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Protesta dei precari all'Università della Basilicata

L'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 dell'Università della Basilicata, che si è svolta stamani a Potenza, si è aperta con l'esposizione, nell'aula della cerimonia, di uno striscione su cui era scritto «I ricercatori fantasma della Basilicata salutano il fantasma del Ministro Mussi». Coda polemica della Cdl per l'intervento del rettore • «Parentopoli nell'Accademia di Belle Arti di Lecce»
Protesta dei precari all'Università della Basilicata
POTENZA - Ricercatori universitari e personale amministrativo dell'Ateneo lucano "delusi dalla piaga del precariato", ma anche "punte di eccellenza nella ricerca, a livello mondiale" e la speranza che "il futuro non sia plumbeo per il mondo universitario".
Sono stati questi, in sintesi, i messaggi lanciati nel corso degli interventi che si sono susseguiti durante l'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008 dell'Università della Basilicata, che si è svolta stamani a Potenza. Una giornata cominciata con l'esposizione, nell'aula della cerimonia, di uno striscione con la scritta "I ricercatori fantasma della Basilicata salutano il fantasma del Ministro Mussi". Era presente, invece, il Ministro per l'Innovazione, Luigi Nicolais, che ha parlato del ruolo dell'Università nella cultura moderna e della necessità di incrementare "la funzione e le potenzialità della ricerca, cosa che - ha aggiunto - il Governo stava facendo".
La consegna della Laurea Honoris Causa in Scienze della Formazione primaria a Betty Williams - Premio Nobel per la Pace nel 1976 - è stata preceduta dalla Laudatio del docente di Storia delle Tradizioni culturali dell'ateneo lucano, Ferdinando Mirizzi. Successivamente sono intervenuti i rappresentanti degli studenti, Valeriano Di Stefano, e del personale tecnico-amministrativo, Antonella Guida. Il primo ha spiegato che "la Regione ha stanziato dai tre ai cinque milioni di euro per aiutare l'Ateneo e la ricerca", chiedendosi perchè, invece, "sono 30 quelli stanziati per corsi di formazione esterna".
Al termine della prolusione del docente di Biochimica, Faustino Bisaccia, su "Traffico e comunicazione nel mondo cellulare", sono state consegnate alcune borse di studio e l'ex rettore dell'Ateneo lucano, Gianfranco Boari, è stato insignito del titolo di Professore emerito.

CODA POLEMICA DELLA CDL PER L'INTERVENTO DEL RETTORE
Il rettore prima replica a «Il giornale», poi ironizza su Berlusconi, infine cita una poesia di Lenin: è il mix che fa esplodere la protesta dei politici della Casa delle Libertà, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università della Basilicata. «Non potevamo avallare le sue parole» ha spiegato il senatore di An e sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico, che, questa mattina, ha abbandonato la cerimonia per protesta, assieme al senatore azzurro Vincenzo Taddei e al capogruppo alla Regione di Fi, Cosimo Latronico. Quella che la Cdl ha «definito l'ennesima caduta di stile» del rettore Antonio Tamburro ha avuto come prologo il rilievo mosso sulla classifica degli atenei italiani fatta dal quotidiano di Milano. «Siamo stati inseriti tra gli ultimi, tra le università "rosse" - ha commentato Tamburro - senza che sia stato citato un solo dato». Quindi è stata la volta dell'«amarezza» per la caduta del governo Prodi. «Questo è l'inverno del nostro scontento - ha chiosato il rettore, mentre gli altoparlanti diffondevano un valzer triste di Sibelius - perchè oggi doveva essere firmato un accordo trilaterale che istituiva tre centri di ricerca di alto livello; cosa che, purtroppo, non avverrà, essendo il governo ormai condannato all'ordinaria amministrazione». Si parla di incentivare il sapere, di aiutare la ricerca, ma la situazione italiana segna il passo, ieri come oggi. Il pensiero di Tamburro è andato anche agli anni del governo guidato dal cavaliere. «Il presidente, ma perchè poi si chiamano sempre presidenti - si è domandato il rettore -, Berlusconi, cosa ha fatto durante il suo premierato?. E allora «..che fare? È il titolo di un famoso saggio di Lenin - ha ricordato Tamburro - che è diventato un classico». A questo punto gli esponenti del centrodestra, giudicata colma la misura, hanno deciso di lasciare la sala, mentre il rettore commentava: «Se siamo arrivati al punto che non possiamo più citare neanche la letteratura...!».

Il commento, durissimo, del centrodestra è arrivato nel pomeriggio, a mezzo comunicato. Nell'esprimere «indignazione» per l'accaduto, la Cdl accusa il rettore di aver «oltrepassato ogni limite, con un discorso più consono al clima carnevalesco che al ruolo importante e fondamentale che dovrebbe tenere quale mentore dell'Università di Basilicata». Riprovazione, poi, per le frasi «sull'ombra oscura e triste che arriverebbe con le nuove elezioni e l'eventuale vittoria del Centrodestra», per gli attacchi «diretti e inopinati» nei confronti di Berlusconi, e per «la musica a requiem, come se si fosse in un teatro e non in una università». «Un discorso politico e di cattivo gusto che non ha rispetto del ruolo che questo signore ricopre - sottolinea Taddei - e che ha suscitato imbarazzo e vergogna nell'intera assemblea. La superficialità di Tamburro, per la verità non nuovo a queste fuoriuscite, è assolutamente indecente. Un Rettore dovrebbe pensare ai problemi reali dei giovani, a quelli di un ateneo che non fa nulla contro l'emigrazione giovanile, ad un polo di formazione e istruzione che da tempo non riesce a decollare e che - insiste il senatore azzurro - con questi signori ai vertici stenterà a diventare un volano per lo sviluppo e per la guida dei nostri giovani. La nostra regione ha problemi enormi di spopolamento, la ricerca annaspa e non è assolutamente raccordata al mondo produttivo: queste sono le problematiche che il signor Tamburro dovrebbe affrontare e magari pensare di risolvere con l'università che ha un ruolo fondamentale». Sulla citazione di Lenin, infine: «Il comunismo è stato sconfitto dalla storia e il rettore dell'università di Basilicata - conclude Taddei - ancora parla di Lenin: mi sembra uno sproposito e davvero fuori luogo. Questo è un ulteriore motivo per andare presto alle nuove elezioni ed avviare ampi progetti di cambiamento anche per l'università, per rivisitarne e rafforzarne il ruolo e darle nuova linfa anche nei suoi sistemi funzionali e amministrativi».

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