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Pupi e presepi nelle botteghe dei maestri materani

di RICCARDO RICCARDI
Ce ne sono di tutti i tipi: dai personaggi canonici alle figure blasfeme, dall’ubriaco ai politici. Ma per i materani la tradizione è tradizione. Sanno come fare e da chi andare quando hanno necessità di acquistare pupi o presepi nuovi
Matera presepe cartapaesta di Mario Daddiegodi RICCARDO RICCARDI
MATERA - È consuetudine che dall’8 dicembre si iniziano a tirar fuori le statuine. Chi ha voglia di acquistare nuovi pupi, c'è veramente da sbizzarrirsi. Ce ne sono di tutti i tipi: dai personaggi canonici alle figure blasfeme, dall’ubriaco ai politici. Ma per i materani la tradizione è tradizione. Sanno come fare e da chi andare quando hanno necessità di acquistare pupi o presepi nuovi. 

Tra i tanti artigiani locali, sicuramente i Daddiego, i Pentasuglia e i Mitarotonda, sono tra i più amati e apprezzati. Michelangelo Pentasuglia ha ereditato la vena artistica dei suoi antenati che si dedicarono oltre al Carro della Bruna anche alla realizzazione dei pupi in terracotta e ai presepi in cartapesta. Nella sua bottega, in via Francesco Volpe, prendono forma statuine snelle e slanciate, particolarmente accurate nella manifattura. I suoi presepi in cartapesta, attraverso la rappresentazione dei protagonisti della Natività, guardano al mondo contadino con gli occhi di chi ha vissuto e visto da vicino un mondo popolare in parte scomparso ma che rivive attraverso la sua memoria i momenti di grande suggestività. 

Anche Mario Daddiego, operativo nella sua bottega-laboratorio, ai piedi di Monterrone, sulla via della Madonna dell’Idris, nel cuore del “Sasso Barisano”, ha una storia di creatività che viene da una solida tradizione di famiglia. Figlio di Dino Daddiego, che aprì una sua bottega d’ar te chiamata ««Il Bottegaccio»», nel 1969, in via delle Beccherie - diventando il precursore di quel percorso dove l’arte e la tradizione convivono nel recupero dei temi fondamentali di connessione fra passato e presente - ha dimostrato grande talento nell’arte della cartapesta. I suoi incomparabili presepi, ambientati nei “Sassi”, sono realizzati con materiali selezionati come la carta, il legno, il ferro che danno vita, attraverso una prodigiosa fusione di ogni componente, a opere suggestive e raffinate. Le porticine o i grandi portali in legno, i fregi e il bugnato delle case baronali, le ringhiere in ferro battuto a petto d’oca, i tetti delle case-grotte e via dicendo sono tutti rigorosamente fatti a mano. Non si può non rimanere indifferenti a tanta maestria. 

Infine, non si può non menzionare l’inusitato valore creativo di Peppino Mitarotonda - grande amico di numerosi artisti di valenza internazionale come Maccari, Consagra, Cascella, Guerricchio e tanti altri - che è capace di realizzare attraverso la lavorazione del legno, della terracotta, del tufo, della cartapesta e della maiolica dei veri gioielli artistici per qualità e raffinatezza. Un vero talento che i materani sono orgogliosi di avere come concittadino. Nella sua bottega, sempre fucina di idee e di progetti straordinari, si continuano a creare non solo i preziosi cu-cu, ma anche straordinari presepi, ormai divenuti manufatti di culto per i collezionisti.

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