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Trani

Le macchine di Leonardo
incantano palazzo Beltrani

L’iniziativa a cura dell’ingegner Giuseppe Manisco di Galatone

Le macchine di Leonardo incantano palazzo Beltrani

Nico Aurora

Trani«Un ragazzo di seconda media, dopo avere visitato la mostra riservata alle scuole, scrisse sul libro all’uscita: “Il giorno più bello della mia vita.” E questa non è retorica, perché un bambino è sincero sempre e, soprattutto in questo caso, non ha motivo di essere falso. Allora, se scrive una frase del genere, vuol dire che l’abbiamo fatto innamorare». Così l’ingegner Giuseppe Manisco, realizzatore nella sua vita di ben 120 macchine da guerra progettate da Leonardo da Vinci. Sono tutte custodite a Galatone, la sua città natale, all’interno di un museo dedicato e, di volta in volta, escono in mostre itineranti.

Manisco le porta ovunque vi sia richiesta e così è stato a anche a Trani dove, da venerdì scorso e fino al prossimo 10 giugno, saranno in esposizione a Palazzo Beltrani, nella omonima via, in una rassegna che ne comprende 26 pezzi, di varie dimensioni e ingombri, da lui realizzate in un periodo compreso tra il 2004 e il 2018. Alcune di quelle portate al Palazzo delle arti sono del tutto inedite.

Manisco le realizza a tempo di record, mostrando doti di artigiano e falegname prima ancora che ingegnere, evidentemente mosso da una passione che sconfina nell’amore per quello che l’oggetto del suo interesse: «La mia esperienza nacque ricevendo in regalo un libro - ha rivelato Manisco -, sulle macchine da guerra di Leonardo. Cominciai a costruire le prime, ma il desiderio di farne altre crebbe perché mi ha letteralmente stregato. Infatti, Leonardo era un artista con l’anima dell’ingegnere e del filosofo allo stesso tempo, ma il paradosso è chiamava la guerra “cosa bestialissima” perché, al contrario, era un pacifista e invocava che le sue macchine non si usassero mai».

Questo, e molto altro, a margine de «Il genio a Trani», in corso a Palazzo Beltrani». La mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 con orario continuato. Prezzi: intero, 10 euro; gruppi di minimo 15 persone, 8 euro; studenti ed over 65 anni, 5 euro. Manisco l’ha presentata prima in sala conferenze, poi con una accurata, quanto appassionata visita guidata, da lui stesso condotta.

Nella prima parte della serata vi era anche il busto di Leonardo da Vinci, scolpito da Federica Claudia Soldani al termine della mostra G12, chiusa soltanto quarantotto ore prima nella stessa struttura, a dominare la sala in cui, oltre l’autore, hanno parlato sua figlia Jenni, che collabora con lui agli allestimenti, il concessionario del palazzo comunale, Niki Battaglia, il presidente della Provincia, Nicola Giorgino, e quello dell’Ordine provinciale degli ingegneri, Pietro De Feo. Per fare questo tipo di mostra, però, bisogna avere un’anima non solo da ingegneri: «È un’esperienza che mi carica a dismisura di passione - ammette Manisco -. Senza passione sicuramente non sarei riuscito a costruire tanti progetti realizzati da Leonardo e, dopo la seconda o terza macchina, mi sarei sicuramente fermato. Ma la passione è diventata amore perché, attraverso queste opere, ho conosciuto un Leonardo diverso da quello che normalmente è inteso nell’immaginario collettivo, vale a dire il Leonardo della Gioconda o del Cenacolo. Io ho cercato di cogliere il Leonardo “uomo“, la grande umanità di questo grande scienziato che odia la guerra a dismisura, definendo la “cosa bestialissima“, ma al contempo progetta armi da guerra tanto moderne quanto terrificanti. Eppure è un Leonardo che ha paura di fare male addirittura agli animali e non mangia carne, forse perché disturbato dagli esperimenti che gli vengono commissionati».

A Trani, come detto, ci sono solo 26 delle 120 macchine realizzate da Manisco, ma alcune inedite poiché realizzate per l’occasione, fra carri falcianti e carri armati da mazze ferrate. E ce ne sono ancora altre in costruzione in quel di Galatone, dove vi è il museo da cui Manisco, di volta, in volta, porta in giro i suoi pezzi unici, condividendo il suo patrimonio con la collettività. Fra le sue esperienze memorabili, quella di alcuni anni fa in Canada, ma anche Trani diventa una medaglia al petto.

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