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Gestione rifiuti, presentato a Potenza Piano provinciale

«Non c'è emergenza - ha spiegato il Presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello - ma la necessità di assicurare una gestione regolare dello smaltimento», con una programmazione decennale
Gestione rifiuti, presentato a Potenza Piano provinciale
POTENZA - Razionalizzare e rendere efficiente il ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani nella provincia di Potenza, senza aumentare il numero di impianti ma migliorando il sistema attraverso l'uso di nuove tecnologie e il livello di raccolta differenziata (giungendo al 60 per cento nel 2011), oltre a diminuire le quantità di sversamento in discarica fino al cinque per cento del totale.

Sono questi gli obiettivi principali della "Sezione rifiuti urbani" del "Piano provinciale di organizzazione della gestione dei rifiuti", presentato oggi nel capoluogo lucano, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal Presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, dall'assessore all'ambiente, Domenico Iacobuzio, dal dirigente del settore ambientale, Antonio Santoro, e dal consulente scientifico dell'ente, Salvatore Masi.

La redazione del Piano parte dai livelli di produzione dei rifiuti urbani nella provincia di Potenza, passati dalle 132.927 tonnellate del 2002 alle 149.304 del 2006 (con un incremento del 12,3 per cento rispetto a una media dell'11,5 per cento del Sud), e dai dati sulla raccolta differenziata (in media l'otto per cento, con il 14 per cento a Potenza e il 6,7 nei Comuni con meno di duemila abitanti).

Su questa base, "non c'è emergenza - ha spiegato Altobello - ma la necessità di assicurare una gestione regolare dello smaltimento", con una programmazione decennale che, nel 2018, porterebbe il 40 per cento dei rifiuti agli impianti di vagliatura, con trattamento biomeccanico per la frazione umida e termico per quella secca, aumentando la capienza delle discariche "di appena 800 mila metri cubi - ha spiegato Masi - pari alla sola discarica napoletana in previsione a Chiaiano".

Gli impianti provinciali in funzione, quindi, resterebbero quelli di Melfi e Potenza per il trattamento termico, Venosa e Atella per quello biomeccanico, e Lauria e Sant'Arcangelo per il trattamento biologico, a cui si aggiungerà la chiusura della struttura di Moliterno e la creazione di una rete territoriale di collegamento.
Il Piano, sulla base dell'andamento di crescita costante della produzione di rifiuti urbani, eviterebbe in questo modo, ha sottolineato Masi, "un ampliamento necessario delle discariche pari a due milioni di metri cubi per ospitare l'attuale 41 per cento di sversamento".

Requisito fondamentale resta l'aumento dei livelli di raccolta differenziata in tutti i Comuni, a cui si collega l'ipotesi "di un governo unitario del territorio - ha detto Altobello - sul tema. La proposta di istituzione di un unico Ato rifiuti è incoerente con l'attuale impostazione programmatica, e questo organismo può essere eliminato, affidandone le competenze alla Provincia, come accade altrove".

Questo avrebbe riflessi immediati anche su un sistema omogeneo di raccolta differenziata, nonostante "l'impiantistica sia di tipo flessibile - ha aggiunto Altobello - e la raccolta porta a porta sia difficile nei nostri tessuti urbani". Il prossimo 27 giugno, il Piano sarà illustrato ai sindaci nel corso della riunione della Conferenza delle autonomie e, in seguito, sarà esaminato dal Consiglio provinciale per l'approvazione.

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