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Boom per l'agriturismo, ma non in Basilicata

Dati Istat: al 31 dicembre 2005 ammontano a 15.327, con un incremento di 1.310 unità (+9,3%) rispetto all'anno precedente. Nel Mezzogiorno gli passano da 2.881 a 2.969 (+88 unità, pari a +3,1%). Gli incrementi maggiori sono localizzati in Campania (+77 unità) e Calabria (+14 unità, pari a +4,7%); gli unici cali riguardano l'Abruzzo e la Basilicata (rispettivamente -67 e -10 unità)
ROMA - L'agriturismo in crescita. Al 31 dicembre 2005 le aziende agricole autorizzate all'esercizio dell'agriturismo ammontano a 15.327, con un incremento di 1.310 unità (+9,3%) rispetto all'anno precedente. I dati sono stati diffusi stamane dell'Istat. In particolare, le autorizzazioni all'alloggio, ristorazione e altre attività (equitazione, escursionismo, osservazioni naturalistiche, trekking, mountain bike, corsi, sport, varie) risultano in crescita, rispettivamente di 1.018 (+8,8%), 368 (+5,4%) e 515 unità (+6,3%); viceversa, le autorizzazioni alla degustazione calano di 195 unità (-7,1%). Oltre la metà delle aziende è ubicata in collina (50,6%) e più di un terzo in montagna (35,8%); appena il 13,6% è situato in pianura. Il 45,7% del totale degli agriturismi si concentra nel Nord del Paese, il 35,0% nel Centro e il restante 19,3% nel Mezzogiorno. In particolare, nelle regioni centrali risulta localizzato il 40,9% delle aziende con alloggio, il 22,1% di quelle con ristorazione, il 55,9% degli agriturismi con degustazione e il 42,6% di quelli con altre attività. Complessivamente, si conferma una presenza di agriturismi capillarmente diffusa e storicamente radicata in Toscana e Alto Adige, ove sono localizzate, rispettivamente, 3.527 e 2.639 aziende. L'attività agrituristica presenta dimensioni significative anche in Veneto, Umbria, Lombardia, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna e Sardegna.

65,9% DELLE AZIENDE E' GESTITA DA UOMINI
Il 65,9% delle aziende (10.093 unità) viene gestito da uomini e il restante 34,1% (5.234 unità) da donne; rispetto all'anno precedente l'incidenza delle conduttrici rileva un incremento dello 0,4%. La presenza femminile risulta più concentrata in Toscana, ove le donne gestiscono ben 1.406 agriturismi, pari al 26,9% di quelli complessivamente diretti dalle conduttrici in Italia. Nel corso del 2005, le nuove aziende autorizzate risultano 1.700, mentre 390 unità hanno cessato l'attività agrituristica. Tra il 1998 e il 2005 le aziende agrituristiche in complesso crescono da 9.718 a 15.327 unità (+57,7%), gli alloggi passano da 8.034 a 12.593 unità (+56,7%), i ristori da 4.724 a 7.201 (+52,4%), mentre le aziende con degustazione e altre attività agrituristiche aumentano con un ritmo ancora più sostenuto conseguendo incrementi pari, rispettivamente, a +127,6% e +114,2%. Fra le altre attività, l'escursionismo e l'equitazione aumentano rispettivamente del 57,5% e del 16,7%. L'analisi dei dati evidenzia il forte incremento di un settore che, pur restando di nicchia, cresce molto sia a livello complessivo sia nelle singole tipologie. L'alloggio e la ristorazione si confermano come le principali attività agrituristiche, spesso arricchite dalla degustazione e dalle altre attività. L'agriturismo costituisce una realtà tipicamente italiana in quanto parte integrante delle attività agricole; tale caratteristica lo differenzia dal turismo rurale, diffuso negli altri Paesi europei, che non ha un collegamento diretto con l'attività agricola. Lo stretto legame fra l'attività agrituristica e la gestione complessiva dell'azienda agricola qualificano il settore come una risorsa fondamentale della realtà agricola, rurale e turistica del Paese.

