della città, provvedimento molto atteso dagli esercenti a rischio continuo di sanzioni perché al momento irregolari.
Ebbene, tale regolamento non consta di un parere emesso dalla Sovrintendenza. Lo fa sapere il capogruppo M5S Michele Coratella con una nota: «Dopo anni di inerzia di questa amministrazione e dopo per avere aspettato anni per un regolamento comunale che avrebbe messo fine alle incertezze sul come e dove installare le strutture esterne ai bar, pizzerie, ristoranti, abbiamo un’unica certezza: nessun parere dalla Soprintendenza di Foggia, in quanto nessun regolamento è stato inviato dal comune di Andria. Una risposta che arriva a ridosso del consiglio comunale, quindi tardiva, e che arriva grazie anche alle sollecitazioni della nostra consigliera regionale Grazia Di Bari, poiché – spiega Coratella - non riuscivamo a comprendere i motivi della mancanza di tale fondamentale parere, soprattutto per dare certezze agli operatori del settore».


«Capite bene che adottare un regolamento senza il parere della Soprintendenza non risolverà i problemi delle nostre attività produttive. Purtroppo, ancora una volta questa amministrazione non ha inteso risolvere definitivamente i problemi. Infatti, la delibera presentata per il consiglio comunale riporta, nelle premesse, che il regolamento ha ricevuto il parere favorevole preventivo. Siamo di fronte a strani modi di fare di questa amministrazione, perché oggi la Soprintendenza ha detto, nero su bianco (nota del 18 gennaio inviata alla Prefettura Bat, a Unimpresa Bat che aveva chiesto l’intervento della Sovrintendenza, e per conoscenza inviata al sindaco n.d.r.), di “non aver rilasciato alcuna autorizzazione per il regolamento dehors del comune di Andria”. Agire per tempo, in trasparenza e in nome del bene comune avrebbe risolto questo annoso problema – conclude Coratella - ma in cima alle priorità dell’amministrazione evidentemente c’è altro. Prova ne sia, che nella stessa nota inviata dalla Soprintendenza si precisa che i regolamenti condivisi attualmente sono solo quelli di Barletta e Canosa ma non Andria. Con queste premesse a farne le spese saranno i nostri imprenditori andriesi». Stasera si capirà qualcosa di più.

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