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Ispettori del Ministero tra sospetti e privacy

Sono stati nelle procure di Potenza e Matera per interrogare i cinque magistrati in servizio in Basilicata indagati nell'inchiesta coordinata dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. Ma hanno avuto anche il compito di affrontare il problema di eventuali fughe di notizia nella cosiddetta "inchiesta Vip"
POTENZA - La presenza "ingombrante" - che si protrarrà per "almeno una settimana" - degli ispettori del Ministero della Giustizia, e l'approfondimento della posizione della neoindagata Nina Moric (non colpita inconsapevolmente dal "sistema Corona" ma addirittura protagonista nel riciclaggio di parte del denaro) hanno caratterizzato la giornata dell'inchiesta su foto e ricatti ai vip, negli uffici della Procura della Repubblica di Potenza.
Il capo degli ispettori del Ministero, Arcibaldo Miller, è giunto a Potenza in mattinata e poche ore dopo è stato raggiunto da tre collaboratori: tutti si sono fermati in Procura fino a sera. Passati da Matera a Potenza per interrogare i cinque magistrati in servizio in Basilicata indagati nell'inchiesta coordinata dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris, gli ispettori hanno avuto il compito anche di affrontare il problema di eventuali fughe di notizia nell'inchiesta sulle foto ai vip e sui ricatti ai loro danni. Per la verità, è un aspetto che preoccupa fino ad un certo punto: "Gli ispettori fanno il loro lavoro", si è limitato a dire il pm, Henry John Woodcock. Già nei giorni scorsi, sia lui sia il gip, Alberto Iannuzzi, avevano respinto l'ipotesi di fughe di notizie: persino le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Polizia lunedì scorso, 12 marzo, erano contate, proprio per evitare pericoli e contengono la nota di evitare agli arrestati "inutili disagi e forme indebite di pubblicità", al punto che non vi sono foto o immagini di persone in manette. E' verosimile che anche per gli ispettori il problema principale sia l'inchiesta di Catanzaro: a Potenza sono indagati il Procuratore e il vicario, Giuseppe Galante e Felicia Genovese, e alcuni sostituti hanno chiesto di essere ascoltati. C'è aria di trasferimenti d'ufficio e non è una cosa facile da gestire.
Quello di oggi doveva essere, in ogni caso, il giorno di Nina Moric, ma l'interrogatorio dell'ex modella è stato rinviato, a causa dello sciopero degli avvocati penalisti. Giorni guadagnati per i suoi difensori, per approfondire gli atti e studiare la strategia da seguire. Il pm chiederà alla Moric che fine hanno fatto alcune centinaia di migliaia di euro che la donna varrebbe riciclato (la cifra oscilla fra 600 mila e un milione). La risposta Woodocock la sta cercando anche nei conti di alcune società milanesi di riconducibili alla Coronàs poste sotto sequestro da Iannuzzi e ad almeno due conti correnti intestati a Fabrizio Corona ma sui quali la moglie aveva la delega ad operare. Da alcune intercettazioni emerge un rapporto, fra il fotografo e l'ex modella, deteriorato e prossimo alla rottura definitiva, da altre il sospetto che - nonostante la burrasca - lei sia pronta ad agire per mettere al sicuro tanto denaro, frutto dell'attività, che l'accusa considera illecita, del marito.

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