SONO PREVALENTEMENTE IN MONTAGNA E COLLINA
Rispetto all'anno precedente, nel corso del 2005 le aziende agrituristiche aumentano in misura diversa nelle varie ripartizioni territoriali. Nelle regioni settentrionali, la crescita
(+586 unità, pari a +9,1%) assume carattere generalizzato con andamenti particolarmente consistenti in Piemonte (+146 unità, pari a +22,8%), Veneto (+127 unità, pari a +14,4%) e Trentino Alto-Adige
(+96 unità, pari a +3,5%). Nelle regioni centrali si riscontra un aumento complessivo di 636 unità (+13,4%). In particolare, gli incrementi maggiori riguardano la Toscana (+327 unità, pari a +10,2%) e l'Umbria (+234 unità, pari a +35,7%); aumenti più contenuti si registrano nelle Marche (+43 unità, pari a +8,9%) e nel Lazio (+32 unità, pari a +8,2%). Nel Mezzogiorno gli agriturismi salgono da 2.881 a 2.969 (+88 unità, pari a +3,1%). Nel Sud gli incrementi maggiori sono localizzati in Campania (+77 unità, pari a +12,2%) e Calabria (+14 unità, pari a +4,7%); gli unici cali riguardano l'Abruzzo e la Basilicata (rispettivamente -67 e -10 unità). Nelle Isole, le aziende sarde e siciliane aumentano rispettivamente di 40 (+7,0%) e 26 unità (+8,2%). Anche se il ritmo di crescita risulta differenziato sul piano territoriale, la presenza degli agriturismi nelle regioni centro-meridionali si conferma al 54,3% del totale nazionale, come nel precedente biennio 2003-2004, a fronte del 45,7% di quelle settentrionali. L'analisi dei dati per zona altimetrica denota la netta prevalenza delle aziende montane e collinari rispetto a quelle localizzate nelle aree pianeggianti. Oltre la metà degli agriturismi è ubicata in collina (50,6%) e più di un terzo in montagna (35,8%); il restante 13,6% si trova in pianura. I dati evidenziano quindi la peculiarità dell'agriturismo nelle aree montane e collinari, ove esso contribuisce al mantenimento e allo sviluppo sia della presenza umana sia dell'attività agricola in zone spesso svantaggiate.

LE IMPRESE 'ROSA' SONO PREVALENTEMENTE IN TOSCANA
La presenza femminile nella conduzione di aziende agrituristiche risulta differenziata tra le varie regioni: la quota più bassa si registra in Alto Adige dove le 339 conduttrici gestiscono appena il 12,8% del totale provinciale degli agriturismi. Considerando l'entità degli agriturismi altoatesini (2.639 unità, pari al 53,4% di quelli del Nord-est e al 17,2% di quelli italiani), il dato di Bolzano incide profondamente sulla presenza femminile nel Nord-est, pari ad appena il 20,9% di quella totale. Nelle altre ripartizioni, in confronto alla consistenza degli uomini, la presenza delle donne è percentualmente più alta e pari, rispettivamente, al
41,2% nel Nord-ovest, al 40,4% nel Centro, al 42,9% nel Sud e al 34,5% nelle Isole. In termini assoluti, le conduttrici risultano più numerose in Toscana ove gestiscono 1.406 agriturismi; viceversa, in Molise sono appena 38 le aziende agrituristiche condotte dalle donne. Nel corso del 2005, risultano concesse 1.700 nuove autorizzazioni a fronte delle 1.296 rilasciate nel 2004. La ripartizione territoriale dei nuovi agriturismi autorizzati nel 2005 risulta particolarmente elevata in Toscana (+363 unità) e Umbria
(+251 unità), con quote pari, rispettivamente, al 21,3% e al 14,8% del totale nazionale; seguono Piemonte e Campania, entrambe con 149 unità (8,8% del totale). L'edizione 2005 della rilevazione calcola anche la numerosità delle aziende cessate, pari complessivamente a 390 unità (+92 rispetto all'anno precedente), di cui 235 ubicate nel Mezzogiorno, 84 nel Nord e 71 nel Centro. Le regioni con il più alto numero di cessazioni sono l'Abruzzo e la Campania, rispettivamente con 81 e 72 agriturismi chiusi.

