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Troppo fragili le scuole lucane non reggerebbero ad un terremoto

di MASSIMO BRANCATI
Gli istituti non hanno il certificato di «agibilità statica» in una regione a forte rischio sismico. A repentaglio gli studenti di ogni ordine e grado
• A Scanzano l'elementare senza cemento
• Potenza, nella città del sisma trentamila persone vivono in case fragili
• Un piano d'intervento Regione-Ministero
Troppo fragili le scuole lucane non reggerebbero ad un terremoto
Aula scuoladi MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Aule che cadono a pezzi, intonaci che si sbriciolano al primo alito di vento, controsoffitte che fanno acqua da tutte le parti. La scuola lucana, sul fronte dell'edilizia, accusa problemi che sembrano essersi incancreniti. Lo testimoniano i recenti casi di Scanzano e Palazzo, ma anche l'assenza di documenti che attestano la sicurezza dell'edificio. Atti ufficiali che formalizzano i risultati di un'indagine sulla «solidità» dei locali. Non sono «scartoffie» ma carte di grande importanza.

Eppure una sessantina di istituti scolastici di ogni ordine e grado della Basilicata (il cui elenco è rigorosamente top secret) non dispone del certificato di «agibilità statica» e in trenta manca quello di «agibilità igienico-sanitaria». Circa il 7% degli istituti lucani, inoltre, non ha redatto il documento di rischio e il 20% non ha designato il responsabile del servizio di protezione e prevenzione (Rspp).

Sono alcuni dei dati più significativi di un monitoraggio sulla situazione dell'edilizia scolastica in Basilicata effettuato su un campione di 150 delle 700 scuole dell'obbligo ed istituti superiori (escluse le materne e gli asili nido) presenti sul territorio lucano. Nel 15% degli edifici monitorati non sono stati effettuati, negli ultimi cinque anni, interventi di manutenzione ordinaria. E, sempre secondo l'indagine, ci sarebbero alcuni istituti che non dispongono neppure di un piano di evacuazione in caso di terremoto. Strano a dirsi in una regione, la Basilicata, a forte rischio sismico.

Il quadro generale è davvero poco incoraggiante. Per mettere in sicurezza tutte le scuole della Basilicata - secondo una stima del dipartimento infrastrutture della Regione - ci vorrebbero non meno di 400 milioni di euro. Interventi strutturali, di adeguamento antisismico, igienico sanitario, o per il rispetto della normativa antincendio: sono di vario tipo le opere da effettuare in osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza tra i banchi.

Il punto è che i fondi a disposizione non sono sufficienti. E non solo per la Basilicata. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Infrastrutture, Innocenzo Loguercio, ha cercato di dare una scossa al settore dando il via libera, lo scorso gennaio, a contributi per interventi urgenti da eseguire in alcuni edifici scolastici di cinque comuni lucani, tre in provincia di Potenza e due del Materano. In particolare nell'area nord sono stati interessati dall'assegnazione dei contributi tre centri: Genzano di Lucania, Lagopesole e Banzi. Dalla Regione sono arrivati 42mila euro per la scuola media statale «Papa Angelo Roncalli» di Genzano di Lucania; 18 mila euro per l'Istituto comprensivo statale «Tommaso Claps» di Lagopesole nel Comune di Avigliano e infine 16 mila euro per la scuola elementare e media ubicata in piazza Gianturco, a Banzi.

Altre risorse continuano a stanziarle le Province. Quella di Potenza, in particolare, è intervenuta per l'Itis di Picerno (302.127,29 euro), l'Itcg «D'Errico» di Palazzo San Gervasio (214.329,61 euro), il liceo Scientifico di Genzano (318.653,91), l'Ipias di Potenza (369.266,68) e Liceo Scientifico «Galileo» di Potenza (464.811,21). Grazie ai fondi investiti nel settore fino ad oggi, alcune strutture (come la Domiziano Viola di Potenza) sono diventate il fiore all'occhiello dell'ingegneria antisismica in città. Ma non basta. L'intenzione, attraverso un Centro di Competenza sul rischio sismico cui partecipano Università e Regione, è di stilare una lista del rischio potenziale di ospedali e scuole, per determinare le priorità di intervento.

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