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Casa occupata da abusivi, è caos a Trani

TRANI - Quello che si temeva si è purtroppo avverato: il novantenne, la cui casa è stata occupata la scorsa settimana in via Olanda, durante la sua degenza in ospedale a causa di una caduta, adesso si trova in una casa alloggio a Margherita di Savoia, a spese dei figli, poiché gli occupanti ancora non sono andati via.

Il clima, che si sarebbe dovuto rasserenare con il passare dei giorni, sembra si sia invece appesantito. Ed a nulla, per il momento, sono valse le diplomazie: il sindaco, Amedeo Bottaro, e l’assessore alle politiche sociali, Debora Ciliento, hanno provato in tutti i modi a ricercare soluzioni utili ad evitare che la situazione precipitasse, ma ciò non è stato possibile.

Adesso, dunque, l’unico rimedio per riaffermare uno stato di diritto sembra essere rimesso nelle mani di altre istituzioni: per le occupazioni abusive, il riferimento utile sono la Polizia locale e la Prefettura. In questo caso, però, la denuncia è stata sporta presso i carabinieri della Compagnia di Trani, intervenuti d’ufficio proprio perché destinatari dell’iniziativa da parte di uno dei figli dell’uomo.

I militari hanno informato del caso l’autorità giudiziaria, ma l’occupazione, come del resto le altre esistenti, potrà cessare soltanto sulla base dell’emissione di un provvedimento delle autorità preposte, che sono quella giudiziaria o amministrativa, e dovrà essere eseguito dalla forza pubblica, in genere dalla Polizia di Stato o da quella locale.

A questo punto potrebbe essere proprio la Procura della Repubblica di Trani a scendere in campo, essendo stata formalmente posta corrente della situazione, e tenuto conto del fatto che, nella denuncia, si ipotizzano una serie di reati che vanno dalla violazione di domicilio al danneggiamento, passando per l’invasione di edificio.

La famiglia occupante, che è entrata con la violenza nella casa rimasta vuota scassinando la porta d’ingresso, e probabilmente anche sottraendo alcuni effetti personali, occupa un’abitazione che, da trent’anni, era legittimamente assegnata a quel novantenne. La sua permanenza avviene in forza di un fantomatico diritto di prelazione, poiché in quel nucleo familiare vi sono una donna disabile, un’altra incinta e bambini. Peraltro, risuonano ancora beffarde le spiegazioni rese dagli occupanti al figlio del vecchietto, e da lui riportate nella denuncia: «Tuo padre vive solo, noi siamo tanti e abbiamo bisogno più di lui».

A quanto si è appreso, il capofamiglia ha precedenti con la giustizia e questo pone la famiglia del vecchietto nella condizione di avere paura, circostanza comprensibile per loro, meno per chi ha il dovere di intervenire e ancora non lo ha fatto: i giorni passano e quella casa popolare, occupata con la violenza, fisica e morale, su un uomo debole e sulle leggi che dovrebbero difenderlo grida vendetta.

E non è neanche l’unico caso aperto, sebbene gli altri, non meno imbarazzanti, riguardino immobili di proprietà pubblica che erano vuoti: la casa natale di Giovanni Bovio, occupata da quasi un anno e mezzo ed anche in questo caso facendosi scudo della presenza di minori; l’ex residenza di un ordine religioso femminile, a pochi passi dall’ospedale di Trani, violata da poco più di una settimana.

Sia il Comune, nel primo caso, sia l’Asl Bt, nel secondo, non sono ancora riusciti, in alcun modo, a fare valere i propri diritti. Ammesso e non concesso che, in questo scenario sempre più degradato e senza regole, si possa ancora parlare di «Stato di diritto».

Nico Aurora

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