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Prevenzione tumori - Gratis il vaccino in Basilicata

Sarà la prima regione in Italia a somministrare il siero per evitare il cancro al collo dell'utero. All'inizio, nei primi tre anni, con 65mila dosi acquistate dalla Regione, saranno trattate circa 13600 donne di 12, 15, 18 e 25 anni. La campagna sanitaria è stata presentata dal presidente della Giunta, Vito De Filippo
Regione Basilicata POTENZA - La Basilicata sarà la prima regione italiana in cui si effettuerà, dal 1° luglio, la vaccinazione gratuita contro il tumore del collo dell'utero: ogni anno, per tre anni, saranno vaccinate circa 13.600 donne di quattro fasce d'età (12, 15, 18 e 25 anni) con l'acquisto, nel triennio, di 65 mila dosi di vaccino da parte della Regione Basilicata.
L'iniziativa è stata presentata stamani a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti. Al termine dei primi 36 mesi, il programma prevede, per altri quattro anni, la vaccinazione di solo due fasce di età (12 e 25 anni), per un totale annuo di circa 6.700 donne. Dal 2014 saranno vaccinate solo le dodicenni. L'obiettivo è di proteggere dal rischio di tumore al collo dell'utero, nell'arco di sette anni, tutte le donne lucane tra i 12 e i 32 anni. Il vaccino è gratuito per le persone che (a luglio 2007 o entro la fine dell'anno) avranno compiuto 12, 15, 18 o 25 anni. Per tutte le altre la Regione fornirà il vaccino al solo prezzo di costo.
«Questa campagna - ha detto il presidente della Giunta regionale lucana, Vito De Filippo - nasce da una tradizione innovativa della Regione, e che parte dalle iniziative di screening di massa per il tumore all'utero e al seno. Da tempo il sistema sanitario della Basilicata è stato individuato tra le eccellenze del meridione».
La Basilicata «è da sempre un esempio per la prevenzione - ha spiegato il presidente della Commissione oncologica della Federazione internazionale di Ginecologia e Ostetricia, Sergio Pecorelli - e sarebbe auspicabile che anche le altre regioni si muovessero nella stessa direzione».
Per i primi quattro anni, la campagna di vaccinazione della Regione Basilicata garantirà la copertura del contagio dei quattro tipi di papillomavirus maggiormente responsabili delle patologie collegate alla sfera genitale, e per la fascia delle 25enni alla vaccinazione si collegherà l'attività di screening.
La campagna di vaccinazione inizierà con una lettera, inviata alle famiglie e ai medici, «nella quale si spiegherà come la Regione ha scelto di garantire alle donne lucane un futuro più sereno», ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità, Rocco Colangelo, che ha sottolineato come l'iniziativa rappresenti «una vera e propria assicurazione sulla vita».
Per le donne «che hanno già iniziato l'attività sessuale - ha detto il direttore dell'Unità di Ginecologia oncologica dell'Ospedale San Carlo di Potenza, Sergio Schettini - la vaccinazione è comunque auspicabile, poiché il siero è quadrivalente», ma i controlli restano comunque una parte essenziale della prevenzione, secondo Schettini, perché «il vaccino, seppur altamente efficace, non eliminerà la necessità di screening» come il Pap test.
La campagna messa in campo dalla Regione Basilicata rappresenta «un piano di programmazione sanitaria - ha aggiunto il dirigente generale del Dipartimento regionale per la Salute, Giuseppe Montagano - che consentirà, in soli 13 anni, un costo degli oneri dell'iniziativa inferiore a quello che si sosterrebbe per il trattamento degli effetti della patologia».

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