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Nucleare, il ministro Scajola: sì a studio su salute lucani

Rispondendo ad una interrogazione della deputata Angela Napoli (An), relativa al Centro Enea di Matera (dove, da decenni, è stoccato materiale radioattivo), il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha detto che il suo Ministero è pronto ad attivarsi per «avviare sul territorio un'indagine di carattere epidemiologico»
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Nucleare, il ministro Scajola: sì a studio su salute lucani
CATANZARO - ''I rifiuti solidi pregressi ad alta e bassa attività, prodotti in Trisaia dal 1968 ad oggi, sono stati caratterizzati ed oltre il 50% degli stessi è stato trattato e condizionato”. E’ quanto afferma il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola in risposta ad una interrogazione della deputata Angela Napoli (An), relativa al Centro Enea della Trisaia di Rotondella (Matera). Il Centro Enea di Trisaia, ha sostenuto il ministro, “svolge attività di ricerca nel settore delle fonti rinnovabili, delle agro biotecnologie e della ingegneria avanzata applicata al settore dei rifiuti, ed assicura al sito nucleare ITREC di Trisaia, gestito dalla Sogin Spa, esclusivamente supporto nei servizi di funzionamento”. 

Per quanto concerne il Piano globale di disattivazione del sito nucleare, afferma Scajola, “il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato la licenza di esercizio dell’impianto con provvedimento del 26 Luglio 2006 fissando la scadenza del 26 luglio 2011 per la presentazione dell’istanza di disattivazione. Nel 2007, la Sogin ha avviato le attività preliminari del Piano, predisponendo una relazione sullo stato dell’impianto nucleare ITREC ed effettuando una caratterizzazione radiologica del sito e dell’impianto, le cui attività saranno completate entro il 2009. Inoltre, coerentemente con gli obiettivi di accelerazione delle attività di decommissioning, previsti dal Piano industriale approvato il 18 settembre 2008, la Sogin prevede il completamento del 51% delle attività di smantellamento dell’impianto ITREC entro il 2012”. 

In merito alla sistemazione dei rifiuti solidi pregressi ad alta e bassa attività, Scajola afferma che dal trattamento “sono stati ottenuti 340 manufatti pronti per lo stoccaggio definitivo, attualmente immagazzinati in depositi temporanei presenti sul sito di Trisaia. Il deposito temporaneo, autorizzato con Decreto del Ministero delle Attività Produttive del 2002 per lo stoccaggio temporaneo dei manufatti cementizi, è stato ultimato nel dicembre 2006 ed i collaudi sono stati effettuati a gennaio 2007. Per quanto attiene la rimozione e la bonifica del deposito interrato, si segnala che, nel febbraio 2007, sono stati realizzati 6 pozzi piezometrici e 4 pozzi di drenaggio per ulteriori controlli della falda e della rete di radioattività ambientale. Il 4 agosto 2007, è stato trasmesso all’ex Apat (oggi Ispra) il rapporto di progetto particolareggiato e, contestualmente, è stato completato il piano di monitoraggio straordinario predisposto da Sogin e approvato dall’ex APAT stessa. Successivamente, nell’ottobre 2007, è stata realizzata la barriera di isolamento idraulico e nell’agosto 2008 è stata completata l’impermeabilizzazione del deposito interrato. Il termine dei lavori di bonifica è previsto per fine 2010- inizio 2011. Al riguardo, si evidenzia, inoltre, che i lavori di manutenzione e di bonifica della condotta per lo scarico a mare sono diretti dalla Sogin, sotto il controllo del servizio di Fisica Sanitaria Operativa (FSO), che effettua controlli radioprotezionistici”. 

“L'ex APAT e ARPAB – prosegue Scajola – hanno eseguito, infatti, campionamenti sulle stesse matrici analizzate da Sogin. L'ex APAT, in particolare, ha partecipato ad alcune fasi delle operazioni, secondo un proprio programma di vigilanza ed, in tre successive ispezioni, ha ritenuto corretta l’applicazione delle norme e delle procedure prescritte. Il 5 giugno 2008, quindi, la Regione Basilicata ha autorizzato le opere a mare (varo nuova tubazione), che sono state ultimate a settembre. Il 30 maggio 2008, Sogin ha trasmesso all’ex APAT ed al Ministero il rapporto di progetto particolareggiato per l’impianto di cementazione del prodotto finito (ICPF) e del relativo deposito temporaneo manufatti (DTMC). La realizzazione del mock-up (sistema di simulazione del funzionamento dell’impianto definitivo) è stata ultimata alla fine del 2008 ed è stato emesso il bando di gara per la realizzazione dell’impianto. La conclusione delle attività di qualifica della matrice cementizia è prevista entro dicembre 2009. Per quanto attiene lo stoccaggio a secco degli elementi di combustibile uranio-torio (Elk River), nel corso delle attività condotte nel periodo '75-'78 sono stati riprocessati 20 degli 84 elementi di combustibile uranio-torio”. 

“Risultano in corso, inoltre – conclude Scajola – le seguenti attività che saranno completate entro il 2009: pulizia fondo piscina; collaudo dei sistemi di movimentazione dei cask; realizzazione dell’area di decontaminazione dei cask; realizzazione del sistema d’ispezione visiva degli elementi di combustibile. Per quanto riguarda, in particolare, i cask, si segnala che la fabbricazione degli stessi è prevista entro aprile 2012, mentre il completamento delle attività e lo stoccaggio dei cask nel deposito sono previsti per la fine del 2013. Si segnala, infine, che il Ministero dello sviluppo economico si rende disponibile ad attivarsi presso le Amministrazioni competenti, al fine di valutare la possibilità di avviare sul territorio un’azione di monitoraggio, relativa all’impatto ambientale ed un’indagine di carattere epidemiologico”.

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