Lunedì 22 Aprile 2019 | 00:40

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Trani, fondi per il recupero del giardino Antonacci-Telesio

La regione aveva messo a disposizione 200mila euro con un bando: Trani se n'è portata a casa 180mila

Trani, fondi per il recupero del giardino Antonacci-Telesio

L’intero plafond che la Regione aveva messo a disposizione dei comuni era di 200.000 euro: Trani ne ha portati a casa 180.000, lasciando i restanti 20.000 ad Oria e tagliando fuori tutte le altre 43 città che avevano partecipato al bando.
Un cappotto vero e proprio, dal punto di vista amministrativo, quello che l’amministrazione comunale del sindaco Amedeo Bottaro ha messo a segno con il finanziamento ottenuto per il «Percorso di tutela e valorizzazione del giardino Antonacci-Telesio», in via Pozzo piano e nell’omonimo quartiere.
All’importo del finanziamento, richiesto e ottenuto, di 180.000 euro, si aggiungono i 17.175 euro del cofinanziamento comunale, per un totale di 197.175 euro, cui si devono aggiungere gli altri 56.000 già portati a casa per i primi interventi sul giardino e, soprattutto, la messa in sicurezza del muro di cinta dell’area verde comunale del quartiere di Pozzo piano: il totale, dunque, è 253.175 euro.


Quando sarà disponibile un nuovo bando regionale, Trani vi si candiderà ancora per dare inizio anche ai lavori di ristrutturazione della villa che si trova nel cuore dello stesso giardino il, quale intanto è già stato oggetto di visite di migliaia di cittadini e, soprattutto lo scorso Natale, di un allestimento pregevole, fra presepe luminarie, a cura dell’associazione Trani soccorso, cui l’Assessorato all’ambiente ha delegato la custodia del bene.
Giardino Antonacci-Telesio, che si colloca tra via Pozzo Piano, Corso Don Luigi Sturzo e via Tolomeo, è una porzione di terreno rettangolare di circa un ettaro di estensione. La percezione dall’esterno è quella di una rigogliosa area a carattere boschivo, che si apre all’interno con percorsi sinuosi tipici del giardino ottocentesco.
L’intervento prevede due ambiti di azione, rispettivamente per la tutela e valorizzazione del luogo. Per quanto concerne la tutela, questi gli interventi previsti: mappatura e catalogazione delle essenze arboree e arbustive; catalogazione dei reperti edili; circoscrizione e interdizione delle aree pericolose; definizione e realizzazione di percorsi accessibili; arredo urbano sostenibile; potatura ed eliminazione delle specie arbustive e arboree pericolose per i manufatti edili. La valorizzazione comprende la realizzazione di cartellonistica generale, con mappa e percorsi, nonché di un percorso botanico-architettonico didattico accessibile.


«È intenzione dell’amministrazione continuare a bonificare e mantenere il programma di aperture del giardino - si legge nel progetto approvato -, per la fruizione continuativa e costante della collettività. Gli interventi sono finalizzati al recupero del bene ed al suo utilizzo pieno come parco, allo scopo di favorirne la riqualificazione, nonché la fruizione da parte della città ed in particolare dei residenti del quartiere dove lo stesso è ubicato».
Fermo il convincimento del fatto che «il giardino costituisce per la città “vera ricchezza territoriale”, e va attivamente conservato sotto ogni profilo di pianificazione. Ciò avendo consapevolezza che, nel contesto in cui ricade, “attivamente conservare” (la “tutela” in senso positivo) significa anche valorizzare in modo diretto il popoloso quartiere e, in modo indiretto, l’intera comunità. In prospettiva, l’area offre, grazie alla presenza di specie arboree antiche e pertanto di pregio, la possibilità di istituire un orto botanico e di essere un centro di conservazione della biodiversità, all’interno della città».

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