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Psicosi tra gli olivicoltori

Stop alla xylella
nasce Save the Olives

L’associazione punta ad informare e sostenere la ricerca

Stop alla xylella nasce Save the Olives

di Gianpaolo Balsamo

ANDRIA - Xylella, una parola che genera preoccupazione anche tra gli agricoltori e le istituzioni della provincia di Bari e del Nord barese.   Dopo aver pesantemente danneggiato le piante in Salento, c'è preoccupazione per l'eventualità che il micidiale batterio possa espandersi ulteriormente. D’altra parte gli esperti confermano che la «Xylella fastidiosa» ha iniziato a risalire il territorio regionale, arrivando a ridosso della Terra di Bari. Certo, al momento non c’è alcun allarmismo, ma farsi trovare pronti appare indispensabile, per difendere un patrimonio olivicolo già duramente provato dalla gelata dello scorso febbraio che ha causato danni evidenti alle colture in tutto il Nord Barese, con la conseguente compromissione della produzione 2018.

Per questo, nei giorni scorsi, è stata ufficializzata la costituzione di «Save the Olives», un'organizzazione no profit nata per concentrare forze e iniziative nella lotta alla fitopatia. Presieduta da Agostino Petroni, giovane imprenditore di Andria, ne fanno parte agronomi, artisti, agricoltori, ingegneri, studenti, uomini d'affari, ricercatori e gente comune.

«Ho conosciuto Agostino poco tempo fa, ma la sua dedizione alla terra mi ha subito colpito. Abbiamo scelto di sostenere “Save The Olives” in quanto rispecchia in pieno i valori sui quali sono fondate le nostre aziende», spiega Beniamino Casillo del “Gruppo Casillo” e fondatore di Masseria Faraona, l’azienda che prende il nome da un’antica Masseria risalente al XIX secolo, ubicata all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia ed oggi splendida cantina produttrice di corposi vini rossi, aromatici bianchi e deliziosi rosati, nonché territorio di produzione dell’extravergine Masseria Faraona, da monocultivar Coratina, Nocellara, Peranzana, Picholine.

«Amore per la terra, per le tradizioni, per il lavoro qualificato e laborioso che ci ha permesso - continua Casillo - di essere la regione trainante in Italia per la produzione di olio d’oliva. Rimanere immobili davanti all’avanzata della xylella, attendendo gli eventi, significa per le nostre aziende andare verso il collasso. Per questo faccio appello alle aziende del comparto olivicolo, vitivinicolo e gastronomico del nostro territorio, per sostenere insieme a noi questa Onlus e aiutarci a salvaguardare non solo la nostra economia, ma anche la nostra storia e le nostre tradizioni. Per tale motivo, Masseria Faraona, desidera far parte di questo movimento: vogliamo accendere i riflettori su un flagello che può essere arginato attraverso la diffusione di conoscenza, notizie, rimedi e puntando a raccogliere fondi per una ricerca incessante».

Nei giorni scorsi, «Save The Olives» è stata presentata al pubblico attraverso un grande evento all’interno di un uliveto secolare a Le Matine, nella campagna tra Tricase e Tiggiano. «Purtroppo la Xylella è tutt'altro che un'invenzione», afferma Agostino Petroni, presidente della onlus «Save The Olives». «C’è bisogno dell’apporto di tutti per fronteggiare questo pericolo ma, soprattutto, occorre più informazione».

Dello stesso avviso è anche Benedetto Miscioscia, coordinatore dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio della Puglia. «Occorre - spiega - più informazione e responsabilità da parte di tutti. Ben vengano allora iniziative come questa. Più che la polemica italico si, italico no, agli olivicoltori interessa sapere quali provvedimenti la Regione e il nuovo Governo intendono adottare per contrastare efficacemente sia la diffusione della xylella che le difficoltà causate dalla gelata di febbraio, le cui conseguenze non sono state ancora sufficientemente considerate rispetto alla gravità della situazione vegetativa determinatesi nella maggior parte degli oliveti del Nord Barese che genererà gravi ripercussioni sia sotto il profilo produttivo che occupazionale».

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