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Matera: gli automobilisti pagano la sosta, ma il servizio non c’è

Nessuno li ha informati che il contratto tra la società Sisas e l’Amministrazione comunale è ormai scaduto. Federconsumatori e Adiconsum chiedono che si faccia chiarezza sulla vicenda
• Barletta, la multa per sosta vieteta arriva a casa con la sovratassa 
Matera: gli automobilisti pagano la sosta, ma il servizio non c’è
di DONATO MASTRANGELO 

MATERA - A rimetterci è sempre il povero cittadino già vessato dalle imposte di varia natura e provenienza e con le tasche sempre più vuote ed ora costretto a pagare per un servizio che non c’è più. È quanto accade in questi giorni dopo la cessazione del contratto della Sisas che gestiva i parcheggi a pagamento. Di fatto lo scorso 3 gennaio è terminato il contratto tra la società che si occupava delle aree di sosta e l’Amministrazione comunale. Ieri abbiamo constatato come numerosi parcometri in città fossero ancora attivi e funzionanti. 

Numerosi automobilisti, quindi, hanno pagato non essendo informati della sospensione del servizio. Nessuno li ha avvisati. Compresi quelli che avevano corrisposto l’abbonamento per le strutture con i parcheggi coperti. Niente cartelli vicino alle macchinette che erogano i tagliandi per la sosta. In via don Minzoni erano ben visibili all’interno del cruscotto delle automobili i tagliandi con riferimento alla sosta oraria di ieri pomeriggio. L’orario segnava le 13.53 del 5 gennaio. Situazione ancora più paradossale in piazza Matteotti dove spesso parcheggiano coloro che provengono da fuori città. Ed infatti abbiamo un giovane di Ferrandina, Michele Locantore che ha pagato l’equivalente della sosta di sessanta minuti. 

«In piazza Matteotti - afferma - una macchinetta non rilasciava il tagliando e l’altra era fuori servizio. Mi sono quindi spostato in piazza della Visitazione dove il parcometro mi ha rilasciato il tagliando inserendo le monete». Tanti i cittadini disorientati. Ma i “non lo sapevo” giungono anche dai cittadini materani. Stesse situazioni con automobilisti alla ricerca di un parcometro che funzioni anche in via Rosselli e via XX Settembre. 

La domanda è d’obbligo: perchè continuare a pagare per un servizio che non c’è più? «La Sisas - afferma il sindaco Emilio Nicola Buccico - ha assicurato di aver attivato tutte le procedure per la disattivazione del servizio ma stando alle lamentele pervenute da alcuni cittadini questo non è avvenuto. Vorrà dire che l’Amministrazione comunale attiverà ogni percorso necessario per tutelare il proprio ente, tenuto conto anche di altre inadempienze da parte del soggetto gestore del servizio dei parcheggi a pagamento. Quanto alle proroghe ipotizzate non ne concederemo più a nessuno perchè il Comune intende ristabilire le regole della democrazia e della competitività e qui si è addirittura in presenza di un contenzioso». 
Buccico poi rassicura i ventuno parcheggiatori. «A noi - dice - preme il loro futuro. Al Comune sarebbero bastati 15 ausiliari ma nel nuovo bando abbiamo inteso tutelare l’occupazione delle 21 unità. Dispiace che talvolta, questi lavoratori prestino il fianco alle strumentalizzazioni». 

«Per Marcella Conese della Filcams Cgil «ancora resta misteriosa la soluzione che l’Amministrazione intende dare alla vertenza. L’unico dato certo è che 21 famiglie dal 3 gennaio non percepiscono più un salario. In più, questi lavoratori non hanno accesso ad ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione, ma solo ad un misero sostegno al reddito pari al 60 per cento della retribuzione e quindi ad un assegno di 350 euro circa al mese. Il sindaco deve dire chiaramente, senza infingimenti, qual è la soluzione che ha in mente (se ce l’ha!) per dare continuità al lavoro di queste persone. E soprattutto non deve scaricare le responsabilità dell’azienda Sisas sulle 21 famiglie». 

«I cittadini che hanno pagato la sosta oraria dopo il 3 gennaio - dice Giuseppe Cotugno di Federconsumatori - potrebbero chiedere il rimborso della somma. Chiediamo al sindaco di fare sigillare i parcometri». 
Per Angelo Festa di Adiconsum «c’è poca trasparenza sulla vicenda. L’Amministrazione aveva l’obbligo di informare i cittadini sulla sospensione del servizio».

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