Giovedì 21 Gennaio 2021 | 09:29

Il Biancorosso

Serie C
Bari, nella rincorsa alla Ternana c'è il San Nicola da riconquistare

Bari, nella rincorsa alla Ternana c'è il San Nicola da riconquistare

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl personaggio
L’ospedale di Bergamo ha un «cuore» barese con Stefano Pirrelli

Covid 19, l’ospedale di Bergamo ha un «cuore» barese con Stefano Pirrelli

 
FoggiaL'operazione
Ricettazione e riciclaggio auto: 10 arresti a Foggia, giro da 100mila euro al mese

Ricettazione e riciclaggio auto: 10 arresti a Foggia, giro da 100mila euro al mese

 
TarantoIndagini lampo della Ps
Taranto, ruba  creme in una farmacia e tenta la fuga: ladro seriale arrestato

Taranto, ruba creme in una farmacia e tenta la fuga: ladro seriale arrestato

 
LecceL'ente fallito
Novoli, la Focara affossata dai debiti: i creditori avanzano oltre un milione

Novoli, la Focara affossata dai debiti: i creditori avanzano oltre un milione

 
Batsanità
Trani, muore d’infarto a 200 metri dall’ospedale: «Soccorsi in ritardo»

Trani, muore d’infarto a 200 metri dall’ospedale: «Soccorsi in ritardo»

 
Covid news h 24L'annuncio
Fasano, emergenza Covid: padiglione centro commerciale diventerà hib vaccinale

Fasano, emergenza Covid: padiglione centro commerciale diventerà hub vaccinale

 
MateraIl caso
Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

Matera, minaccia convivente disabile con una katana, arrestato 70enne

 

i più letti

«Materiali scadenti per il Ponte attrezzato tra Cocuzzo e Porta Salza, a Potenza»

di GIOVANNI RIVELLI 
I Pm Henry JohnWoodcock e Annagloria Piccininni hanno notificato un avviso di garanzia a 17 persone per l'ipotesi che il Comune di Potenza sia stato truffato nella realizzazione del Ponte, utilizzando materiali scadenti per quella che era la più grande opera di collegamento meccanizzato d'Italia
• 16 milioni di euro per un'opera da record
• Il Ponte doveva essere pronto nel 2002
«Materiali scadenti per il Ponte attrezzato tra Cocuzzo e Porta Salza, a Potenza»
Il Ponte attrezzato di Potenza - FOTO TONY VECEPOTENZA - In attesa della sempre annunciata e mai realizzata inaugurazione, una «tegola giudiziaria» sta per abbattersi sul «Ponte attrezzato» tra il rione Cocuzzo e Porta Salza. I Pm Henry JohnWoodcock e Annagloria Piccininni hanno notificato un avviso di garanzia a 17 persone per l’ipotesi che il Comune di Potenza sia stato truffato nella realizzazione dell’opera utilizzando materiali scadenti per quella che era la più grande opera di collegamento meccanizzato d’Italia. 

I provvedimenti (inseriti nell’ambito di un procedimento partito nel 2007 che ha visto i due Pm seguire più piste) riguardano l’amministratore unico della «Ponte Attrezzato Srl», Amilcare Egidio Antonio Guarino, e una serie di esponenti di aziende che hanno partecipato alla realizzazione dell’opera, alcuni del posto, come Carmine Albini (amministratore della Albeton), Nicola Cerverizzo (legale rappresentante della Edil Pitturazioni), Canio Tiri (titolare dell’omonima ditta) e Vito Antonio Zaccagnino (titolare della Zaccagnino Impianti Srl), altri di realtà nazionali, come Paolo Ghirelli (presidente del Consigliod i amministrazione delola Bopnatti di Parma), Giampiero Rambaldi e Roberto Pecchioli (rispettivamente amministratore delegato e consigliere della Kone Spa di Pero, nel Milanese), Michele Bisaggia (titolare dell’omonima impresa di Battipaglia), Pier Aulo Dino e Dario Gallina (rispettivamente apresidente e amministratore della Gallina Srl di Torino), Natale e Giacomo Albertani (rispettivamente presidente e amministratore delegato della Habitat Legno Spa di Edolo, nel Bresciano), Luigi Medolla (legale rappresentante della Me.Co. Srl di Cava dei Tirreni, nel Salernitano), Pasquale Gallo e Anna Maria De Leo (rispettivamente procuratore e amministratore della Sterri Srl di Battipaglia) e Maria Teresa Bassani (presidente della Zenit Srl di Cavenago, nel Bresciano).

L’ipotesi su cui stanno lavorando i due Pm è particolarmente inquietante: concorso in truffa con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità. In pratica, stando a quanto ipotizzato da Woodcock e Piccininni, e che «nell’eseguire i lavori avuti in appalto e in subappalto dalle rispettive ditte e società, e riguardanti l’opera di collegamento denominata “ponte attrezzato” sita in Potenza, con artifizi e raggiri, consistiti nella mancata fornitura e posa in opera di materiali o nell’utilizzo di prodotti di qualità inferiori a quanto previstonel capitolato d’appalto, inducendo in errore il Comune di Potenza, (ente appaltante) sulla corretta esecuzioen dei lavori, si procuravano come ingiusto profitto il corrispettivo pattuito, che sarebbe loro spettato nel caso in cui avessero eseguito i lavori a regola d’arte con un danno di particolare rilevante entità per il suddetto ente locale». Una convinzione a cui i due magistrati sarebbero giunti a seguito di una serie di ispezioni e accertamenti tecnici fatti eseguire inq uei locali che, a quanto si sa, sarebbero già stati ultimati e in attesa di essere aperti al’uso in attesa del collaudo. 

Il Ponte attrezzato di Potenza - FOTO TONY VECEI Carabinieri, in particolare, si sarebbero recati ad ispezionare le strutture almeno tre volte, a luglio, ottobre e novembre dello scorso anno, e gli elementi riscontrati avrebbero dato corpo all’ipotesi investigativa. A gettare ombre sinistre sulle strutture del Ponte attrezzato, in particolare, ci sarebbe una perizia del consulente tecnico d’ufficio nominato dalla Procura, l’ingegner Vito Pascale. Il tecnico ha evidenziato una serie di problemi di infiltrazioni di acqua, di lesioni presenti nelle strutture in legno, di deterioramenti dovuti alla presenza di acqua nei locali (che crea muffe e potrebbe creare situazioni di pericolo agli utilizzatori degli impianti elettrici), di dubbi sull’efficacia del sistema antincendio, di distacco di intonaci, di mancanza di alcuni bulloni, di inconsistenza di alcune strutture, che potrebbero crollare in caso di una nevicata, di problemi per quanto attiene le misure di sicurezza, quali le uscite di sicurezza che abbandonerebbero i viaggiatori sul pendio di una montagna, su piazzole piccole per contenere tutti i possibili utilizzatori e prive anche di una ringhiera per evitare che si precipiti giù. 

Una situazione drammatica, quella descritta dal tecnico consulente della Procura, che chiamerebbe in ballo, oltre agli indagati, anche i tecnici che hanno seguito quei lavori e che, nell’articolazione dei rilievi, crea dubbi anche sulla utilizzabilità di quelle strutture. Valutazioni ora nelle mani dei due Pm che dovranno decidere come procedere.
GIOVANNI RIVELLI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie