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Petrolio, si cerca l'agenda della Tangentopoli lucana

di GAETANO CAMPIONE
L'uomo chiave nella bufera giudiziaria sulle tangenti per lo sfruttamento del petrolio lucano sembra essere l'imprenditore Franco Ferrara, il «re di denari» di Policoro
• La truffa coi terreni a favore di Total
• Spunta una «talpa» in questura
• Una cena tra Ferrara e De Filippo inguaia il governatore lucano
• Giunta della Camera dice «no» all'arresto di Margiotta. Ferrara non risponde al Gip
dal nostro inviato GAETANO CAMPIONE

POTENZA - Da una parte le cifre, dall’altra le percentuali già pagate o da pagare, promesse a Tizio e Caio. Se gli investigatori recupereranno l’agenda di Franco Ferrara, il Re di danari di Policoro, pietra angolare del «Totalgate» lucano, avranno fatto Bingo. Perché di questo libro mastro, si sa tutto. Tranne dove sia nascosto. C’è di più. L’u o m o - ch i ave dell’inchiesta, titolare del consorzio che si è aggiudicato l’ap - palto Total di Tempa Rossa da 35 milioni di euro, aveva trasferito anche i dati su un supporto informatico (floppy disk o un cd). Era una specie di assicurazione contro tutto e tutti. L’imprenditore, dunque, annotava e conservava. 

La convinzione della Procura è che Ferrara abbia erogato «sistematicamente tangenti per assicurare alle imprese del suo gruppo i favori e le agevolazioni di cui, di volta in volta, egli ha bisogno: aggiudicazioni riferite a gare di appalto, informazioni riservate, decisioni favorevoli, astensioni da controlli, pressioni di politici». D’altra parte l’esistenza dell’agenda, la conferma lo stesso Ferrara durante un’intercettazione captata da una microspia nascosta nella sua auto. L’uomo d’oro di Policoro parlava, gli investigatori ascoltavano. Anche quando spiegava «le regole di comportamento che deve adottare l’imprendi - tore che vuole stare nel giro, evidentemente improntate al rispetto di un mutuo patto di omertosa complicità cementata dalla convinzione che così fan tutti e tanto vale adeguarsi », scrive il Gip nella sua ordinanza. 

Ma accanto al Re di danari, spunta la Regina di cuori, la moglie, Marcella Camossi. Secondo l’inchiesta è lei la «cassiera e custode dei fondi neri». Di quel tesoretto (o bottino?) di un milione di euro in contanti, da utilizzare - per l’accusa - durante gli incontri di affari. Esattamente sono «961mila e 500 euro più 100mila». A quantificarli è un sms tra marito e moglie. I fondi neri sarebbero il frutto di false fatturazioni sui conti riferibili alle società dell’imprenditore. Ogni tanto, però, le coronarie di Franco Ferrara sono messe a dura prova. Come quando a novembre dell’anno scorso, per far visita a Roma ad un «influente esponente» del ministero dell’Ambiente, gli investigatori lo bloccano all’aeroporto di Bari. In una valigia, erano nascosti 150mila euro. «Mi stavano aspettando», scrive sul telefonino della moglie. «Mi hanno perquisito, ho fatto un verbale e con grande difficoltà ho evitato il sequestro». Ferrara si insospettisce, teme che il controllo non sia casuale: il metal detector non ha lanciato allarmi. Poliziotti e finanzieri vogliono controllare subito la valigia e leggono le carte. Lui protesta e viene portato in ufficio. Sospetti fondati. Perché Ferrara aveva detto alla moglie, la sera prima, di preparare «150 litri di vino». In gergo, i soldi. Indicati anche come «le mozzarelle» o «chili d’olio». 

Durante un controllo della Guardia di Finanza, l’imprenditore ordina alla moglie di spostare il «tesoro» da un parente. Ma i guai non arrivano mai da soli. C’è un altra inchiesta che riguarda Ferrara. L’imprenditore risulta indagato (violazione della legge sulla droga, riferisce l’avvocato) per u n’operazione antidroga che si conclude con l’arresto di un suo dipendente, Antonio Costanza, 43 anni. L’uomo finisce in manette due giorni fa mentre si trova in viaggio fuori regione. L’accusa per lui è di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Gli investigatori parlano di cocaina e marijuana. Tra gli accusati altre quattro persone: un imprenditore di Scanzano Jonico, un tarantino e due baresi. Oggi Costanza sarà interrogato a Potenza. E, forse, si conosceranno altri particolari della vicenda.

• La truffa coi terreni a favore di Total
• Margiotta: il Pm Woodcock ce l’ha con la mia famiglia
• Spunta una «talpa» in questura
• Una cena tra Ferrara e De Filippo inguaia il governatore lucano

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