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Petrucci: stop sofferto e inevitabile. Il basket ripartirà ancora più forte

«Capisco se Brindisi è amareggiata: stava disputando grande stagione»

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Il 7 aprile è stata una giornata particolare per la pallacanestro italiana, come comferma Gianni Petrucci, presidente della Federcanestri. «Sicuramente molto impegnativa e difficile. Abbiamo vissuto la triste necessità di dover dichiarare chiusi i campionati di serie A e A2. Nei giorni precedenti avevamo già fermato gli altri campionati nazionali e regionali. In mattinata, insieme al presidente della Lega A, Umberto Gandini, in video conferenza, avevamo dialogato con il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, spiegandogli le nostre problematiche e trovando sensibilità, attenzione e disponibilità alle nostre richieste. Nella mia carriera da dirigente - precisa Petrucci - mi era già capitato di dover fermare l’attività sportiva. Da presidente del Coni, nel 2005 quando morì Giovanni Paolo II. Fu una decisione di grande rispetto e di cui si parlò in tutto il mondo. Venne apprezzata. Lo sport è il linguaggio e la cultura comune che ci lega, ma è un momento della vita, importante quanto si voglia, ma pur sempre un momento. Credo che in assoluto la salute delle persone, la mia come quella di tanti giocatori, arbitri, allenatori e dirigenti, e così via fino al minibasket, è di gran lunga più importante di qualsiasi partita, di qualsiasi campionato».

Il movimento è stato unanime, diversamente che in altri sport.

«Ha prevalso il buon senso, e di questo non posso che esserne contento. Tutte le componenti della pallacanestro hanno capito che le nostre indicazioni erano motivate ed inequivocabili. Il basket si ferma per la seria impossibilità di continuare: il nostro è uno sport di contatti e attualmente non ci sono le condizioni di sicurezza per giocatori, allenatori, staff, dirigenti, le loro famiglie e per il pubblico che rimane il patrimonio fondante della pallacanestro. Impossibile giocare senza rispettare le norme di distanziamento sociale, le indicazioni dei diversi DPCM e della federazione medico sportiva italiana. E poi scendendo nello specifico, ho perso il numero dei giocatori stranieri che sono ripartiti per i rispettivi paesi d’origine con tutto ciò che ne può conseguire. Per cui il 7 aprile, grazie alla collaborazione dei presidenti e della società della Lega di Serie A, Umberto Gandini e della Lega nazionale pallacanestro, Pietro Basciano, abbiamo dichiarato concluso il campionato senza l'assegnazione dello scudetto. E mi fa piacere sottolineare che su queste basi sono stati tutti concordi. Ricordo anche l’appoggio propositivo, dato in precedenza con la Lega basket femminile da Massimo Protani. Così come è stato importante è stato il lavoro dei comitati regionali e l’apporto del vice presidente vicario Gaetano Laguardia e del coordinatore del settore agonistico Fip Marcello Crosara. Insomma, per citare uno slogan di questi tempi siamo stati distanti, ma vicini e soprattutto insieme».

Nei giorni precedenti ha dovuto fare delle precisazioni al mondo del calcio.

«Conosco bene il potere economico e di coinvolgimento che sviluppa il mondo del calcio. Anche per esperienza personale dal momento che sono stato segretario generale della Figc per sei anni e poi commissario straordinario della stessa fFederazione per poco meno di un anno. Per la federbasket, essere la seconda federazione in Italia per tesserati dopo la Figc è un gran risultato, ma mi ha stupito il fatto che dalla Lega di serie A di calcio abbiano dichiarato di come l’emergenza coronavirus “abbia messo a repentaglio la tenuta di tutto il sistema, da sempre sostenuto dalla Lega serie A grazie al contributo mutualistico versato per le serie minori e gli altri sport”. Ho massimo rispetto per il mondo del calcio, ma di fronte ad un affermazione del genere non ho potuto che chiedere di specificare, senza alcuna polemica, quali sport sostiene ed aiuta, perché sicuramente tra questi il basket non c’è. Il basket è per l’80% autosufficiente.Il resto dei nostri introiti viene dallo Stato per la preparazione olimpica, per il funzionamento della federazione e per il pagamento del personale, e questo è quanto. Sottolineo e ripeto che siamo autonomi».

La Puglia del basket è stata tra le prime regioni a reagire ed entrare in modalità emergenza.

«Margaret Gonnella, la presidente del comitato Fip Puglia, è stata preziosa sia operativamente sia come apporto di idee anche nei rapporti con gli altri comitati regionali. Il mio pensiero ed abbraccio va a tutte le squadre pugliesi. Per il basket di vertice sono vicino a Fernando Marino e Frank Vitucci, presidente ed allenatore dell'Happy Casa Brindisi e all'Allianz Pazienza San Severo che ha imboccato la strada giusta con l'arrivo in panchina di Lino Lardo. A Brindisi si sono mossi con intelligenza, sollecitudine e rispetto appena scoppiata l'emergenza. Li capisco se sono amareggiati: stavano disputando una buona stagione e in Europa sono diventati un club rispettato da tutti. A Brindisi il basket è uno sport importante sia storicamente sia socialmente oggi. Il presidente Marino ha dimostrato capacità imprenditoriali importanti nel gestire la squadra e nei rapporti con la città, ma anche tanta passione. Tutto questo, e non è una frase d'occasione, gli tornerà utile già dalla prossima stagione. Ne sono sicuro».

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