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Da Metaponto a Nova Siri: il mare ha divorato la spiaggia

Le mareggiate di circa un mese fa e quelle dei giorni scorsi stanno facendo arretrare la linea del bagnasciuga. Servirebbe il ripascimento dell’arenile e la protezione con barriere frangiflutti in grado di spezzare la forza devastante delle acque (foto)
Da Metaponto a Nova Siri: il mare ha divorato la spiaggia
spiaggia allagatadi FILIPPO MELE

MATERA - Lo Jonio in tempesta sta divorando la costa del Metapontino. Da Nova Siri a Metaponto le mareggiate di un mese fa e quelle dei giorni scorsi hanno di fatto arretrato, e di decine di metri, la linea della spiaggia. Pippo Faraco è il titolare del “Lido Eraclea”, uno dei locali “sto - rici” del lungomare policorese ed uno dei pochi aperto tutto l’anno. «Mai visto in venti anni nulla di simile - ha dichiarato alla Gazzetta. Praticamente i miei avventori potranno guardare le onde del mare semplicemente sporgendosi dalla finestra. Le acque si saranno avvicinate di almeno cinquanta metri». Di fatto, gli stabilimenti balneari sono circondati dallo Jonio creando un effetto “piccola Venezia”. Già dalla giornata di ieri, tuttavia, i marosi hanno cominciato ad indietreggiare. Ma non è ancora possibile calcolare quanto arenile si è perso per il cospicuo fenomeno erosivo. Non sono stati segnalati, al momento, danni alle strutture. 

Ricordiamo, altresì, che le attività insistenti (da anni) sulla spiaggia, per effetto della Legge Galasso e dei dettami del Piano comprensoriale del Metapontino, dovranno arretrare nella fascia boscata, al di sopra della barriera costituita dal lungomare e dalla duna naturale. 
spiaggia allagata
Situazione ancora più drammatica a Metaponto dove Gianfranco Sortiero, presidente dell’associazione di operatori turistici Leucippo, ha denunciato: «La spiaggia da noi non c'è più. Praticamente, i nostri lidi sono nell’acqua. Non vogliamo indennizzi. Urge, invece, correre ai ripari se non vogliamo pregiudicare una attività, quella turistica, per cui noi abbiamo investito risorse e speranze di sviluppo». Il giovane imprenditore, laurea in Economia del turismo, ha chiesto un intervento immediato delle istituzioni competenti per ricostruire quel che la furia degli elementi naturali ha distrutto: «Occorre un intervento in due fasi. La prima è quella del ripascimento dell’arenile. Nel nostro territorio, tra Bernalda e Pisticci, ci sono cave di sabbia. Utilizziamola. La seconda fase è quella della protezione con barriere frangiflutti od altro in grado di spezzare la forza devastante delle acque. L’unica cosa che bisogna evitare è l’inerzia, il perdere altri anni a discutere sul da farsi. Altrimenti, il turismo a Metaponto sarà una cosa del passato».

ponte sul Basento crollatoCROLLA PONTE SU BASENTO, RISCHIO ULTERIORI INONDAZIONI 
Una campata del ponte sul fiume Basento, a ridosso della stazione di Ferrandina (Matera), è crollato a causa sia delle abbondanti piogge delle ultime settimane che della la fatiscenza della struttura. L’allarme è stato lanciato dalla Provincia di Matera. Il crollo ha ostruito di detriti e macerie il corso del fiume che adesso rischia di inondare i terreni circostanti. 
L'assessore alla viabilità della Provincia di Matera, Giuseppe Dalessandro, ha disposto un sopralluogo da parte della struttura tecnica dell’ente ma i tecnici non hanno potuto fare altro che constatare la gravità dell’accaduto. 

“Il problema è molto serio - ha dichiarato Dalessandro - perchè se dovessero verificarsi ulteriori abbondanti piogge, come è previsto, si rischia l’inondazione di grande parte della vallata, nella quale sono ubicate aziende agricole e industriali, senza contare la stessa stazione ferroviaria di Ferrandina. Infatti il corso del fiume, già parzialmente ostruito dal precedente crollo, le cui macerie non sono mai state rimosse, adesso rischia il tracollo”. 
Il ponte è ubicato lungo la vecchia ex strada statale 176 che mette in collegamento la Basentana e le aree interne della provincia con la città di Matera, collegamento che attualmente è assicurato dalla statale 7.

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