CRESCONO I POSTI LETTO
La ricettività autorizzata degli agriturismi risulta in crescita sia per il numero di aziende ospitanti sia per i posti letto a disposizione e le piazzole di sosta. Complessivamente, le aziende autorizzate all'alloggio sono 12.593 (82,2% del totale nazionale degli agriturismi); rispetto al 2004, l'aumento è di 1.018 unità (+8,8%). I posti letto autorizzati sono 150,9 mila (+7,2% rispetto al 2004). Esaminando i dati a livello territoriale, si rileva che l'aumento delle aziende riguarda tutte le ripartizioni, ad eccezione del Sud. In particolare, si registra un incremento sia nel Nord-ovest
(+139 unità, pari a +12,0%) sia nel Nord-est (+262 unità, pari a
+7,6%), a fronte di un maggior aumento nel Centro (+625 aziende, pari a +13,8%) e di una minore crescita nelle Isole (+56 unità, pari a
+7,8%); l'unico leggero calo si registra nel Sud (-64 aziende, pari a
-3,7%). La rilevazione conferma come l'asse dell'ospitalità agrituristica si sia spostato dal Nord-est verso il Centro-sud, che detiene il 60,4% del totale nazionale degli alloggi autorizzati e il
64,5% dei posti letto. L'analisi dei dati evidenzia le relazioni esistenti fra l'alloggio e le altre attività agrituristiche . Fra le aziende che ospitano, 3.009 unità (pari al 23,9% del totale) risultano autorizzate al solo alloggio, mentre altre 4.923 (39,1%) abbinano l'ospitalità alla ristorazione; 2.232 aziende (17,7%) combinano l'ospitalità con la degustazione e, infine, 7.630 agriturismi (60,6%) arricchiscono l'offerta di alloggio con altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.). I dati rilevati confermano la tendenza delle aziende ad offrire pacchetti completi di proposte, contenenti servizi differenziati, diretti a meglio qualificare l'attività agrituristica legata al territorio in cui è ubicata l'azienda, finalizzati a fidelizzare i clienti e ad incrementare il numero degli ospiti.

