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Tra i punti fermi del protocollo siglato ieri tra Regione Basilicata e Veronafiere spicca l’opportunità di comunicare meglio, di promuovere adeguatamente le produzioni lucane. Un’occasione garantita da una realtà leader, Vinitaly, che sarà scandita secondo un programma d’incontri mirati con operatori commerciali italiani ed esteri
Matera «città del vino» nasce la Vinitaly lucana
di PASQUALE DORIA 

MATERA - Le festività natalizie sono trascorse da poco e la notizia col botto, parlando di vini e dintorni, scorreva bene nella cornice di Palazzo Gattini, per la precisione la cappella privata dell’antica famiglia materana, ora parte integrante di una struttura ricettiva che svetta in cima alla Civita, la parte alta di Matera. Si chiama Vinitaly for you ed è un evento legato a una tra le più famose fiere enologiche del mondo. 
A «stappare» il contenitore presentato sotto forma di protocollo d’intesa triennale tra Regione e Veronafiere è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Roberto Falotico, presente il condirettore generale dell’ente fieristico scaligero Flavio Piva. Il dirigente dell’ente autonomo, nel suo intervento, ha subito avvertito che la Fiera di Verona ha siglato decine e decine di accordi, ma si muove per eventi dedicati solo quando l’interesse a un territorio, ai suoi prodotti, si proietta oltre le consuete pratiche di buone relazioni. Alla domanda precisa, rivolta all’assessore Falotico, sui tempi e i modi, si è compreso che si sta ragionando nell’ottica inclusiva, per coinvolgere il territorio nel suo insieme. Del resto, Falotico, allargando il discorso a tutto il settore primario, fino alla zootecnia e al turismo, ha insistito a più riprese sulla necessità di fare sintesi anche dove sono già attive vere e proprie filiere. 

Concetto che, a tratti, ha sfiorato i temi del dibattito politico lucano, nel senso che la Regione vuol essere sempre più soggetto a servizio delle imprese, così da accompagnare lungo un percorso che non può non vedere interpreti e protagonisti gli operatori in tutte le loro articolazioni. «Senza la presunzione di non avere difetti», ha avvertito l’assessore. Anzi, partendo dalla consapevolezza dei propri limiti, per l’esponente di giunta è possibile proiettare con maggiore forza ed equilibrio quel saper fare che, messi alla prova, i lucani sono riusciti a dimostrare ovunque nel segno della serietà e dell’impegno. Ad ogni modo, gli scenari della Basilicata, a partire da quello dei cinquanta e passa set cinematrografici della città Unesco e dei suoi rioni di tufo, i Sassi, il Metapontino e il Vulture, suscitano una straordinaria varietà di suggestioni che consentiranno di scegliere sicuramente ben e. Intanto, tra i punti fermi del protocollo siglato ieri spicca l’opportunità di comunicare meglio, di promuovere adeguatamente le produzioni lucane. Un’occasione garantita da una realtà leader, Vinitaly, che sarà scandita secondo un programma d’incontri mirati con operatori commerciali italiani ed esteri. Non si andrà a Verona a sciupare risorse economiche ed umane. In questo senso sono stati assicurati nuovi e più vasti spazi espositivi nell’ambito di un quartiere fieristico che nei cinque giorni del prossimo aprile abbraccerà l’universo mondo di una produzione che muove catene commerciali transnazionali fino a comprendere chi gestisce sofisticati ed estesi sistemi di ristorazione. 

In pratica, ai numerosi operatori del mondo che ruota intorno al settore primario, è stata prospettata l’opportunità di partecipare a tutti gli eventi di Veronafiere, realtà che sul fronte dell’internazionalizzazione affianca Fieragricola, Eurocarne, Siab e Fiera cavalli. Pragmatico, nel suo intervento Piva ha parlato di «vantaggi reciproci», come è normale che avvenga in ogni buon accordo. Ma si è compreso abbastanza bene che la redditività di una grande vetrina ha bisogno di buoni espositori. Di converso, gli operatori lucani sembrano pronti a investire, ma non hanno nessuna voglia di rimanere ancora ai margini delle autostrade della promozione. 
La fiera di Verona, le cui origini sono radicate alla fine dell’Ottocento, non viene scoperta certamente oggi. «L'accordo - ha precisato a questo proposito Falotico - avviene con un partner affidabile che consente di aprire la Basilicata al mondo. Vogliamo essere come Marco Polo, una regione senza confini. Lo faremo con il marchio unico “Orizzonti lucani” anche in rassegne come Vinitaly, non trascurando l’olio di oliva e tutte le altre produzioni di qualità che esaltano le identità del territorio, così da coinvolgere il maggior numero di operatori davvero interessati ad investire su se stessi e sulla Basilicata». Da parte di Piva, infine, il riconoscimento del carattere di un accordo che poggia su solide basi: serietà e sostanza. «In questo senso - ha concluso - la Regione è stata lungimirante per le opportunità sul piano organizzativo, logistico e promozionale che la partecipazione alla nostra Fiera comporta. Faccio presente che accanto agli appuntamenti consolidati ci sono pure quelli internazionali su mercati crescenti come la Cina, la Russia, gli Stati Uniti, il Brasile».

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