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Barletta

Il «tira e molla» sulla crisi: si fa strada l'ipotesi Losappio

Il sindaco chiede che venga fatto un documento con l'indicazione del candidato presidente

Barletta, il primo giornodi lavoro del nuovo sindaco

Il nuovo appuntamento è fissato stamattina, a mezzogiorno, a Palazzo di Città. Fuori e sulle spiagge farà molto caldo, ma anche nel parallelepipedo stile anni Cinquanta di corso Vittorio Emanuele c’è da presumere che le temperature non saranno molto basse.


La nuova puntata

L’ennesima puntata di questa trattativa continua fra i 12 consiglieri comunali che sostengono la linea del sindaco Mino Cannito e il gruppo degli 8 (sindaco compreso) che la contesta, prevede, infatti, che questi ultimi presentino un documento sottoscritto con l’indicazione del candidato presidente che risulti gradito a tutti gli eletti (13+8) dalla maggioranza elettorale venuta fuori dalle urne domenica 10 giugno.


I candidati alla presidenza

Bruciata, strada facendo, l’indicazione dello stesso sindaco (Sabino Dicataldo, Buona politica), messa da parte la scelta del «gruppo dei 9» poi sceso ad 8 (Antonello Damato, Iniziativa democratica), il consigliere attorno al quale dovrebbero incasellarsi i «sì» sarebbe quello di Giuseppe Losappio (Forza Barletta). In più, al gruppo degi 8, dovrebbero essere riconosciuti 2 assessori, naturalmente forniti del gradimento del primo cittadino. Li indicherebbero la Lista Cannito sindaco e Iniziativa democratica.


La trattativa

Trattativa in discesa, allora? Neanche per idea.
La prima incognita da scoprire è quella delle firme: saranno tutti d’accordo, gli 8 consiglieri «dissidenti», sull’indicazione di Losappio?
E se questa scelta, come pare, dovesse portare alla fuoriuscita dalla Giunta varata in tutta fretta il 30 giugno dell’assessore Giovanni Ceto (Forza Barletta), vicino alla consigliera forzista Stella Mele, non si finirebbe per avere un «effetto collaterale» sui numeri sempre sfuggenti della «maggioranza»? Siccome fra i due aspiranti assessori del gruppo degli 8, Cannito si aspetta il nome di una donna, che succederà, se non dovesse esserci?


Gli incontri di ieri

L’appuntamento odierno di mezzogiorno è scaturito dagli incontri («de visu» e telefonici) che si sono tenuti ieri.
In mattinata, una delegazione formata da Pierpaolo Grimaldi (Scelta popolare), Sabino Dicataldo (Buona Politica) e Luigi Antonucci (Noi con Barletta), per conto dell’ala «lealista» nei confronti del sindaco, si è vista con Ruggiero Dicorato, Pino Rizzi (Lista Cannito sindaco), Giuseppe Losappio (Forza Barletta), Vincenzo Laforgia (Barletta Attiva), Antonello Damato e Luigi Dimonte (Iniziativa democratica), del fronte dei cosiddetti «dissidenti». Tra i quali erano assenti i consiglieri Adelaide Spinazzola (Lista Cannito) e Massimo Spinazzola (Scelta popolare). Faceva parte della delegazione, invece, Giovanni Alfarano, fra i promotori della Lista Cannito.


Le ipotesi in campo

Due le ipotesi in campo: «azzeramento» della Giunta Cannito prima versione con annessa rimessione dei riteri di assegnazione delle postazioni assessorili allo stesso sindaco. E poi: indicazione del candidato presidente del Consiglio comunale da far votare da tutti (13+8) previa sottoscrizione condivisa da parte di tutti gli 8.
La risposta era attesa per ieri sera alle ore 19, ma è stata rinviata a stamattina. La notte porterà consiglio a tutti (o quasi) oppure si virerà su una intesa fra i consiglieri sostenitori di Cannito e le minoranze, parte del Partito demcratico in primis e pure Movimento 5 Stelle?
Vedremo. Certo è, come dice un detto barlettano, «il brodo cucinato a lungo non giova agli ammalati». E il sindaco dimissionario Mino Cannito, medico da una vita, è il primo a saperlo, visto che l’«ammalato» (la città) non se la passa poi tanto bene. Anzi.

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