LA MAGGIOR PARTE OFFRE SOLO IL PERNOTTAMENTO
Gli alloggi agrituristici vengono inoltre analizzati per tipo di servizio: solo pernottamento; pernottamento e prima colazione; mezza pensione e pensione completa. La maggior parte delle aziende autorizzate all'alloggio (6.620 unità, pari al 52,6% del totale nazionale) offre il solo pernottamento, mentre il 14,5% unisce al pernottamento anche la prima colazione; il 28,4% offre pensione completa e il 15,3% propone la mezza pensione. In base alla tipologia di alloggio prevalente si possono distinguere talune specializzazioni regionali: nel Trentino-Alto Adige è largamente diffuso il solo pernottamento (2.312 unità, pari al 92,1% del totale regionale), in Toscana circa un terzo delle aziende offre anche la prima colazione (971 unità, pari al 27,7%), in Liguria prevale la mezza pensione (121 unità, pari al 47,1%), mentre la pensione completa è più rappresentata in Campania (411 alloggi, pari al 77,8%). Fra le caratteristiche dell'alloggio, l'indagine rileva anche il numero delle piazzole di sosta autorizzate per l'agricampeggio. Complessivamente, risultano autorizzati 5.826 spiazzi attrezzati distribuiti in 19 regioni (le piazzole sono assenti in Valle d'Aosta), concentrati principalmente nelle aree meridionali; rispetto all'anno precedente si registra un incremento di 440 piazzole (+8,2%). I posti letto autorizzati si trovano in camere situate in abitazioni sia comuni o non indipendenti sia indipendenti; la tipologia delle abitazioni non indipendenti, che è la più diffusa, riguarda 7.794 aziende autorizzate per un totale di 84.137 posti letto, con una media per azienda di 10,8 posti (+0,1 rispetto all'anno precedente). Rispetto al 2004, le aziende che ospitano gli agrituristi in abitazioni non indipendenti risultano in crescita di 216 unità
(+2,9%) e di 3.356 posti letto (+4,2%). Gli incrementi maggiori, sia per le aziende sia per i posti letto, sono concentrati in Umbria (+146 unità e +1.181 posti letto) e in Piemonte (+100 aziende e +1.360 posti letto). Viceversa in Toscana dove si rileva una diminuzione (-219 unità e -1.645 posti letto); riduzioni meno significative si riscontrano anche in Abruzzo (-63 aziende e -807 posti letto) e Campania (-60 aziende e -1.066 posti letto). In generale, i cali registrati nel Centro-sud vengono largamente compensati dall'aumento delle aziende con alloggi in abitazioni indipendenti. Gli agriturismi che ospitano in abitazioni indipendenti sono 6.298 e risultano autorizzati per 66.719 posti letto; la media di posti letto per azienda è pari a 10,6 (+0,1 rispetto al 2004). Rispetto all'anno precedente, si registra un incremento di 581 unità (+10,2%) e di 6.815 posti letto (+11,4%). Le aziende che ospitano in abitazioni indipendenti registrano il maggior incremento nel Centro passando da 3.157 a 3.535 (+378 unità, pari a +12,0%), mentre risultano in lieve aumento nel Nord (+122 unità, pari a +5,5%) e nel Mezzogiorno (+81 unità, pari a +22,5%). L'esame dei posti letto in abitazioni indipendenti evidenzia una leggera crescita nel Nord (+1.248 posti, pari a +6,8%) e nel Mezzogiorno (+0,7 mila posti, pari a +18,1%); anche in questo caso l'incremento più consistente si verifica nel Centro dove i posti letto aumentano di 4.893 unità (+12,9%). L'analisi complessiva dei dati sulla ricettività conferma la tendenza allo spostamento dell'asse agrituristico che, pur restando fortemente radicato nel Nord-est, specialmente in Alto Adige, tende ad aumentare relativamente di più nel Centro-sud, soprattutto in Toscana e Umbria.
CRESCE LA RISTORAZIONE E I NUMERI DI POSTI A SEDERE
Nel corso del 2005, cresce la ristorazione agrituristica sia per numero di aziende con ristoro sia per numero di posti a sedere. Le aziende autorizzate alla ristorazione sono 7.201 pari al 47,0% del totale degli agriturismi (+368 unità, pari al
+5,4%); si tratta di una crescita significativa anche se più contenuta di quella riscontrata per l'autorizzazione all'alloggio. Fatta eccezione per il Sud, l'aumento riguarda tutte le ripartizioni; in particolare, la crescita risulta equamente distribuita fra il Nord
(+190 unità, pari a +6,0%) e il Centro (+192 aziende, pari a +13,8%); viceversa, nel Mezzogiorno si registra un calo di 14 aziende (-0,6%). A livello regionale, gli incrementi più elevati riguardano la Toscana (+98 unità, pari a +14,8%), l'Emilia-Romagna (+64 unità, pari a
+13,5%) e l'Umbria (+49 unità, pari a +24,4%). In linea con quanto registrato per l'alloggio, la ristorazione, pur migliorando le proprie posizioni nelle regioni settentrionali e nonostante la battuta d'arresto del Mezzogiorno, è maggiormente presente nelle regioni centro-meridionali ove è ubicato il 53,1% delle aziende ristoratrici. L'esame dei dati consente di studiare i rapporti intercorrenti fra le aziende che, all'attività di ristorazione, abbinano l'alloggio, la degustazione e le altre attività agrituristiche. Fra le aziende ristoratrici, 1.386 unità (19,2% del totale) sono autorizzate unicamente alla ristorazione, mentre altre 4.923
(68,4%) svolgono contemporaneamente anche attività di alloggio; 1.485 aziende (20,6%) arricchiscono la ristorazione con la degustazione e, infine, oltre la metà delle aziende (3.910 unità, pari al 54,3% del totale) completano l'offerta della ristorazione con l'esercizio di altre attività (equitazione, escursionismo, sport, corsi, ecc.).

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