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A Trani

Litiga col padre che si sente male e poi aggredisce gli operatori del 118: arrestato 23enne

E’ accusato di resistenza, violenza a pubblico ufficiale, lesioni e interruzione di pubblico servizio

Vede i carabinieri e 16enne tenta di ingoiare la cocaina Arrestato un diciottenne

TRANI - Prima discute con il padre in piazza, l'uomo poi ha un malore e il figlio preso dall'ira aggredisce gli operatori del 118, per questo un 23enne è stato arrestato dai carabinieri di Trani con l'accusa di resistenza, violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Il giovane avrebbe perso le staffe nel corso della lite con il padre, che all'improvviso si è sentito poco bene, accasciandosi al suolo. Immediatamente il figlio ha richiesto telefonicamente l’intervento dei sanitari del 118, i quali, giunti sul posto, dopo aver prestato i primi soccorsi e constatato che il paziente era vigile e cosciente, sono stati aggrediti dal 23enne, riportando lievi lesioni, poiché, secondo l’aggressore, avevano impiegato troppo tempo per intervenire. Nonostante ciò, i soccorritori sono riusciti a far salire il paziente in ambulanza, giungendo al pronto soccorso, dove, il 23enne, in preda alla rabbia, ha cercato di inseguire i sanitari dentro il nosocomio per aggredirli nuovamente. Dopo l'intervento dei carabinieri l'uomo ha continuato a inveire contro i militari presi a calci e pugni dal 23enne. Solo dopo l’intervento di altre due pattuglie di Carabinieri, giunte di rinforzo, ha consentito di bloccare definitivamente il giovane e di arrestarlo. Il ragazzo è stato portato nel carcere di Trani. 

«Spiace leggere e sapere dell’ennesimo episodio di violenza nei confronti degli operatori sanitari, siamo vicini agli operatori per quanto accaduto: la violenza nei confronti di chi non solo sta svolgendo il proprio lavoro, ma sta anche salvando vite umane, non può avere attenuanti e per questo siamo pronti a costituirci parte civile, anche se non si tratta di nostri operatori». Lo afferma il direttore generale della Asl Bt, Alessandro Delle Donne, commentando l’aggressione subita a Trani dagli operatori del 118 da parte del figlio di un paziente. «Da tempo - continua Delle Donne - stiamo lavorando per rendere soprattutto i punti di primo intervento più sicuri, e abbiamo avviato diverse iniziative anche di informazione e comunicazione per scongiurare ulteriori episodi di violenza». «Stiamo implementando le nostre misure di prevenzione - conclude - e abbiamo già intavolato un dialogo molto costruttivo con il prefetto».

LE PAROLE DELL'USPPI - «Richiediamo più sicurezza per questi angeli del 118 che operano in situazioni di emergenza-urgenza salvando numerose vite umane. Non vogliamo più assistere a forme di violenza con aggressioni fisiche nei confronti di questi lavoratori». Lo afferma in una nota il segretario generale dell’Usppi, Nicola Brescia, commentando l’aggressione da parte del figlio di un paziente al personale del 118 a Trani (Bt). «Un’aggressione - evidenzia Brescia - che viene condannata duramente dal Sindacato Usppi che si schiera dalla parte del personale medico, infermiere, autista e soccorritore del 118. «Il sindacato - ricorda Brescia - da tempo ha richiesto maggiore sicurezza per gli operatori del 118, mettendo in evidenza le precarie condizioni in cui operano i lavoratori esposti a rischi pregiudizievoli per la loro salute e per l'integrità personale. Purtroppo l’episodio mette in risalto che poco e nulla è stato fatto». «Non sono più tollerabili situazioni ed episodi - conclude il sindacalista - in cui i lavoratori rischiano la vita per un lavoro difficile e ancora mal pagato, in quanto agli infermieri e autisti del 118 che lavorano a bordo dei mezzi di soccorso, non viene neanche riconosciuta l’indennità di rischio, poiché l'Asl Bt non li individua tra le categorie a rischio».

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