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E il sindaco si fa tatuare per amore della sua Policoro

di FILIPPO MELE 
«È un atto d’amore per la mia città a cui sono molto legato. Vivo qui dal 1° giugno 1959. Sono 50 anni di residenza abbinati ai 50 anni di vita del Comune». Così, il sindaco Nicola Lopatriello spiega perché si è fatto tatuare, sulla spalla destra, il simbolo della città che amministra: Ercole che strangola il leone Nemeo
E il sindaco si fa tatuare per amore della sua Policoro
Nicola Lopatriello sindaco di Policoro mostra il simbolo di Policoro tatuato sulla spalla - FOTO MELEPOLICORO - «È un atto d’amore per la mia città a cui sono molto legato. Vivo qui dal 1° giugno 1959. Sono 50 anni di residenza abbinati ai 50 anni di vita del Comune». Così, il sindaco Nicola Lopatriello spiega perché si è fatto tatuare, sulla spalla destra, il simbolo della città che amministra: Ercole che strangola il leone Nemeo. «Mi considero tifoso di Policoro. Sono stato anche presidente della squadra di calcio. Questo tatuaggio per me è un onore averlo addosso». Ed il primo cittadino-pasionario, il giorno di San Nicola, nel dicembre scorso, si è recato a Nova Siri e si è fatto incidere sulla pelle Ercole e Nemeo. Un tatuaggio che mostra con orgoglio: «Ercole rappresenta la forza e la fierezza. È venuto veramente bene». 

Ma, sindaco, se lo stemma fosse stato un bue, come a Matera, se lo sarebbe fatto tatuare ugualmente? 
«Se fossi stato attaccato a Matera, sì. È un’idea che trasferiamo al sindaco Nicola Buccico». 
Lei, però, è un furbo di tre cotte. Ha lasciato sulla spalla molto spazio. Serviranno per gli stemmi della Provincia, della Regione, del Parlamento? 
«Non so... ». Lopatriello è amministratore comunale da 12 anni: dal 1997 (primo eletto, 500 preferenze) al 2000 vice sindaco; dal 2000 al 2006 sindaco; dal 2006 al 2008 capogruppo di opposizione; dal 2008 sindaco. Ed ha a disposizione un’altra legislatura... «Chissà... ». Insomma, sul suo futuro politico il primo cittadino non intende sbilanciarsi. Egli, però, non è nuovo ad iniziative eclatanti. Nel 2003 fu tra i protagonisti della battaglia contro le scorie a Scanzano Jonico e nel 2005 dormì alcuni giorni in Municipio per sostenere la battaglia degli agricoltori colpiti da una tromba d’aria. «Sì, mi considero un sindaco di prossimità, di strada. Mi piace stare con la gente e servire la comunità». Tanto da mettere a disposizione dei cittadini un numero di cellulare e ad invitare chi non può recarsi in municipio a chiamarlo. E fa anche le “visite domiciliari”. «Si, lo ripeto, mi piace lavorare per la gente. Anche 12-13 ore al giorno. È di poco tempo fa un bando per studenti in condizioni svantaggiate e per le imprese che assumono giovani disoccupati. Abbiamo messo in moto un movimento di un milione di euro». 
Ma i Comuni non sono senza soldi? 
«E noi siamo un Comune ricco, con un commercialista che fa il sindaco». 
La sua prossima iniziativa che farà notizia? 
«Un anno intero di commemorazioni per i 50 anni del Comune con iniziative capaci di richiamare qui gente da tutta Italia. Io lavoro per promuovere Policoro su scala nazionale ed internazionale».
FILIPPO MELE

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