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castello di Trani

TRANI - iIl personale di sorveglianza non può lavorare oltre il 50 per cento dei giorni festivi dell’anno. E, così, il Castello all’improvviso chiude i battenti domenicali per sette volte fino alla fine dell’anno. La comunicazione del Ministero per i beni attività culturali, peraltro molto scarna, è giunta nella serata di sabato, alle 20.30, lasciando i turisti totalmente spiazzati davanti ad un portone chiuso. Il Mibact ha motivato la chiusura del maniero federiciano di piazza Re Manfredi per non meglio precisati «motivi tecnico organizzativi», limitandosi ad elencare le date dell’inatteso stop: s’è partiti già ieri, domenica 14 ottobre, ma il castello resterà chiuso anche le domeniche 21 e 28 ottobre, e poi ancora tre volte a novembre (11, 18 e 25) ed una a dicembre, il 30.

Peraltro, il Ministero continua a favorire l’ingresso libero delle prime domeniche del mese, ed è per questo motivo che il castello sarà regolarmente fruibile domenica 4 novembre e domenica 2 dicembre, mese nel quale sarà aperto anche per ben sei festi
vità, vale a dire i gironi 8, 9, 16, 23, 25 e 26.
La decisione è frutto di una complicata contrattazione che era partita da una soglia del 30 per cento dei giorni festivi da coprire con prestazioni di lavoro da parte del personale statale. Quando però, già a luglio, ci si era accorti che tutti avevano superato tale soglia, per evitare duri contraccolpi la si era innalzata al 50 per cento.

A Trani, però, dove ogni giorno non ci sono oltre due dipendenti ministeriali addetti alla custodia e sorveglianza, a causa della sopravvenuta carenza degli organici, si è arrivati ad oggi e s’è dovuto stilare il calendario di emergenza. Tutto questo, peraltro, sarebbe stato impossibile programmarlo a inizio anno, con un calendario meglio spalmato durante i dodici mesi del 2018, e probabilmente sarà difficile farlo anche il prossimo.
Spiace che questo avvenga, all’improvviso, proprio nel ventesimo anniversario dell’apertura del castello di Trani, avvenuta nell’estate del 1998 dopo il lungo restauro che lo convertì da sede carceraria a privilegiata meta turistica.
Da allora, centinaia di migliaia di visite e tante manifestazioni di grande importanza a cominciare dai Dialoghi di Trani (fino al 2016), senza parlare delle numerose mostre, una delle quali, dedicata all’arte venatoria di Federico II di Svevia, è tuttora in corso a cura del concessionario della struttura, Novapulia.
Ed anche il prossimo anno tornerà, come quasi sempre (con al sola eccezione del 2017), anche la Settimana medievale, l’ormai tradizionale manifestazione rievocativa delle nozze di Re Manfredi e la vita di corte in quel castello, che l’associazione Trani tradizioni realizza all’inizio di agosto catalizzando l’attenzione di migliaia di spettatori anche soprattutto grazie allo spettacolo musicale pirotecnico sul prospetto principale del castello.

Non sono mancate, e continueranno a non mancare, le iniziative di carattere più prettamente commerciale: infatti, sta per ritornare l’atteso appuntamento con Trani sposi, che consentirà a migliaia di visitatori di accedere trovare, in quel castello, tutto ciò che serve in vista del matrimonio proprio o dei propri figli e cari.
L’allestimento di questa imponente manifestazione inizierà fra pochi giorni, il 18 ottobre, fino al 30, per poi realizzarla dall’1 al 4 novembre, giorno in cui si prevede un assalto senza precedenti in quanto domenica gratis all’inizio del mese. Resta il dispiacere per l’improvvisa mancanza di un punto di riferimento per i turisti per ben sette domeniche fino alla fine dell’anno. In molti colgono l’occasione per raggiungere Trani di domenica, visitando anche gli altri musei situati in prossimità del castello che, diversamente, il lunedì sono chiusi. Peraltro il castello di Trani, andando controcorrente, il lunedì è aperto. Tuttavia, con le sette chiusure festive di fine anno la sua offerta sarà parzialmente monca ed il mosaico della Trani turistica domenicale carente di una tessera essenziale.

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