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Assolti dopo 7 anni di galera

I quattro erano stati condannati con sentenza definitiva per la cosiddetta "strage della barberia" (avvenuta a Taranto nel 1991). Oggi la decisione della Corte di appello di Potenza
BARI - La Corte di appello di Potenza, al termine di un processo di revisione, ha assolto per non aver commesso il fatto quattro uomini che erano stati condannati con sentenza definitiva per concorso in omicidio volontario plurimo: erano stati infatti ritenuti responsabili, con ruoli diversi, della cosiddetta "strage della barberia", avvenuta a Taranto il primo ottobre 1991 in via Garibaldi, nella città vecchia. Per la strage, i quattro sono stati in carcere per circa sette anni.
Nell'agguato nella sala da barba, compiuto a colpi di mitra e pistola come nella Chicago anni Trenta, morirono quattro persone e altre due rimasero ferite.
Le persone assolte oggi sono Giovanni Pedone, di 51 anni, Massimo Caforio, di 35, Francesco Aiello, di 39, e Cosimo Bello, di 37.
Pedone e Caforio erano stati condannati l'uno a 30 anni e l'altro a 29 anni e sei mesi di reclusione quali esecutori materiali della strage; Aiello e Bello a undici anni e sei mesi ciascuno per aver fornito le armi, poi fatte scomparire.
I quattro imputati erano stati scarcerati il 15 aprile 1998 per sospensione della pena, dopo oltre sei anni e mezzo di reclusione.

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