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Potenza torna «città dei bimbi» stop divieto di gioco per strada

di IVANA INFANTINO 
Resta solo il «no» alle partite di calcio nelle piazze del centro storico, con i vigili che si limiteranno al controllo. Il sindaco Santarsiero si è impegnato ad aprire uno spazio di proprietà del Comune per far giocare i ragazzi
• Una città in riqualificazione, che però non piace ai residenti
pallone per stradadi IVANA INFANTINO

POTENZA - Si è concluso con l’applauso dei bambini, l’incontro promosso nel palazzo di Città per fare il punto sull’ordinanza emanata dal sindaco che vietava ai bambini di giocare a calcio in alcune piazze del centro storico. Un confronto a tutto campo, voluto dal primo cittadino, Vito Santarsiero, per spiegare le motivazioni del provvedimento «che ha fatto discutere tanto in città e fuori» e per trovare soluzioni condivise. 

Protagonisti dell’incontro i destinatari del provvedimento: bambini e adolescenti che hanno ribadito a più riprese il loro diritto a giocare, pur essendo residenti in centro, rifacendosi anche alla dichiarazione dei diritti del fanciullo dell’Onu . Ricco il dibattito cui hanno partecipato, oltre al sindaco e ai rappresentanti di Giunta e Consiglio, anche i genitori, alcuni commercianti e residenti della zona, le associazioni culturali e giovanili che operano in città e in particolare nel centro storico. 

Dopo aver ascoltato tutte le campane, dai bambini ai residenti, il sindaco è tornato parzialmente sui suoi passi, proponendo una soluzione che da una parte tuteli il diritto al gioco dei bambini e dall’altra il quieto vivere di residenti, commercianti e passanti. Innanzitutto dal testo dell’ordinanza sarà cancellato l’articolo 2, in base al quale la violazione avrebbe comportato «l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 200 euro». 

Niente più contravvenzioni, dunque, e via libera anche a biciclette, skateboard e pattini. Tuttavia il divieto per le piazze del centro storico è ancora valido, ma limitato al solo gioco del calcio. Ossia i bambini piccoli che si passano il pallone potranno continuare a farlo, quelli più grandi invece, che solitamente si organizzano per fare le partite, dovranno rinunciare a giocare nelle piazze del centro. Gioco del calcio bandito quindi in piazza Prefettura, nel largo Pignatari, in piazza Duca della Verdura, in piazza San Michele, in piazza Santa Lucia e nel piazzale adiacente il palazzo del Comune. 

Nel frattempo però gli amministratori si sono impegnati con i bambini e i genitori a trovare uno spazio utile dove praticare il gioco del calcio. Fra le ipotesi il campetto esterno della scuola Media “Francesco Torraca” che potrebbe essere messo a disposizione degli appassionati di calcio o alcune zone dell’area della torre Guevara, attualmente adibita a parcheggio e completamente oscurata dall’Itc. Fra le proposte anche quella di avviare un confronto con Provincia per la riapertura della villa del Prefetto, chiusa da anni. 
skateboard, gioco per strada a Potenza
«L’ordinanza - ha detto il primo cittadino Santarsiero - sarà modificata in diversi punti. Le multe saranno eliminate, anche se potenzieremo i controlli. È normale che nessuno impedirà ai bambini di giocare con il pallone, ma di organizzare le partite nelle piazze del centro sì. Inoltre - ha aggiunto il sindaco - ci impegniamo a trovare altri spazi, sempre nel centro storico, che possano consentire ai bambini che vi risiedono di organizzare in tranquillità e sicurezza le partite e i tornei». 

«L’obiettivo del provvedimento, ha infine aggiunto il sindaco - non era quello di penalizzare i bambini, ma di impedire che si ripetessero incresciosi incidenti come vetrine rotte, pallonate sui passanti e sulle macchine». Sulla questione villa di Santa Maria, inserita nell’ordinanza come le altre piazze del centro, rimane ancora un grosso punto interrogativo. Gli amministratori si sono, infatti, riservati di fare una riflessione più approfondita perchè anche lì il problema è rappresentato non dai più piccoli, ma dai ragazzi che organizzano tornei creando problemi ai fruitori del parco cittadino.

• Una città in riqualificazione, che non piace

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