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Tangenti lucane: Margiotta libero «Sempre estraneo ai fatti»

Raccolte le prime dichiarazioni del deputato lucano del Pd, Salvatore Margiotta finito nell’inchiesta sulla tangenti per i lavori al giacimento petrolifero della Total, a Corleto Perticara (Pz). Il 7 gennaio si esaminera' la richiesta di sospendere l'attivita' di Total Italia in Basilicata
• Il Tribunale del riesame ieri aveva scarcerato tutti gli indagati
Tangenti lucane: Margiotta libero «Sempre estraneo ai fatti»
POTENZA – «Sono sempre stato estraneo ai fatti. Sono contento che il Riesame abbia accolto la mia richiesta avviando il processo che mi restituisce il decoro, l’onore, la dignità e la credibilità». Così il deputato lucano del Pd, Salvatore Margiotta finito nell’inchiesta sulla tangenti per i lavori al giacimento petrolifero della Total, a Corleto Perticara (Pz). 

Accusato dal sostituto Henry John Woodcock di far parte dell’associazione a delinquere che si spartiva gli appalti, con il ruolo di «raccordo» tra le imprese guidata da Francesco Ferrara e la compagnia francese, Margiotta aggiunge: «Non ho mai fatto alcun intervento sulla Total». 

Il nome di Margiotta era emerso in una telefonata di Ferrara nella quale parlava di una promessa di denaro nei confronti di un generico «Salvatore». Un’accusa respinta dal deputato anche nella sua difesa davanti al Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera, che prima di Natale aveva negato la richiesta di arresti domiciliari. «Ho mantenuto, pur in questi giorni di grande, ingiusta ed ingiustificata sofferenza e di massacro mediatico – ha concluso il parlamentare – la consapevolezza che la verità sarebbe emersa. So anche bene che il clamore mediatico che ha accompagnato la richiesta di arresti domiciliari, non sarà, oggi, lo stesso riservato a questo provvedimento. Ringrazio tutti gli amici, alcuni autorevolissimi, ma anche elettori, simpatizzanti, cittadini che mi sono stati vicini». A seguito della sua decisione di autosospendersi dagli incarichi nel Pd, ora il parlamentare ha annunciato di voler riprendere «a pieno titolo l’impegno istituzionale e nel Partito democratico, per lavorare con rinnovato entusiasmo per il bene comune».

IL 7 GENNAIO SI ESAMINERA' LA RICHIESTA DI SOSPENDERE L'ATTIVITA' DI TOTAL ITALIA IN BASILICATA 
E' fissata per il prossimo 7 gennaio, davanti al gip di Potenza, Rocco Pavese, la discussione  sulla richiesta interdittiva della sospensione dall’attività,  per due mesi, della Total Italia, avanzata dal pm di Potenza  Henry John Woodcock nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte  tangenti pagate per l’estrazione del petrolio in Basilicata. La richiesta di misura interdittiva a carico della compagnia  petrolifera è basata su quanto previsto dalla legge numero 231  del 2001 e sull'accusa di corruzione e turbativa di asta mossa  ai principali indagati del'inchiesta e i cui gravi indizi sono  stati confermati ieri dal Tribunale del riesame di Potenza. 

L'accusa di corruzione e turbativa d’asta è riferita alla  realizzazione del Centro oli di Tempa Rossa da parte della Total  Italia. 

• Il Tribunale del riesame ieri aveva scarcerato tutti gli indagati

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